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Il pubblico dominio a Torino: un tesoro per tutti! di Oriana Bozzarelli, Valeria Calabrese, Cecilia Cognigni, Nunzia Spiccia, Patrizia Zanetti, 2014. In Biblioteche oggi. Editrice Bibliografica. pp. 48-59 (Published) [Journal Article (Print/Paginated)].

The article describes public domain project in Turin, that involved Academic Libraries (Politecnico di Torino and Università degli Studi di Torino) and Turin Public Libraries (Biblioteche civiche torinesi). This experience is important for thè community because it confirms thè relationship between public domain, copyright and creativity. Particularly thè project offers différent activities in libraries and in other spaces, for example thè flash mobs with Liceo Teatro Nuovo’s students that present plays of authors in public domain (selected each year), bibliographies and digitized documents. This experience confirms that thè collaboration among différent kind of libraries and competencies of accademie and public librarians are an important aim for thè librarian professional community.

NUOVI PROGETTI Il pubblico dominio a Torino: un tesoro per tutti! ORIANA BOZZARELLI* VALERIA CALABRESE** CECILIA COGNIGNI** NUNZIA SPICCIA*** PATRIZIA ZANETTI** Percorsi di cooperazione tra testo, teatro e biblioteca Perché il pubblico dom inio è im portante D a su b ito u n a d efinizione “pro v o cato ria”: il pu b b li­ co d o m in io è u n o sp azio /m o d ello cu ltu rale all’in ter­ n o e per m ezzo del quale ogni in dividuo p u ò utilizzare u n ’o p era (un brevetto ecc.) e m odificarla, condividerla con altri per dare vita a u n a creazione co m p letam ente nuova. Un “foglio b ian co ” della n o stra cu ltu ra, in assen­ za del quale sarebbe quasi im possibile generare qualco­ sa di nuovo senza ledere i d iritti di p ro p rie tà in te lle ttu a ­ le in capo a qualche autore. All’in tern o del p an o ram a culturale al pubblico dom inio, tradizionalm ente, è stato a ttrib u ito u n ruolo del tu tto m arginale, considerandolo t u t t ’al più com e u n deposito statico di m ateriali fuoriusciti dal circuito com m erciale della cultura, u n a so rta di bric-à-brac curioso e divertente m a di scarso im p atto econom ico e creativo. U na so ffitta polverosa in cui vengono accatastate opere i cui diritti e brevetti sono scaduti o a cui, per n a tu ra o per m ancanza di requisiti, n o n sono m ai stati applicati. D a queste prem esse deriva p ro b ab ilm en te la poca a t­ tenzione e la v isione/definizione p er lo più “so ttra ttiva”, sfocata ed elastica, che, com e vedrem o, gli è s ta ta ri­ servata nel corso del tem p o d a giuristi e legislatori. D opo an n i di progressiva, e forse eccessiva, estensione dei d iritti di prop rietà intellettuale, negli ultim i decenni stiam o assistendo però a u n a rivalutazione del pubblico d o m in io so tto il profilo econom ico, culturale e sociale. M a il pub b lico d o m in io è im p o rta n te per le nostre so ­ cietà? Jam es Boyle afferm a che Università di Torino Biblioteche civiche torinesi Politecnico di Torino 48 la nostra economia, la nostra democrazia, la nostra scienza, le nostre tradizioni di libertà di espressione e la nostra arte dipendono di più da un pubblico domi­ nio di materiale liberamente utilizzabile che da mate­ riale coperto da diritti di proprietà intellettuale. Il pub­ blico dominio non è il residuo appiccicoso che rimane quando tutte le opere di valore sono state coperte da diritti di proprietà. Il pubblico dominio è la miniera da dove estraiamo il materiale col quale costruiamo la nostra cultura. Anzi, rappresenta la maggior parte della nostra cultura.1 Il pubblico d o m in io è in g rado di stim olare e ridare slancio alla capacità della società di generare innovazio­ ne e valore, qu in d i deve essere riconosciuto com e p o r­ tato re di forza dinam ica, luogo p rim ario e cruciale per il progresso della vita culturale, scientifica e tecnologi­ ca. Basti pensare, m o lto p ragm aticam ente, a u n a ricerca scientifica il cui valore viene acciarato dalla sua rip etib i­ lità in altri contesti e dalla su a diffusione. Il d iritto d ’autore, invece, rap p resen ta un sottoinsiem e circoscritto del p a trim o n io intellettuale, di d