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Nel 1973, Fabrizio De André intraprende uno sforzo di costruzione testuale e melodica che lo conduce alla realizzazione di un concept-album, Storia di un impiegato, volto alla rappresentazione delle impreviste dinamiche d’adesione alla... more
Nel 1973, Fabrizio De André intraprende uno sforzo di costruzione testuale e melodica che lo conduce alla realizzazione di un concept-album, Storia di un impiegato, volto alla rappresentazione delle impreviste dinamiche d’adesione alla sovversione armata di un travet piccolo-borghese, sin lì fedele alla propria condizione d’anonima tranquillità.
Le nove tracce che compongono l’opera in questione sono da leggersi alla luce del difficile passaggio fra anni ’60 e ’70 del secolo scorso, allorquando i repertori d’azione politica delle avanguardie più solide (studenti ed operai) del cosiddetto “Movimento” trovarono una brutale soluzione di continuità, infrangendosi contro la vischiosità dell’opaco sistema politico italiano, ampliando a dismisura le antitetiche strade della sovversione armata e del riflusso nel privato.
A tal proposito, De André ricorderà come «a questo punto si era capito che le persone deluse dal fatto che la rivolta era fallita, che non era diventata una rivoluzione vera, che non era cambiato nulla, fuoriuscite dai partiti che avrebbero dovuto rappresentare la sinistra, si erano armate».
Il presente contributo, per il tramite della sovrapposizione della narrazione artistica alle risultanze della ricostruzione storiografica, si propone di riaffrontare le grandi tematiche di legittimazione della violenza politica nel discorso pubblico italiano, tentando d’individuare il filo rosso di una apparente rivoluzione incompiuta, e del suo spirito perduto fra blocchi di potere ed idee concorrenziali di violenza risolutiva: «il ’68 è stato una rivolta spontanea, e il fatto che non sia riuscita forse è un bene, se è vero che il grosso problema di ogni rivoluzione è che, una volta preso il potere, i rivoluzionari cessano di essere tali per diventare amministratori».
Le nove tracce che compongono l’opera in questione sono da leggersi alla luce del difficile passaggio fra anni ’60 e ’70 del secolo scorso, allorquando i repertori d’azione politica delle avanguardie più solide (studenti ed operai) del cosiddetto “Movimento” trovarono una brutale soluzione di continuità, infrangendosi contro la vischiosità dell’opaco sistema politico italiano, ampliando a dismisura le antitetiche strade della sovversione armata e del riflusso nel privato.
A tal proposito, De André ricorderà come «a questo punto si era capito che le persone deluse dal fatto che la rivolta era fallita, che non era diventata una rivoluzione vera, che non era cambiato nulla, fuoriuscite dai partiti che avrebbero dovuto rappresentare la sinistra, si erano armate».
Il presente contributo, per il tramite della sovrapposizione della narrazione artistica alle risultanze della ricostruzione storiografica, si propone di riaffrontare le grandi tematiche di legittimazione della violenza politica nel discorso pubblico italiano, tentando d’individuare il filo rosso di una apparente rivoluzione incompiuta, e del suo spirito perduto fra blocchi di potere ed idee concorrenziali di violenza risolutiva: «il ’68 è stato una rivolta spontanea, e il fatto che non sia riuscita forse è un bene, se è vero che il grosso problema di ogni rivoluzione è che, una volta preso il potere, i rivoluzionari cessano di essere tali per diventare amministratori».
4e Rencontre au Collège d'Espagne de Paris "La Transition espagnole : nouvelles approches", Retour sur les élections de 1977 ((11 juin 2012)
Maurizio Gusso, "Cinque canzoni di cinque cantautori/cantautrici, lingue e paesi diversi sui movimenti degli anni ’60-’70", presentate nell’incontro "Documentari, film, opere letterarie e canzoni su ’68 e dintorni" (Sala D’Ars, Società... more
Maurizio Gusso, "Cinque canzoni di cinque cantautori/cantautrici, lingue e paesi diversi sui movimenti degli anni ’60-’70", presentate nell’incontro "Documentari, film, opere letterarie e canzoni su ’68 e dintorni" (Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 16 novembre 2017), terzo dei Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12 ottobre 2017 – maggio 2018), promossi da Associazione BiblioLavoro – CISL(Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Testi delle seguenti cinque canzoni in lingua originaria (con le traduzioni letterali italiane a fronte di Maurizio Gusso):
* "L’estaca" (1968) del cantautore catalano Lluís Llach;
* la sua cover "Mury" (1978) del cantautore polacco Jacek Kaczmarski;
* "Valsinha" (1971) dei cantautori brasiliani Chico Buarque e Vinícius de Moraes;
* "Vientos del pueblo" (1973) del cantautore cileno Víctor Jara, con versi del poeta spagnolo Miguel Hernández;
* "Une sorcière comme les autres" (1975) della cantautrice francese Anne Sylvestre.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Testi delle seguenti cinque canzoni in lingua originaria (con le traduzioni letterali italiane a fronte di Maurizio Gusso):
* "L’estaca" (1968) del cantautore catalano Lluís Llach;
* la sua cover "Mury" (1978) del cantautore polacco Jacek Kaczmarski;
* "Valsinha" (1971) dei cantautori brasiliani Chico Buarque e Vinícius de Moraes;
* "Vientos del pueblo" (1973) del cantautore cileno Víctor Jara, con versi del poeta spagnolo Miguel Hernández;
* "Une sorcière comme les autres" (1975) della cantautrice francese Anne Sylvestre.
"Rosa di 30 canzoni d’autore di 21 paesi sui movimenti degli anni ’60-’70 (più 5 loro cover)", a cura di Maurizio Gusso (17 marzo 2018): testi con brevi schede, preparata in occasione dei Seminari di formazione e laboratori didattici "’68... more
"Rosa di 30 canzoni d’autore di 21 paesi sui movimenti degli anni ’60-’70 (più 5 loro cover)", a cura di Maurizio Gusso (17 marzo 2018): testi con brevi schede, preparata in occasione dei Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12 ottobre 2017 – maggio 2018), promossi da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi storici e di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Canzoni di José Afonso, Joan Baez, Wolf Biermann, Maria del Mar Bonet (e Lluís Serrahima), Georges Brassens (con una cover di Fabrizio De André), Chico Buarque (e Vinícius de Moraes; con una cover di Sergio Bardotti e Mia Martini), Bob Dylan, Eugenio Finardi, León Gieco, Dominique Grange (con una cover di Fabrizio De André), Francesco Guccini, Víctor Jara (su versi di Miguel Hernández), Karel Kryl, John Lennon (e Yōko Ono), Lluís Llach (con una cover di Jacek Kaczmarski, con Przemysław Gintrowski e Zbigniew Łapiński), Giovanna Marini, Bob Marley e Peter Tosh (con The Wailers), Pablo Milanés (su versi di Nicolás Guillén), Georges Moustaki, Helen Reddy (e Ray Burton), Judith Reyes, Buffy Sainte-Marie, Nina Simone, Cat Stevens, Anne Sylvestre, Mikīs Theodōrakīs (con Antōnīs Kaloyannīs), Geraldo Vandré (con una cover di Sergio Endrigo), Daniel Viglietti, Vladimir Vysockij e Atahualpa Yupanqui (e Pablo del Cerro / Paula “Nenette” Pepín; rielaborazione di una canzone di Ñico Saquito).
