Leadership dell'Italia nei beni culturali Agli inizi degli anni '90 la Commissione NorMal , che era nata come strumento per la re dazione di metodi unificati per lo studio delle alterazioni dei materiali lapidei e per il con trollo...
moreLeadership dell'Italia nei beni culturali Agli inizi degli anni '90 la Commissione NorMal , che era nata come strumento per la re dazione di metodi unificati per lo studio delle alterazioni dei materiali lapidei e per il con trollo dell'efficacia dei trattamenti conservati vi di manufatti di interesse storico artistico, sentì l'esigenza di trasformare le raccoman dazioni in norme tecniche sia per poter di sporre di strumenti operativi da utilizzare nel Capitolato Speciale tipo per il Restauro dei Beni Architettonici, Archeologici, Storico-Ar tistici, sia per estendere a livello europeo una normativa che fosse specifica per la Conser vazione dei Beni Culturali. Nel 1996 con la ra tifica dell'accordo fra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'UNI la Commissione è stata trasferita in seno all'UNI assumendo il nome UNI Beni Culturali-NorMal estendendo la sua attività ai seguenti materiali: pietre, malte (da murature, per intonaci, per applica zione di rivestimenti, per decorazioni, per usi particolari), stucchi, prodotti ceramici (laterizi, terrecotte, porcellane), calcestruzzi, vetri, mo saici, policromie su pietra, policromie su tela, policromie su legno, policromie su intonaco, metalli, carta, legno, tessili. I numerosi docu menti della commissione NorMal pubblicati fin dall'inizio della sua attività (1978) hanno rappresentato uno strumento operativo molto importante, non solo per gli esperti italiani che si occupano di conservazione, ma anche per quelli di molti paesi europei che li hanno adottati nelle loro ricerche e sperimentazioni. Nel 2001 a seguito della richiesta presentata dall'UNI per la creazione di un nuovo CEN/TC (comitato tecnico europeo) avente per ogget to "Normazione sui Beni Culturali" venne co stituito un gruppo di lavoro denominato WG 134 incaricato di preparare un "Business Pian" in cui fossero presentati in modo chiaro gli scopi di questo nuovo TC e un programma dettagliato dei lavori. Tale fase istruttoria ven ne condotta dai coordinatori dei gruppi italiani della Commissione UNI Beni Culturali-NorMal che presentarono il documento "Business Pian BT/WG 134 (Technical Board/Working Group)" in due riunioni che hanno avuto luogo a Milano nel primo semestre del 2002. Il docu mento CEN BT/WG 134 discusso ed emendato dai paesi membri (Belgio, e con la risoluzione BT C98/2002 del 19/12/2002 emanata dal Bureau Tecnique del CEN è stato creato il CEN/TC 346 "Conservation of Cultural Property". Quali so no state le motivazioni che hanno spinto la Commissione UNI Beni Culturali-Normal a presentare a livello europeo quest'idea di nor mazione? La scienza della conservazione im pone, oggi, un approccio scientifico per la conservazione del patrimonio culturale come base preliminare per procedere alla pianifica zione più corretta possibile di un intervento conservativo e per garantire la massima effi cacia e durabilità dell'intervento stesso. Tale obiettivo può essere raggiunto solo sulla base di una profonda conoscenza del materiale co stituente il manufatto, del suo stato di conser vazione e delle condizioni ambientali in cui si trova il manufatto. Un dettagliato esame dello stato deH'arte sulla normativa esistente mo strava lacune e discordanze. Una normativa europea in questo specifico settore avrebbe permesso di unificare tale approccio scientifi co nei confronti della conservazione del patri monio culturale tra i paesi membri dell'UE consentendo una sinergia tra gli addetti ai la vori appartenenti a varie discipline scientifi che utilizzando metodologie normalizzate da tutti riconosciute. Il mercato in relazione agli obiettivi del CEN/TC 346 Gli obiettivi di questo CEN TC/346 devono es sere contestualizzati nel vasto mercato che ruota attorno alla conservazione dei beni cul turali e che interessa un gran numero di pic cole e medie imprese, quali le ditte di restau ro, ditte installatoci (sistemi di riscaldamento, condizionamento illuminazione, controllo del la qualità dell'aria) ditte di imballaggio e di tra sporto, piccole e medie imprese che produco no strumenti tecnologici, di misura, di control lo e analisi, produttori di vari materiali per il restauro ecc. Lo sviluppo di prove normalizza te e metodi di analisi contribuirà a dotare le istituzioni culturali, le imprese e i laboratori di strumenti corretti per lo svolgimento del loro lavoro. Materiali, strumentazioni e tecnologie che attualmente vengono utilizzati nel restau ro od impiegate in laboratori di diagnostica sono prodotti da industrie spesso multinazio nali ad elevata tradizione, ma non sono stati studiati specificatamente per la conservazio ne e necessitano di un'opportuna caratteriz zazione e normalizzazione. Numerosi prodotti fabbricati da grandi industrie, anche multina zionali, possono essere convertiti all'uso spe cifico da piccole industrie e a livello artigiana le rivitalizzando numerosi settori produttivi. Il programma di normativa previsto definendo i requisiti di materiali, di strumentazioni e di tecnologie può favorire lo sviluppo di sistemi innovativi e migliorare la qualità di quelli esi stenti rendendo maggiormente competitivo il mercato europeo. Fattori economici in relazione agli obiettivi del CEN/TC 346 L'aumento dell'inquinamento atmosferico ha causato l'accelerazione dei fenomeni del de grado dei manufatti esposti all'aperto con conseguente aumento del costo per la loro conservazione e il loro restauro. Negli interventi conservativi l'uso di metodo logie appropriate e di procedure normalizzate associate all'uso di materiali ad elevata dura bilità sperimentati con procedure normalizza te possono permettere una minore frequenza di intervento con sensibile riduzione dei costi. In particolare la normazione nella conserva zione del patrimonio culturale potrà: •migliorare le tecniche diagnostiche ridu cendo i relativi costi e liberando risorse che potranno essere utilizzate per altri progetti di conservazione con ricadute sulla creazio ne di nuove opportunità di lavoro, •fornire precise e appropriate indicazioni sulle tipologie di diagnostica evitando ricer che costose, liberando risorse economiche che potranno essere utilizzate per aumenta re il numero degli interventi conservativi, • aiutare a sviluppare prodotti, materiali, stru menti e tecnologie che possano essere usa te specificatamente nella conservazione del patrimonio culturale, • aumentare la durabilità dei lavori di restauro con conseguente diminuzione della frequen za delle operazioni di conservazione, ridu cendo in tal modo i costi sul lungo periodo.