u ra ta lim i­ ta ta e di am piezza definita. Esiste il rischio concreto che u n a visione estrem ista ed eccessivam ente p ro tezio n isti­ ca del d iritto d ’au to re possa porre freno alla possibilità per gli individui di riap p ropriarsi e rielaborare creativa­ m ente idee già consolidate, ra lle n ta n d o la crescita e lo sviluppo della conoscenza collettiva. Per com battere il radicalism o del d iritto d ’a u to re occor­ re sfatare l’idea che l’a u to re sia u n “creatore” prim ige­ nio in grad o di far nascere solo d a se stesso la su a ope­ ra d ’arte, unica e originale. In realtà il processo creati­ vo si scandisce in u n a serie di atti com plessi, all’in te rn o dei quali la riap p ro p riazio n e ed elaborazione di m a te ­ riali preesistenti co stituiscono u n a conditio sine qua non. Biblioteche oggi • novembre 2014 Ne consegue che più sarà ricco il p ubblico d o m in io, più l’ecosistem a cu ltu rale si d im o strerà p ro ficu o e vitale per la creatività. Nuove tecnologie e pubblico dom inio: u n ’unione predestinata? cu lturale libero, n o n com m erciale, indispensabile per il sistem a ecologico e dem ocratico della società. Ovvia­ m ente il bene co m u n e n o n è avverso al m ercato, ne è in­ vece u n suo basilare com plem ento. La fo rm u la perfetta, no n an co ra sco p erta probabilm ente, risiede nel sottile equilibrio tra questi due fattori. Le nuove tecnologie digitali e la diffu sio n e di In te rn e t D iritto d ’autore e pubblico dom inio. s ta n n o svolgendo u n a funzio n e fo n d am en tale nel p ro ­ Alcuni cenni giuridici cesso di ridefinizione del p ubblico d o m in io , a ttrib u e n ­ dogli u n ru o lo più forte nel sistem a socio-econom ico- S toricam ente l’idea di tu te la della p ro p rietà intellet­ tuale conosce la sua origine nel m o n d o anglosassone culturale. La rete e le tecnologie a essa connesse m e tto n o in crisi il con lo S ta tu to del 1710,3 attraverso cui la regina A nna m odello classico di p ro p rietà e p a te rn ità intellettuale e d ’In g h ilterra in tro d u ce il nuovo istitu to giuridico del c o n se n to n o l’ingresso di nuovi a tto ri su lla scena creati­ copyright, al fine di regolam entare il settore dell’ed itoria e chiarire i ra p p o rti tra le p arti in causa ovvero gli a u to ­ v a /p ro d u ttiv a /d istrib u tiv a . Nel m o n d o analogico la filiera creativa è m o lto defin i­ ri, gli sta m p a to ri e coloro che sono preposti alla catena di distrib u zio n e e vendita. In questo ta, s tr u ttu r a ta e controllabile, anche m o d o il nuovo d iritto di cop y rig h t,'4 so tto il n o n secondario profilo del ri­ p o testà esclusiva dell’autore, poteva cavo econom ico. All’origine del p ro ­ essere ced u to su com penso all’editocesso creativo è posto l’autore, che de­ re /sta m p a to re e riequilibrare così u n m a n d a all’editore e al d istrib u to re la ra p p o rto di per sé sbilanciato, favo­ com m ercializzazione della su a o p era rendo la pacificazione sociale tra ca­ agli u ten ti finali. tegorie lavorative differenti; in fatti se Il dig itale p o r ta con sé nuove m o d a ­ d a un lato gli sta m p a to ri possedeva­ lità di creazione, co m u n ic a z io n e e n o i m ezzi di p ro d u zio n e e d iffu sio ­ condivisione d e ll’in fo rm azio n e, d e ­ ne per trasform are u n ’opera dell’in­ te rm in a n d o u n a d em o cratizzazio n e LA CULTURA VA C O L T IV A T A gegno in u n vero p ro d o tto editoriale, dello stesso “bene c o m u n e ” d ell’in ­ d all’altro l’a u to re n o n era in g rado di fo rm azio n e e crean d o u n nuovo tip o Logo dell'iniziativa sul pubblico dominio di sfera p u b b lic a , libera, accessibile e co o p erativ a. o ttenere da solo u n sim ile risu ltato , se n o n attraverso la Sulla rete è possibile u n a totale disinterm ediazione: tutti, cessione - a p p u n to - del copyright. infatti, possono diventare creatori, interagire, generare e A ttu alm en te con il term ine “d iritto d ’a u to re ” si in d i­ condividere co n ten u ti in m odi articolati e dal basso. Nel vidua la posizione giuridica soggettiva dell’a u to re di giudizio pubblico iniziano a elidersi, a essere sem pre più u n ’opera dell’ingegno, a cui i diversi o rd in a m e n ti n a ­ sfum ate le