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi storici e di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Canzoni di José Afonso, Joan Baez, Wolf Biermann, Maria del Mar Bonet (e Lluís Serrahima), Georges Brassens (con una cover di Fabrizio De André), Chico Buarque (e Vinícius de Moraes; con una cover di Sergio Bardotti e Mia Martini), Bob Dylan, Eugenio Finardi, León Gieco, Dominique Grange (con una cover di Fabrizio De André), Francesco Guccini, Víctor Jara (su versi di Miguel Hernández), Karel Kryl, John Lennon (e Yōko Ono), Lluís Llach (con una cover di Jacek Kaczmarski, con Przemysław Gintrowski e Zbigniew Łapiński), Giovanna Marini, Bob Marley e Peter Tosh (con The Wailers), Pablo Milanés (su versi di Nicolás Guillén), Georges Moustaki, Helen Reddy (e Ray Burton), Judith Reyes, Buffy Sainte-Marie, Nina Simone, Cat Stevens, Anne Sylvestre, Mikīs Theodōrakīs (con Antōnīs Kaloyannīs), Geraldo Vandré (con una cover di Sergio Endrigo), Daniel Viglietti, Vladimir Vysockij e Atahualpa Yupanqui (e Pablo del Cerro / Paula “Nenette” Pepín; rielaborazione di una canzone di Ñico Saquito).
"Il '68 in Francia e in Italia: letteratura, canzoni, film, interpretazioni storiografiche e mediazioni didattiche" (Sala D'Ars, Società Umanitaria, Milano, 12 gennaio 2018), quinto dei Seminari "'68 e dintorni. Movimenti sociali,... more
"Il '68 in Francia e in Italia: letteratura, canzoni, film, interpretazioni storiografiche e mediazioni didattiche" (Sala D'Ars, Società Umanitaria, Milano, 12 gennaio 2018), quinto dei Seminari "'68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni '50 agli anni '70. Cinema, letteratura, canzoni". quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12 ottobre 2017 - maggio 2018), promossa da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Il Seminario mette a confronto le domande di approfondimento storiografico e metodologico e di mediazioni didattiche dei partecipanti e le ipotesi elaborate dall’équipe.
Si presentano, in particolare, le seguenti fonti artistiche, relative al ’68 in Francia e in Italia:
* passi dal romanzo della scrittrice francese Annie Ernaux, "Gli anni", L’orma, Roma, 2015 (ed. or.: "Les années", Gallimard, Parigi, 2008);
* la canzone "Chacun de vous est concerné", dal disco EP (Extended Play) a 45 giri della cantautrice francese Dominique Grange, "La pègre – Grève illimitée – Chacun de vous est concerné – Abaletapolicié" (1968);
* "Introduzione", "Canzone del maggio" (liberamente ispirata a "Chacun de vous est concerné" di D. Grange) e "Nella mia ora di libertà", prima, seconda e ultima traccia del concept album di Fabrizio De André, "Storia di un impiegato" (1973);
* alcune sequenze dal film di Michele Placido, "Il grande sogno" (Italia/Francia, 2009, col., 101’);
* alcune sequenze dal documentario di Silvano Agosti, "Prendiamoci la vita. Dieci anni di passioni 1968-1978", 2. "Il lavoro", Nuova Iniziativa Editoriale, Roma, 2003 (supplemento de “L’Unità”).
Coordinano Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Gusso e Daniele Vola.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Il Seminario mette a confronto le domande di approfondimento storiografico e metodologico e di mediazioni didattiche dei partecipanti e le ipotesi elaborate dall’équipe.
Si presentano, in particolare, le seguenti fonti artistiche, relative al ’68 in Francia e in Italia:
* passi dal romanzo della scrittrice francese Annie Ernaux, "Gli anni", L’orma, Roma, 2015 (ed. or.: "Les années", Gallimard, Parigi, 2008);
* la canzone "Chacun de vous est concerné", dal disco EP (Extended Play) a 45 giri della cantautrice francese Dominique Grange, "La pègre – Grève illimitée – Chacun de vous est concerné – Abaletapolicié" (1968);
* "Introduzione", "Canzone del maggio" (liberamente ispirata a "Chacun de vous est concerné" di D. Grange) e "Nella mia ora di libertà", prima, seconda e ultima traccia del concept album di Fabrizio De André, "Storia di un impiegato" (1973);
* alcune sequenze dal film di Michele Placido, "Il grande sogno" (Italia/Francia, 2009, col., 101’);
* alcune sequenze dal documentario di Silvano Agosti, "Prendiamoci la vita. Dieci anni di passioni 1968-1978", 2. "Il lavoro", Nuova Iniziativa Editoriale, Roma, 2003 (supplemento de “L’Unità”).
Coordinano Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Gusso e Daniele Vola.
"Documentari, film, opere letterarie e canzoni su ’68 e dintorni" (Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 16 novembre 2017), terzo dei Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali... more
"Documentari, film, opere letterarie e canzoni su ’68 e dintorni" (Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 16 novembre 2017), terzo dei Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12 ottobre 2017 – maggio 2018), promossi da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Dopo la "Presentazione" di Maurizio Gusso, il Seminario si è articolato in tre comunicazioni:
* Giacinto Andriani ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente alcuni documentari e le sequenze del film cileno "Machuca" (Cile/Spagna, 2004, col., 116′) di Andrés Wood.
* Daniele Vola ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente alcune sequenze dei film di Costa-Gavras (Konstantinos Gavrás), "Z "/ "Z, l’orgia del potere" (Algeria/Francia, 1969, b/n, 127′); di Maria de Medeiros, "Capitães de Abril" / "Capitani d’aprile" (Portogallo / Spagna / Italia / Francia, 2000, col., 123′); di Manuel Huerga, "Salvador (Puig Antich)" / "Salvador – 26 anni contro" (Spagna / Gran Bretagna, 2006, col., 134′).
* Maurizio Gusso ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente "Cinque canzoni di cinque cantautori/cantautrici, lingue e paesi diversi sui movimenti degli anni ’60-’70": "L’estaca" (1968) del cantautore catalano Lluís Llach; la sua cover "Mury" (1978) del cantautore polacco Jacek Kaczmarski; "Valsinha" (1971) dei cantautori brasiliani Chico Buarque e Vinícius de Moraes; "Vientos del pueblo" (1973) del cantautore cileno Víctor Jara; "Une sorcière comme les autres" (1975) della cantautrice francese Anne Sylvestre.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Dopo la "Presentazione" di Maurizio Gusso, il Seminario si è articolato in tre comunicazioni:
* Giacinto Andriani ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente alcuni documentari e le sequenze del film cileno "Machuca" (Cile/Spagna, 2004, col., 116′) di Andrés Wood.
* Daniele Vola ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente alcune sequenze dei film di Costa-Gavras (Konstantinos Gavrás), "Z "/ "Z, l’orgia del potere" (Algeria/Francia, 1969, b/n, 127′); di Maria de Medeiros, "Capitães de Abril" / "Capitani d’aprile" (Portogallo / Spagna / Italia / Francia, 2000, col., 123′); di Manuel Huerga, "Salvador (Puig Antich)" / "Salvador – 26 anni contro" (Spagna / Gran Bretagna, 2006, col., 134′).
* Maurizio Gusso ha presentato, commentato e contestualizzato storicamente "Cinque canzoni di cinque cantautori/cantautrici, lingue e paesi diversi sui movimenti degli anni ’60-’70": "L’estaca" (1968) del cantautore catalano Lluís Llach; la sua cover "Mury" (1978) del cantautore polacco Jacek Kaczmarski; "Valsinha" (1971) dei cantautori brasiliani Chico Buarque e Vinícius de Moraes; "Vientos del pueblo" (1973) del cantautore cileno Víctor Jara; "Une sorcière comme les autres" (1975) della cantautrice francese Anne Sylvestre.
Seminario di formazione "Il ‘Sessantotto’ nelle ‘canzoni d’autore’, fra ricerca, didattica e divulgazione" (Salone dell’Unione Femminile Nazionale, Milano, 19 marzo 2018), promosso da Clio ’92, IRIS (Insegnamento e Ricerca... more
Seminario di formazione "Il ‘Sessantotto’ nelle ‘canzoni d’autore’, fra ricerca, didattica e divulgazione" (Salone dell’Unione Femminile Nazionale, Milano, 19 marzo 2018), promosso da Clio ’92, IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), LANDIS (Laboratorio nazionale per la didattica della storia – Sezione Didattica dell’Istituto per la Storia e le Memorie del Novecento Parri Emilia-Romagna) e Portare il Mondo a Scuola, in collaborazione con Archivio Bergamasco Centro studi e ricerche bibliografiche, ASP (Azienda di Servizi alla Persona) Golgi-Redaelli, Società Umanitaria e Unione Femminile Nazionale.
Il Seminario rientra nell’ambito della quarta edizione 2017-2018 ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano e dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Il Seminario intende, anzitutto, contribuire a una storicizzazione del ’68 come anno simbolico e snodo cruciale di un’onda lunga (grosso modo fra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’80) di processi di democratizzazione e di movimenti sociali, politici, culturali, plurigenerazionali, giovanili, studenteschi, operai, contadini, sindacali, femminili, su scala internazionale, anche se certe sue eredità sono state riprese da movimenti più recenti e le questioni allora sollevate (dai poteri ai diritti) sono ancora attuali.
In secondo luogo, il Seminario prende in esame un tipo particolare di fonte, quello della ‘canzone d’autore’ del/nel/sul ‘Sessantotto’, scritta/composta/interpretata da chi ha partecipato al ‘Sessantotto’ e riguardante qualche suo aspetto particolarmente significativo, attingendo alla ricerca didattica più ampia sulle fonti ‘artistiche’, avviata sia all’interno di Clio ’92, sia nel Laboratorio "Le fonti ‘artistiche’ (letteratura, musica, cinema ecc.)", promosso da IRIS nell’ambito del Percorso di formazione e accompagnamento di Didattica della Storia "Costruire un curriculum verticale di formazione storica per l’acquisizione di competenze disciplinari e di cittadinanza" (gennaio 2017 – maggio 2019), coordinato dal Comitato Tecnico-Scientifico della didattica della storia dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.
In terzo luogo, il Seminario avvia un confronto metodologico, metacognitivo e metaemozionale sugli intrecci fra ricerca, formazione, didattica e divulgazione (in un’ottica di Public History) a proposito del ’68 e delle canzoni come fonti storiche e verificare la possibilità di ulteriori approfondimenti successivi. Si farà tesoro di varie esperienze di soci IRIS sulle canzoni come fonti storiche, delle riflessioni sul ’68 all’interno di Portare il Mondo a Scuola e di alcune iniziative in corso e in cantiere sulle fonti filmiche, letterarie e musicali sul ’68, come i Seminari di formazione e laboratori didattici "‘68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione (2017-2018) del Progetto "Cinema e Storia", promosso da Associazione BiblioLavoro, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS, Istituto Nazionale Ferruccio Parri - Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria, che stanno progettando anche un’iniziativa sul ’68 per i cittadini (prevista nell’autunno 2018).
Nel corso del Seminario, Maurizio Gusso (presidente di IRIS), dopo una premessa metodologica sulle 'canzoni d'autore' come fonti storiche e sull'approccio euristico al '68 come evento e come processo pluridimensionale (sociale, politico, culturale ecc.) di lunga durata (dagli anni '50 inoltrati agli anni '70), 'glocale' e 'plurale' (incluse le differenze geografiche, politiche, culturali, di 'genere', generazione e 'classe'), ha presentato le esperienze citate di IRIS a proposito del 'Sessantotto' nelle canzoni e ha proposto, a titolo esemplificativo, l'ascolto (e la lettura dei rispettivi testi scritti in lingua originale e delle traduzioni letterali italiane deille canzoni non italiane) delle canzoni "¡A desalambrar!" (1968) di Daniel Viglietti, "Grândola vila morena" (1971) di José Afonso e "I treni per Reggio Calabria" (1973) di Giovanna Marini.
Marilena Salvarezza (coordinatrice di Portare il Mondo a Scuola) ha presentato alcune ipotesi di approfondimento della storia del '68, fra ricerca, divulgazione e didattica.
Dopo gli interventi di Francesco Lucat, Ester Prestini, Aldo Marchetti, Giovanna Stanganello e Maurizio Disoteo, Maurizio Gusso ha tirato le fila del dibattito con alcuni approfondimenti sul 'Sessantotto' nelle canzoni e con alcune proposte di approfondimento in iniziative seminariali successive.
Il Seminario rientra nell’ambito della quarta edizione 2017-2018 ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano e dei Dipartimenti di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici e di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Il Seminario intende, anzitutto, contribuire a una storicizzazione del ’68 come anno simbolico e snodo cruciale di un’onda lunga (grosso modo fra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’80) di processi di democratizzazione e di movimenti sociali, politici, culturali, plurigenerazionali, giovanili, studenteschi, operai, contadini, sindacali, femminili, su scala internazionale, anche se certe sue eredità sono state riprese da movimenti più recenti e le questioni allora sollevate (dai poteri ai diritti) sono ancora attuali.
In secondo luogo, il Seminario prende in esame un tipo particolare di fonte, quello della ‘canzone d’autore’ del/nel/sul ‘Sessantotto’, scritta/composta/interpretata da chi ha partecipato al ‘Sessantotto’ e riguardante qualche suo aspetto particolarmente significativo, attingendo alla ricerca didattica più ampia sulle fonti ‘artistiche’, avviata sia all’interno di Clio ’92, sia nel Laboratorio "Le fonti ‘artistiche’ (letteratura, musica, cinema ecc.)", promosso da IRIS nell’ambito del Percorso di formazione e accompagnamento di Didattica della Storia "Costruire un curriculum verticale di formazione storica per l’acquisizione di competenze disciplinari e di cittadinanza" (gennaio 2017 – maggio 2019), coordinato dal Comitato Tecnico-Scientifico della didattica della storia dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.
In terzo luogo, il Seminario avvia un confronto metodologico, metacognitivo e metaemozionale sugli intrecci fra ricerca, formazione, didattica e divulgazione (in un’ottica di Public History) a proposito del ’68 e delle canzoni come fonti storiche e verificare la possibilità di ulteriori approfondimenti successivi. Si farà tesoro di varie esperienze di soci IRIS sulle canzoni come fonti storiche, delle riflessioni sul ’68 all’interno di Portare il Mondo a Scuola e di alcune iniziative in corso e in cantiere sulle fonti filmiche, letterarie e musicali sul ’68, come i Seminari di formazione e laboratori didattici "‘68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione (2017-2018) del Progetto "Cinema e Storia", promosso da Associazione BiblioLavoro, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS, Istituto Nazionale Ferruccio Parri - Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria, che stanno progettando anche un’iniziativa sul ’68 per i cittadini (prevista nell’autunno 2018).
Nel corso del Seminario, Maurizio Gusso (presidente di IRIS), dopo una premessa metodologica sulle 'canzoni d'autore' come fonti storiche e sull'approccio euristico al '68 come evento e come processo pluridimensionale (sociale, politico, culturale ecc.) di lunga durata (dagli anni '50 inoltrati agli anni '70), 'glocale' e 'plurale' (incluse le differenze geografiche, politiche, culturali, di 'genere', generazione e 'classe'), ha presentato le esperienze citate di IRIS a proposito del 'Sessantotto' nelle canzoni e ha proposto, a titolo esemplificativo, l'ascolto (e la lettura dei rispettivi testi scritti in lingua originale e delle traduzioni letterali italiane deille canzoni non italiane) delle canzoni "¡A desalambrar!" (1968) di Daniel Viglietti, "Grândola vila morena" (1971) di José Afonso e "I treni per Reggio Calabria" (1973) di Giovanna Marini.
Marilena Salvarezza (coordinatrice di Portare il Mondo a Scuola) ha presentato alcune ipotesi di approfondimento della storia del '68, fra ricerca, divulgazione e didattica.
Dopo gli interventi di Francesco Lucat, Ester Prestini, Aldo Marchetti, Giovanna Stanganello e Maurizio Disoteo, Maurizio Gusso ha tirato le fila del dibattito con alcuni approfondimenti sul 'Sessantotto' nelle canzoni e con alcune proposte di approfondimento in iniziative seminariali successive.
El proyecto de investigación CANTes. Canción de Autor en Español organiza una nueva edición del Seminario Permanente. En esta ocasión, el Seminario de Primavera CANTes 2018 se desarrollará en la Facultad de Filología de la Universidad de... more
El proyecto de investigación CANTes. Canción de Autor en Español organiza una nueva edición del Seminario Permanente. En esta ocasión, el Seminario de Primavera CANTes 2018 se desarrollará en la Facultad de Filología de la Universidad de Salamanca entre el 28 de febrero y el 10 de mayo de 2018.
Se extenderá certificado de asistencia a aquellos participantes que asistan a un mínimo del 70% de las actividades programadas (4 sesiones mínimo de las 6 totales).
Se extenderá certificado de asistencia a aquellos participantes que asistan a un mínimo del 70% de las actividades programadas (4 sesiones mínimo de las 6 totales).
Editado en 2010, "La oposición musical al franquismo: canción protesta y censura discográfica en España" es producto de una investigación que recurre a documentación mayoritariamente inédita, y trata de ofrecer una visión más cercana de... more
Editado en 2010, "La oposición musical al franquismo: canción protesta y censura discográfica en España" es producto de una investigación que recurre a documentación mayoritariamente inédita, y trata de ofrecer una visión más cercana de un tema sólo recientemente interesante incluso para los investigadores que, en el campo de la censura, habían preferido otras a la que aquí se trata: la musical.
Siguiendo el índice, y a grandes rasgos, tras una breve presentación del contexto histórico franquista en el que se centra su Introducción, trata de forma pormenorizada la Caracterización de la Canción Protesta, concepto en torno al cual repasa denominaciones y contenidos anteriores para unificar las ideas existentes en torno a definiciones detalladas y acotadas para “canción protesta” o “cantautor”, atendiendo igualmente a la “diversidad de nombres” y formas bajo los que aparecieron los artistas –solistas y grupos muchas veces conocidos– a los que no siempre unía ni siquiera el idioma de expresión –en catalán, euskera, gallego, castellano, portugués...–. No se dejan de lado, entre otros detalles, la reflexión acerca de si eran fórmulas de protesta muchas veces contra la Dictactura –pero no siempre–, o la argumentación sobre si debe servir como concepto historiográfico de partida que pueda ser referencia para los especialistas.
Pero sin duda, lo más interesante del trabajo de investigación es al tratar sobre El Desarrollo de la Censura, apartado en el que se revelan las claves para entender la censura estatal y los motivos que pudieron llevar a los censores –algunas de cuyas reflexiones aquí se reproducen– hasta el punto de prohibir la grabación de canciones que, en algunos casos, sólo verían la luz de forma legal en nuestro país varios años después de ese 1968, y cuyos recortes y enmiendas se tratan desde la documentación de archivos públicos estatales presentada a censura por los propios autores o discográficas. Atención especial y temática en torno a la nova cançó, o la llamada nueva canción en castellano, por poner sólo dos ejemplos.
Finalmente, y tras unas breves Conclusiones en las que se pretende retomar el conjunto de lo expuesto en los capítulos anteriores para darle un sentido final, aparece otra de los apartados que puede servir tanto a curiosos como a los especialistas: un Apéndice documental –con reproducción de algunos documentos presentados a censura por Víctor Manuel, Joan Manuel Serrat o Raimon–, así como la lista de textos y resoluciones que tuvieron algún problema durante el famoso año.
Siguiendo el índice, y a grandes rasgos, tras una breve presentación del contexto histórico franquista en el que se centra su Introducción, trata de forma pormenorizada la Caracterización de la Canción Protesta, concepto en torno al cual repasa denominaciones y contenidos anteriores para unificar las ideas existentes en torno a definiciones detalladas y acotadas para “canción protesta” o “cantautor”, atendiendo igualmente a la “diversidad de nombres” y formas bajo los que aparecieron los artistas –solistas y grupos muchas veces conocidos– a los que no siempre unía ni siquiera el idioma de expresión –en catalán, euskera, gallego, castellano, portugués...–. No se dejan de lado, entre otros detalles, la reflexión acerca de si eran fórmulas de protesta muchas veces contra la Dictactura –pero no siempre–, o la argumentación sobre si debe servir como concepto historiográfico de partida que pueda ser referencia para los especialistas.
Pero sin duda, lo más interesante del trabajo de investigación es al tratar sobre El Desarrollo de la Censura, apartado en el que se revelan las claves para entender la censura estatal y los motivos que pudieron llevar a los censores –algunas de cuyas reflexiones aquí se reproducen– hasta el punto de prohibir la grabación de canciones que, en algunos casos, sólo verían la luz de forma legal en nuestro país varios años después de ese 1968, y cuyos recortes y enmiendas se tratan desde la documentación de archivos públicos estatales presentada a censura por los propios autores o discográficas. Atención especial y temática en torno a la nova cançó, o la llamada nueva canción en castellano, por poner sólo dos ejemplos.
Finalmente, y tras unas breves Conclusiones en las que se pretende retomar el conjunto de lo expuesto en los capítulos anteriores para darle un sentido final, aparece otra de los apartados que puede servir tanto a curiosos como a los especialistas: un Apéndice documental –con reproducción de algunos documentos presentados a censura por Víctor Manuel, Joan Manuel Serrat o Raimon–, así como la lista de textos y resoluciones que tuvieron algún problema durante el famoso año.
Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12... more
Seminari di formazione e laboratori didattici "’68 e dintorni. Movimenti sociali, politici e culturali dagli anni ’50 agli anni ’70. Cinema, letteratura, canzoni", quarta edizione di "Cinema e Storia" (Società Umanitaria, Milano, 12 ottobre 2017 – maggio 2018), promossa da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia), Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Società Umanitaria.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Tutti e cinque i Seminari di formazione per insegnanti e cittadini si tengono fra le 15.30 e le 18.30.
Il primo seminario ("Presentazione dell’iniziativa. Usi didattici di film, opere letterarie e canzoni come fonti per la storia dei movimenti degli anni ’50-’70", 12 ottobre 2017, Sala D’Ars), dopo un saluto introduttivo (a cura di Società Umanitaria), prevede le comunicazioni di Maurizio Gusso ("Presentazione dell’iniziativa"; "Le canzoni"), Maurizio Guerri ("I film di fiction"), Giacinto Andriani ("I documentari") e Simone Campanozzi ("La letteratura") e il dibattito.
Il secondo ("Film di fiction e documentari su ’68 e dintorni", 26 ottobre 2017, Sala D’Ars) si articola nelle comunicazioni di Giacinto Andriani ("I documentari"), Tina Bontempo e Maurizio Guerri ("I film di fiction") e nel dibattito.
Il terzo ("Opere letterarie, canzoni e storiografia sui movimenti degli anni '50-'70", 16 novembre 2017, Sala D’Ars) prevede le comunicazioni di Simone Campanozzi e Maurizio Gusso e il dibattito.
Il quarto - "Laboratorio di analisi comparata di una serie di fonti (un film, un’opera letteraria, una canzone e un testo storiografico) su ’68 e dintorni e di progettazione di percorsi didattici", 23 novembre 2017, Sala D’Ars - si articola in un laboratorio formativo adulto, coordinato da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Guerri e Maurizio Gusso, e nel dibattito.
Il quinto ("Socializzazione, confronto e bilancio dei laboratori didattici. Ipotesi per la V edizione di Cinema e Storia") si terrà nel maggio 2017, in una data da concordare con i corsisti e nella corrispondente sala disponibile.
Dal dicembre 2017 all’aprile 2018 si svolgeranno laboratori didattici (nella sede di Società Umanitaria o nelle singole scuole), da concordare con i coordinatori dell’iniziativa (Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola).
I Seminari di formazione dispongono dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio per i docenti delle scuole di ogni grado e ordine. Su richiesta, verrà consegnato un attestato di frequenza.
Prenotazione obbligatoria (tel.: 02/57968371; d.vola@umanitaria.it). Ingresso libero sino ad esaurimento posti.
L’iniziativa rientra nell’ambito della quarta edizione ("Milano città aperta") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (6 novembre 2017 – ottobre 2018), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna.
Tutti e cinque i Seminari di formazione per insegnanti e cittadini si tengono fra le 15.30 e le 18.30.
Il primo seminario ("Presentazione dell’iniziativa. Usi didattici di film, opere letterarie e canzoni come fonti per la storia dei movimenti degli anni ’50-’70", 12 ottobre 2017, Sala D’Ars), dopo un saluto introduttivo (a cura di Società Umanitaria), prevede le comunicazioni di Maurizio Gusso ("Presentazione dell’iniziativa"; "Le canzoni"), Maurizio Guerri ("I film di fiction"), Giacinto Andriani ("I documentari") e Simone Campanozzi ("La letteratura") e il dibattito.
Il secondo ("Film di fiction e documentari su ’68 e dintorni", 26 ottobre 2017, Sala D’Ars) si articola nelle comunicazioni di Giacinto Andriani ("I documentari"), Tina Bontempo e Maurizio Guerri ("I film di fiction") e nel dibattito.
Il terzo ("Opere letterarie, canzoni e storiografia sui movimenti degli anni '50-'70", 16 novembre 2017, Sala D’Ars) prevede le comunicazioni di Simone Campanozzi e Maurizio Gusso e il dibattito.
Il quarto - "Laboratorio di analisi comparata di una serie di fonti (un film, un’opera letteraria, una canzone e un testo storiografico) su ’68 e dintorni e di progettazione di percorsi didattici", 23 novembre 2017, Sala D’Ars - si articola in un laboratorio formativo adulto, coordinato da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Guerri e Maurizio Gusso, e nel dibattito.
Il quinto ("Socializzazione, confronto e bilancio dei laboratori didattici. Ipotesi per la V edizione di Cinema e Storia") si terrà nel maggio 2017, in una data da concordare con i corsisti e nella corrispondente sala disponibile.
Dal dicembre 2017 all’aprile 2018 si svolgeranno laboratori didattici (nella sede di Società Umanitaria o nelle singole scuole), da concordare con i coordinatori dell’iniziativa (Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola).
I Seminari di formazione dispongono dell’autorizzazione alla partecipazione in orario di servizio per i docenti delle scuole di ogni grado e ordine. Su richiesta, verrà consegnato un attestato di frequenza.
Prenotazione obbligatoria (tel.: 02/57968371; d.vola@umanitaria.it). Ingresso libero sino ad esaurimento posti.
El compromiso artístico de los autores se identifica, en la mayoría de los casos, en aquellas obras cuya trama o temática versa directamente sobre conflictos sociales, políticos o históricos. No obstante, el compromiso estético puede... more
El compromiso artístico de los autores se identifica, en la mayoría de los casos, en aquellas obras cuya trama o temática versa directamente sobre conflictos sociales, políticos o históricos. No obstante, el compromiso estético puede surgir incluso en obras cuyos personajes sean seres alienados, abúlicos o desarrapados. Sobre este último caso de compromiso, destaca, en la cultura popular española, el caso del cantautor asturiano Nacho Vegas, cuyas letras son muestras manifiestas de esta estética del fracaso y del naufragio, pero de las que también se destila un firme compromiso para con su época.
The artistic commitment of authors is recognized, in most cases, in those works whose plot or theme is about social, political or historical matters. However, the aesthetic commitment can arise even in alienated, apathetic or ragged characters of a literary work. About this one, the Asturian songwriter Nacho Vegas stands out thanks to his lyrics, which are clear signs of disaster and wreck aesthetic, but which also exude a strong commitment to his time.
The artistic commitment of authors is recognized, in most cases, in those works whose plot or theme is about social, political or historical matters. However, the aesthetic commitment can arise even in alienated, apathetic or ragged characters of a literary work. About this one, the Asturian songwriter Nacho Vegas stands out thanks to his lyrics, which are clear signs of disaster and wreck aesthetic, but which also exude a strong commitment to his time.
Nuestra intención en este artículo es revisar un importante episodio de la historia cultural española: el concierto de Raimon –cantautor valenciano– en Madrid el 18 de mayo de 1968. Inserto en el fenómeno de la canción protesta en España,... more
Nuestra intención en este artículo es revisar un importante episodio de la historia cultural española: el concierto de Raimon –cantautor valenciano– en Madrid el 18 de mayo de 1968. Inserto en el fenómeno de la canción protesta en España, tomamos como base para el estudio la documentación archivística sobre censura discográfica y los testimonios sobre el concierto y la obra de Raimon. En última instancia, alcanzaremos la idea de una “recepción subjetiva del mensaje” por parte del público, llegando a la recreación y reconstrucción del mismo en función de una “identidad heterogénea”, fundamentada en la oposición al régimen dictatorial, aunque diversa en sus manifestaciones y objetivos particulares.
RESUMEN El presente artículo tiene como objetivo proponer la expresión «canción protesta» como forma más apropiada para referirse al fenómeno histórico que trataremos de definir mediante la caracterización que puede llevarse a cabo a... more
RESUMEN El presente artículo tiene como objetivo proponer la expresión «canción protesta» como forma más apropiada para referirse al fenómeno histórico que trataremos de definir mediante la caracterización que puede llevarse a cabo a través de la revisión, desde una perspectiva historiográfica, de la bibliografía más relevante que ha tratado el tema hasta el momento. Palabras clave: Canción protesta. Franquismo. Oposición sociopolítica. Historia cultural. «Protest song»: defining a new historiographic concept
ABSTRACT The present article aims at proposing «canción protesta» —«protest song»— as the most appropriate manner to refer to the historical phenomenon that we will try to define in the following pages. Our definition stems from a review of the most salient bibliography published to date on the subject.
SUMARIO: 1. Introducción: situación del debate sobre la terminología. 2. Una realidad polifacética: caracterización de la «canción protesta». 3. Conclusiones: legitimidad de «canción protesta» como con-cepto historiográfico
ABSTRACT The present article aims at proposing «canción protesta» —«protest song»— as the most appropriate manner to refer to the historical phenomenon that we will try to define in the following pages. Our definition stems from a review of the most salient bibliography published to date on the subject.
SUMARIO: 1. Introducción: situación del debate sobre la terminología. 2. Una realidad polifacética: caracterización de la «canción protesta». 3. Conclusiones: legitimidad de «canción protesta» como con-cepto historiográfico
REGLAMENTO INTERNO PARA SOÑADORES No dormir con los párpados caídos, traicionar reglamentos anteriores, serle fiel al café de lo prohibido, vacunarse contra despertadores. Despistar a la hoz de la rutina, caminar con la zurda por el... more
REGLAMENTO INTERNO PARA SOÑADORES
No dormir con los párpados caídos,
traicionar reglamentos anteriores,
serle fiel al café de lo prohibido,
vacunarse contra despertadores.
Despistar a la hoz de la rutina,
caminar con la zurda por el borde,
no volar si no hay tierra en la retina,
y almorzar, por lo menos, un acorde.
Despeinar la melena de los libros,
ordenar las ideas como flores,
desertar de los besos sin peligro,
defender las tristezas en colores,
no perder la razón, sí el equilibrio.
Y mañana, vendrán sueños mejores.
Fernando Montalbano.
No dormir con los párpados caídos,
traicionar reglamentos anteriores,
serle fiel al café de lo prohibido,
vacunarse contra despertadores.
Despistar a la hoz de la rutina,
caminar con la zurda por el borde,
no volar si no hay tierra en la retina,
y almorzar, por lo menos, un acorde.
Despeinar la melena de los libros,
ordenar las ideas como flores,
desertar de los besos sin peligro,
defender las tristezas en colores,
no perder la razón, sí el equilibrio.
Y mañana, vendrán sueños mejores.
Fernando Montalbano.
El proyecto de investigación CANTes. Canción de autor en español invita a todo aquel interesado a asistir al Seminario de primavera CANTes 2017, que tendrá lugar los meses de febrero, marzo y mayo de 2017 en la Facultad de Filología. Se... more
El proyecto de investigación CANTes. Canción de autor en español invita a todo aquel interesado a asistir al Seminario de primavera CANTes 2017, que tendrá lugar los meses de febrero, marzo y mayo de 2017 en la Facultad de Filología. Se extenderá certificado de asistencia a aquellos participantes que asistan a un mínimo del 80% de las actividades programadas (4 sesiones). Las inscripciones son gratuitas y se deben formalizar a través de: http://eventum.usal.es/go/CANTes_2017.
Laboratorio formativo adulto "Analisi comparata e contestualizzazione storica di una serie di fonti sulla vita degli immigrati italiani in Svizzera (anni ’70)", coordinato da Giacinto Andriani, Simone Campanozzi e Maurizio Gusso: quarto... more
Laboratorio formativo adulto "Analisi comparata e contestualizzazione storica di una serie di fonti sulla vita degli immigrati italiani in Svizzera (anni ’70)", coordinato da Giacinto Andriani, Simone Campanozzi e Maurizio Gusso: quarto incontro (Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 24 novembre 2016) dei Seminari di formazione In & Out. Storie di emigranti e immigrati nell’Italia repubblicana. Il cinema, la letteratura, le canzoni (Sala Bauer e Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016 – aprile/maggio 2017), terza edizione del progetto Cinema e Storia, promossa da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), INSMLI (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e Società Umanitaria.
L’iniziativa, coordinata da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Claudio A. Colombo, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola, si svolge nell’ambito della terza edizione (Quale lavoro tra ieri e domani) del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
La prima parte ("Rappresentazioni 'artistiche' della vita nelle baracche") del Laboratorio si articola in sei passaggi.
Il primo consiste nella lettura, da parte di Simone Campanozzi, di alcuni passi sulle baracche degli immigrati italiani in Svizzera, tratti da "Noi lazzaroni. Romanzo" di Saverio Strati (Sant'Agata del Bianco/RC 1924 - Scandicci/FI 2014), Arnoldo Mondadori, Milano, 1972 (I ed.; III ed.: ivi, 1978), pp.141-144, 150-152 e 172-175.
Il secondo è la proiezione, a cura di Simone Campanozzi, di una macrosequenza di 9'20" (da 1h. 7' a 1h. 16'20") dal film di fiction "Pane e cioccolata" (Italia, 1974, col., 115') di Franco Brusati (Milano 1922 - Roma 1993), sullo spettacolino inscenato da Nino Garofoli (Nino Manfredi) con altri due italiani, travestiti da donne, in una baracca degli immigrati in Svizzera.
Il terzo è costituito dalla proiezione, a cura di Giacinto Andriani, di alcune sequenze tratte dal documentario "Il rovescio della medaglia" (Svizzera, 1974, b/n, 48') di Alvaro Bizzarri (San Marcello Pistoiese/PT 1934-) sulle baracche degli immigrati italiani alla periferia della città svizzera di Bienne/Biel.
Il quarto è la fruizione della canzone "A Zurigo uno mi dice" (dall'LP "I treni per Reggio Calabria" del 1976) di Giovanna Marini (Roma, 1937-), presentata da Maurizio Gusso.
Il quinto è la lettura, da parte di Maurizio Gusso, di passi da "Italiani sì, ma di un'altra razza" (1974) di Giovanna Marini, da "Italia, quanto sei lunga. Con una lettera di Ivan Della Mea", Mazzotta - Istituto Ernesto De Martino, Milano, 1977, pp. 107-121.
Il sesto sono alcune domande-guida rivolte alle persone partecipanti al Laboratorio.
La seconda parte ("Contestualizzazione storica") si articola in quattro passaggi.
Il primo è la presentazione, a cura di Simone Campanozzi, di alcuni passi da "'Vietato ai cani e agli italiani!'" di Daniele Mariani (2 luglio 2010), dal sito www.swissinfo.ch.
Il secondo è la presentazione, a cura di Maurizio Gusso, di passi da un saggio storiografico di riferimento: "In Svizzera" di Giovanna Meyer Sabino, in "Stopria dell'emigrazione italiana. Arrivi", a cura di Piero Bevilacqua, Andrerina De Clementi ed Elio Franzina, Donzelli, Roma, 2002, pp. 147-158 (cit. da pp. 148, 151-153, 155-157 e 158).
Il terzo è costituito da alacune domande-guida alle persone partecipanti al Laboratorio.
Il quarto è la bibliografia "Altri testi sull'emigrazione italiana in Svizzera dopo il 1945", a cura di Maurizio Gusso.
L’iniziativa, coordinata da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Claudio A. Colombo, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola, si svolge nell’ambito della terza edizione (Quale lavoro tra ieri e domani) del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
La prima parte ("Rappresentazioni 'artistiche' della vita nelle baracche") del Laboratorio si articola in sei passaggi.
Il primo consiste nella lettura, da parte di Simone Campanozzi, di alcuni passi sulle baracche degli immigrati italiani in Svizzera, tratti da "Noi lazzaroni. Romanzo" di Saverio Strati (Sant'Agata del Bianco/RC 1924 - Scandicci/FI 2014), Arnoldo Mondadori, Milano, 1972 (I ed.; III ed.: ivi, 1978), pp.141-144, 150-152 e 172-175.
Il secondo è la proiezione, a cura di Simone Campanozzi, di una macrosequenza di 9'20" (da 1h. 7' a 1h. 16'20") dal film di fiction "Pane e cioccolata" (Italia, 1974, col., 115') di Franco Brusati (Milano 1922 - Roma 1993), sullo spettacolino inscenato da Nino Garofoli (Nino Manfredi) con altri due italiani, travestiti da donne, in una baracca degli immigrati in Svizzera.
Il terzo è costituito dalla proiezione, a cura di Giacinto Andriani, di alcune sequenze tratte dal documentario "Il rovescio della medaglia" (Svizzera, 1974, b/n, 48') di Alvaro Bizzarri (San Marcello Pistoiese/PT 1934-) sulle baracche degli immigrati italiani alla periferia della città svizzera di Bienne/Biel.
Il quarto è la fruizione della canzone "A Zurigo uno mi dice" (dall'LP "I treni per Reggio Calabria" del 1976) di Giovanna Marini (Roma, 1937-), presentata da Maurizio Gusso.
Il quinto è la lettura, da parte di Maurizio Gusso, di passi da "Italiani sì, ma di un'altra razza" (1974) di Giovanna Marini, da "Italia, quanto sei lunga. Con una lettera di Ivan Della Mea", Mazzotta - Istituto Ernesto De Martino, Milano, 1977, pp. 107-121.
Il sesto sono alcune domande-guida rivolte alle persone partecipanti al Laboratorio.
La seconda parte ("Contestualizzazione storica") si articola in quattro passaggi.
Il primo è la presentazione, a cura di Simone Campanozzi, di alcuni passi da "'Vietato ai cani e agli italiani!'" di Daniele Mariani (2 luglio 2010), dal sito www.swissinfo.ch.
Il secondo è la presentazione, a cura di Maurizio Gusso, di passi da un saggio storiografico di riferimento: "In Svizzera" di Giovanna Meyer Sabino, in "Stopria dell'emigrazione italiana. Arrivi", a cura di Piero Bevilacqua, Andrerina De Clementi ed Elio Franzina, Donzelli, Roma, 2002, pp. 147-158 (cit. da pp. 148, 151-153, 155-157 e 158).
Il terzo è costituito da alacune domande-guida alle persone partecipanti al Laboratorio.
Il quarto è la bibliografia "Altri testi sull'emigrazione italiana in Svizzera dopo il 1945", a cura di Maurizio Gusso.
Maurizio Gusso, "‘Canzoni d’autore’ sulle migrazioni dall’Italia e in Italia": traccia della relazione nel terzo incontro – "Emigranti e immigrati nella letteratura, nelle canzoni e nella storiografia dell’Italia repubblicana" - (Sala... more
Maurizio Gusso, "‘Canzoni d’autore’ sulle migrazioni dall’Italia e in Italia": traccia della relazione nel terzo incontro – "Emigranti e immigrati nella letteratura, nelle canzoni e nella storiografia dell’Italia repubblicana" - (Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 16 novembre 2016) dei Seminari di formazione "In & Out. Storie di emigranti e immigrati nell’Italia repubblicana. Il cinema, la letteratura, le canzoni" (Sala Bauer e Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016 – aprile/maggio 2017), terza edizione del progetto "Cinema e Storia", promossa da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), INSMLI (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e Società Umanitaria.
L’iniziativa, coordinata da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Claudio A. Colombo, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola, si svolge nell’ambito della terza edizione ("Quale lavoro tra ieri e domani") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
Nella prima parte della relazione - "Cinque canzoni (ma non è una top five)" - vengono presentate cinque canzoni.
La prima è "Amerigo" del cantautore Francesco Guccini (Modena 1940-), primo brano dell'LP omonimo del 1978 (6'56"), una canzone intergenerazionale su un'esperienza migratoria di andata e ritorno fra Appennino tosco-emiliano (Pàvana) e Stati Uniti, fra età giolittiana ed epoca fascista, e sul mito 'americano' nel secondo dopoguerra. Il personaggio di Amerigo è ispirato alla figura di Enrico (in dialetto Merigo o - in forma più italianizzante - Nerico) Guccini, prozio di Francesco Guccini, nato il 6 dicembre 1887, emigrato negli Usa con un passaporto rilasciato nel 1912, rientrato a Pàvana e morto nel 1963 (cfr. "Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto", Giunti, Firenze, 1999, pp. 101-103).
La seconda è "A Zurigo uno mi dice" della cantautrice Giovanna Marini (Giovanna Salviucci Marini, Roma 1937-), terzo brano dell'LP "I treni per Reggio Calabria" del 1976 (2'11"), che narra la visita di una cantante italiana (alter ego di Giovanna Marini) alle baracche degli immigrati italiani alla periferia di Zurigo: cfr. G. Marini, "Italiani sì, ma di un'altra razza" (1974), in G. Marini, "Italia, quanto sei lunga. Con una lettera di Ivan Della Mea", Mazzotta - Istituto Ernesto de Martino, Milano, 1977, pp.107-121 (I ed.; II ed.: L'Epos, Palermo, 2004, pp. 145-164).
La terza canzone, interpretata da Gualtiero Bertelli (Venezia 1944-) e La Compagnia delle Acque, è "Noi" (musica di Gualtiero Bertelli; testo di Gualtiero Bertelli e Isa, nome d'arte di Isabella Maria Zoppi), ventesimo e ultimo brano del CD "Quando emigranti... Canti dell'emigrazione italiana" del 2003 (4'37"), sull''inversione della corrente migratoria' e sulla rimozione della memoria storica dell'emigrazione italiana.
La quarta canzone è "Pane e coraggio" del cantautore Ivano Fossati (Ivano Alberto Fossati, Genova 1951-), secondo brano del CD "Lampo viaggiatore" del 2003 (4'18").
La quinta è "La piazza la loggia la gru" del cantautore Alessio Lega (Lecce 1972-), diciottesimo brano del CD "Mala Testa (che cosa ancora brilla dal fondo senza ritorno)" del 2013 (8'45"), sulle lotte dei lavoratori immigrati in Italia e sulla memoria della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974).
Nella seconda parte - "Alcuni approfondimenti possibili (ma non è una seconda top five)" - vengono presentate altre cinque canzoni.
La prima è "Il treno che viene dal Sud" del cantautore Sergio Endrigo (Pola 1933 - Roma 2005), lato B del 45 giri "Dove credi di andare. Il treno che viene dal Sud" del 1967 (2'32"), sull'emigrazione meridionale nell'Italia settentrionale degli anni Sessanta.
La seconda è "Un'auto targata TO", interpretata da Lucio Dalla (Bologna 1943 - Montreux/CH 2012), composta da Lucio Dalla su testo di Roberto Roversi, primo brano dall'LP "Il giorno aveva cinque teste" del 1973 (4'28"), sull'emigrazione calabrese a Torino nei primi anni Settanta, fra ghetti e sfruttamento nell'edilizia.
La terza è "Khorakhané 'a forza di essere vento'", interpretata da Fabrizio De André (Genova 1940 - Milano 1999) e da lui composta insieme a Ivano Fossati, secondo brano del CD "Anime salve" del 1996 (5'28"), sugli zingari khorakhané italiani.
La quarta è "Chiaramonte Gulfi" del cantautore Pippo Pollina (Palermo 1963-), nono brano dal CD "Bar Casablanca" del 2005 (3'29"), su un siciliano emigrato a Busto Arsizio (VA) che finge di lavorare in Canada
La quinta è il rap "Goodbye Malinconia" di Caparezza (Michele Salvemini, Molfetta/BA 1973) e Tony Hadley (Anthony Patrick Hadley, Londra 1960-), pubblicato come CD singolo il 28 gennaio 2011 e poi come settomo brano del CD "Il sogno eretico" di Caparezza del 2011 (4'48"), sulla nuova emigrazione italiana.
L’iniziativa, coordinata da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Claudio A. Colombo, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola, si svolge nell’ambito della terza edizione ("Quale lavoro tra ieri e domani") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
Nella prima parte della relazione - "Cinque canzoni (ma non è una top five)" - vengono presentate cinque canzoni.
La prima è "Amerigo" del cantautore Francesco Guccini (Modena 1940-), primo brano dell'LP omonimo del 1978 (6'56"), una canzone intergenerazionale su un'esperienza migratoria di andata e ritorno fra Appennino tosco-emiliano (Pàvana) e Stati Uniti, fra età giolittiana ed epoca fascista, e sul mito 'americano' nel secondo dopoguerra. Il personaggio di Amerigo è ispirato alla figura di Enrico (in dialetto Merigo o - in forma più italianizzante - Nerico) Guccini, prozio di Francesco Guccini, nato il 6 dicembre 1887, emigrato negli Usa con un passaporto rilasciato nel 1912, rientrato a Pàvana e morto nel 1963 (cfr. "Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto", Giunti, Firenze, 1999, pp. 101-103).
La seconda è "A Zurigo uno mi dice" della cantautrice Giovanna Marini (Giovanna Salviucci Marini, Roma 1937-), terzo brano dell'LP "I treni per Reggio Calabria" del 1976 (2'11"), che narra la visita di una cantante italiana (alter ego di Giovanna Marini) alle baracche degli immigrati italiani alla periferia di Zurigo: cfr. G. Marini, "Italiani sì, ma di un'altra razza" (1974), in G. Marini, "Italia, quanto sei lunga. Con una lettera di Ivan Della Mea", Mazzotta - Istituto Ernesto de Martino, Milano, 1977, pp.107-121 (I ed.; II ed.: L'Epos, Palermo, 2004, pp. 145-164).
La terza canzone, interpretata da Gualtiero Bertelli (Venezia 1944-) e La Compagnia delle Acque, è "Noi" (musica di Gualtiero Bertelli; testo di Gualtiero Bertelli e Isa, nome d'arte di Isabella Maria Zoppi), ventesimo e ultimo brano del CD "Quando emigranti... Canti dell'emigrazione italiana" del 2003 (4'37"), sull''inversione della corrente migratoria' e sulla rimozione della memoria storica dell'emigrazione italiana.
La quarta canzone è "Pane e coraggio" del cantautore Ivano Fossati (Ivano Alberto Fossati, Genova 1951-), secondo brano del CD "Lampo viaggiatore" del 2003 (4'18").
La quinta è "La piazza la loggia la gru" del cantautore Alessio Lega (Lecce 1972-), diciottesimo brano del CD "Mala Testa (che cosa ancora brilla dal fondo senza ritorno)" del 2013 (8'45"), sulle lotte dei lavoratori immigrati in Italia e sulla memoria della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974).
Nella seconda parte - "Alcuni approfondimenti possibili (ma non è una seconda top five)" - vengono presentate altre cinque canzoni.
La prima è "Il treno che viene dal Sud" del cantautore Sergio Endrigo (Pola 1933 - Roma 2005), lato B del 45 giri "Dove credi di andare. Il treno che viene dal Sud" del 1967 (2'32"), sull'emigrazione meridionale nell'Italia settentrionale degli anni Sessanta.
La seconda è "Un'auto targata TO", interpretata da Lucio Dalla (Bologna 1943 - Montreux/CH 2012), composta da Lucio Dalla su testo di Roberto Roversi, primo brano dall'LP "Il giorno aveva cinque teste" del 1973 (4'28"), sull'emigrazione calabrese a Torino nei primi anni Settanta, fra ghetti e sfruttamento nell'edilizia.
La terza è "Khorakhané 'a forza di essere vento'", interpretata da Fabrizio De André (Genova 1940 - Milano 1999) e da lui composta insieme a Ivano Fossati, secondo brano del CD "Anime salve" del 1996 (5'28"), sugli zingari khorakhané italiani.
La quarta è "Chiaramonte Gulfi" del cantautore Pippo Pollina (Palermo 1963-), nono brano dal CD "Bar Casablanca" del 2005 (3'29"), su un siciliano emigrato a Busto Arsizio (VA) che finge di lavorare in Canada
La quinta è il rap "Goodbye Malinconia" di Caparezza (Michele Salvemini, Molfetta/BA 1973) e Tony Hadley (Anthony Patrick Hadley, Londra 1960-), pubblicato come CD singolo il 28 gennaio 2011 e poi come settomo brano del CD "Il sogno eretico" di Caparezza del 2011 (4'48"), sulla nuova emigrazione italiana.
Maurizio Gusso, "Le canzoni": traccia della relazione nel primo incontro - "Usi didattici di film, opere letterarie e canzoni come fonti per la storia dell’emigrazione" – (Sala Bauer, Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016) dei... more
Maurizio Gusso, "Le canzoni": traccia della relazione nel primo incontro - "Usi didattici di film, opere letterarie e canzoni come fonti per la storia dell’emigrazione" – (Sala Bauer, Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016) dei Seminari di formazione "In & Out. Storie di emigranti e immigrati nell’Italia repubblicana. Il cinema, la letteratura, le canzoni" (Sala Bauer e Sala D’Ars, Società Umanitaria, Milano, 19 ottobre 2016 – aprile/maggio 2017), terza edizione del progetto "Cinema e Storia", promossa da Associazione BiblioLavoro – CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) Lombardia, ILSC (Istituto lombardo di storia contemporanea), INSMLI (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e Società Umanitaria.
L’iniziativa si svolge nell’ambito della terza edizione ("Quale lavoro tra ieri e domani") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
La relazione si articola in 9 parti.
La prima parte - "Le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') come fonte storica specifica" - suggerisce di esaminare la canzone "come fenomeno 'globale' e complesso, suscettibile di una pluralità di approcci possibili", mediante un approccio 'integrato' interdisciplinare , e propone "una definizione consapevolmente convenzionale di 'canzone d'autore'", basata "sulla coincidenza fra autore del testo scritto, compositore della musica e interpreta (cantante e spesso anche suonatore/strumentista)".
La seconda parte prende avvio dalla domanda "Perché usare le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') nella didattica storico-interdisciplinare?"
La terza parte - "Come usare le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') nella didattica storico-interdisciplinare?" - propone alcuni "Possibili usi didattici delle canzoni" ("L'uso illustrativo"; "L'uso proiettivo come icebreaker"; "L'uso documentario"); suggerisce "Un approccio storico-interdisciplinare alle canzoni come 'specchi', testi, fonti, 'agenti di storia' e 'strumenti per raccontare la storia'"; risponde alla domanda "Per quale tipo di storia le canzoni possono essere considerate come fonti?"; esemplifica "Il percorso testo/fonte - serie - contestualizzazione", "Il 'doppio passato' delle epoche di ambientazione storica e di produzione delle canzoni a sfondo storico" e "Storicità, verosimiglianza storica e finzioni nelle canzoni" a partire dalle canzoni "L'estaca" (1968) di Lluis Llach, "Mury" (1979) di Jacek Kaczmarski, "Amerigo" (1978) di Francesco Guccini e "A Zurigo uno mi dice" (1976) di Giovanna Marini.
La quarta parte è una "Bibliografia in progress sulla storia della canzone (e in particolare della 'canzone d'autore') nell'Italia repubblicana".
La quinta parte è una "Bibliografia essenziale in progress sulla Popular Music e sulle culture giovanili".
La sesta parte è una "Bibliografia in progress sulle canzoni sull'emigrazione/immigrazione nell'Italia repubblicana".
La settima parte è una "Bibliografia in progress di materiali sulle canzoni per la didattica e la formazione".
L'ottava parte è una "Sitografia essenziale".
La nona parte è costitutita dai "Riferimenti bibliografici" della relazione, in forma di 'note all'americana'.
L’iniziativa si svolge nell’ambito della terza edizione ("Quale lavoro tra ieri e domani") del Progetto pluriennale Milanosifastoria (7 novembre 2016 – ottobre 2017), promossa da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Circolo Filologico Milanese, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di Banca Popolare di Milano e Fondazione Cariplo.
La relazione si articola in 9 parti.
La prima parte - "Le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') come fonte storica specifica" - suggerisce di esaminare la canzone "come fenomeno 'globale' e complesso, suscettibile di una pluralità di approcci possibili", mediante un approccio 'integrato' interdisciplinare , e propone "una definizione consapevolmente convenzionale di 'canzone d'autore'", basata "sulla coincidenza fra autore del testo scritto, compositore della musica e interpreta (cantante e spesso anche suonatore/strumentista)".
La seconda parte prende avvio dalla domanda "Perché usare le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') nella didattica storico-interdisciplinare?"
La terza parte - "Come usare le canzoni (e in particolare le 'canzoni d'autore') nella didattica storico-interdisciplinare?" - propone alcuni "Possibili usi didattici delle canzoni" ("L'uso illustrativo"; "L'uso proiettivo come icebreaker"; "L'uso documentario"); suggerisce "Un approccio storico-interdisciplinare alle canzoni come 'specchi', testi, fonti, 'agenti di storia' e 'strumenti per raccontare la storia'"; risponde alla domanda "Per quale tipo di storia le canzoni possono essere considerate come fonti?"; esemplifica "Il percorso testo/fonte - serie - contestualizzazione", "Il 'doppio passato' delle epoche di ambientazione storica e di produzione delle canzoni a sfondo storico" e "Storicità, verosimiglianza storica e finzioni nelle canzoni" a partire dalle canzoni "L'estaca" (1968) di Lluis Llach, "Mury" (1979) di Jacek Kaczmarski, "Amerigo" (1978) di Francesco Guccini e "A Zurigo uno mi dice" (1976) di Giovanna Marini.
La quarta parte è una "Bibliografia in progress sulla storia della canzone (e in particolare della 'canzone d'autore') nell'Italia repubblicana".
La quinta parte è una "Bibliografia essenziale in progress sulla Popular Music e sulle culture giovanili".
La sesta parte è una "Bibliografia in progress sulle canzoni sull'emigrazione/immigrazione nell'Italia repubblicana".
La settima parte è una "Bibliografia in progress di materiali sulle canzoni per la didattica e la formazione".
L'ottava parte è una "Sitografia essenziale".
La nona parte è costitutita dai "Riferimenti bibliografici" della relazione, in forma di 'note all'americana'.
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