differenze tra u n (presunto) a tto creativo ori­ zionali e le varie convenzioni in ternazionali riconosco­ ginale e il fare ricorso, attraverso il riuso, la citazione ecc., n o la facoltà o rig in aria esclusiva di diffusione e s fru tta ­ a m ateriali preesistenti per p ro d u rre nuove opere. I nuovi m en to dei p ro p ri p ro d o tti intellettuali. co nten u ti sono fru tto di u n ’econom ia del d o n o attiva tra Il d iritto d ’a u to re 5 in senso stretto è u n a figura tipica le diverse co m u n ità di prosumers1 presenti in rete, in gra­ degli o rd in a m e n ti di civil law, tra i quali l’Italia. I paesi do di creare valore al di là delle rigide regole dei m ercati basati sulla common law, com e gli Stati U niti e la G ran tradizionali e senza i vincoli dei d iritti di proprietà. Bretagna, h a n n o d a to origine - com e abbiam o rap id a­ U na delle conseguenze n a tu ra li di questo nuovo p a ra­ m en te accennato - all’is titu to del copyright,6 parzial­ digm a cu ltu rale e p ro d u ttiv o è u n p o ten z ia m e n to con­ m ente diverso risp etto al d iritto d ’autore. siderevole delle funzioni di stim o lo alla creatività, in­ Dal p u n to di vista delle fonti norm ative7 il d iritto d ’a u to ­ trinseche al p ubblico d o m in io stesso. Le din am iche re italiano è disciplinato prevalentem ente dalla legge 22 dell’eco n o m ia del d o n o sollecitano, infatti, il pubblico aprile 1941, n. 633 e successive m odificazioni, e dall’art. d o m in io a fornire e ricevere nuova linfa vitale e ad ac­ 2575 e seg. del Codice Civile (Libro Q u in to - T itolo IX: quisire ufficialm en te lo sta tu s di bene co m une, spazio Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni in- Biblioteche oggi • novembre 2014 49 dustriaJi). U na p ro fo n d a revisione della legislazione si è verificata con la legge 18 agosto 2000, n. 248 e con il de­ creto legislativo 68 del 9 aprile 2003, che h a recepito la di­ rettiva europea 29/2001/C E. La norm ativa8 riguarda sia le pubblicazioni analogiche che quelle digitali. U n con cetto fondam entale, q u a n d o si parla di d iritto d ’au to re, è la nozio n e di p ro p rietà intellettu ale che lo precede. L’idea che scaturisce dal pensiero u m a n o n o n p u ò essere oggetto di p ro p rie tà intellettuale, in q u a n to p a trim o n io dell’in tera u m an ità. Ciò che è oggetto del d iritto d ’au to re è la fo rm a espressiva della m anifesta­ zione di u n concetto. La p ro p rie tà intellettu ale si riferi­ sce p ro p rio alla fo rm a di u n ’o p era e n o n all’idea a stra t­ ta 9 d a cui deriva il suo c o n ten u to . La form a di u n ’opera, in q u a n to espressione della cre­ ativ ità dell’au to re, viene tu te la ta e - rip ren d en d o le di­ stin zio n i del d iritto ro m an o - si co m p o n e di d u e e n tità d istin te e a u to n o m e che sono: il corpus mysticum (pro­ d o tto d ell’ingegno) a cui fan n o capo i d iritti m orali e il corpus mechanicum (la fo rm a concreta, il su p p o rto ) a cui p o sso n o essere ric o n d o tti i d iritti p a trim o n iali. Il d irit­ to d ’a u to re rivela, q u in d i, u n ’in trin seca d o p p ia n a tu ra , m orale e patrim oniale. Il d iritto m orale è u n d iritto personale n o n cedibile a tu te la dell’o p era d ell’ingegno d a atti che p o ssano ar­ recare pregiudizio all’a u to re rig u ard o alla p a te rn ità dell’opera, all’in te g rità della stessa, all’o n o re e alla rep u ­ tazione della fig u ra dell’autore. Il rico n o scim ento del d iritto m orale rende p e rta n to possibile all’au to re riven­ dicare, in ogni m o m en to , la p a te rn ità dell’opera, o p p o r­ si a qualsiasi d efo rm azio n e/m o d ifica della stessa, eser­ citare il d iritto all’in ed ito e ritirare l’o p e ra dal co m m er­ cio in caso di gravi ragioni m orali. Il d iritto m orale è rico n o sciu to d a tu tti gli o rd in am en ti legislativi, anche quelli di common law. Per la legislazio­ ne italian a i d iritti m orali so n o perenni, im p rescrittib i­ li, irrin u n ciab ili e inalienabili e posso n o essere fatti va­ lere senza lim iti di tem p o n o n solo dal titolare m a a n ­ che dai suoi eredi, e anche d o p o la cessione dei d iritti p atrim o n iali, d a cui so n o in d ip en d en ti. L’asp etto p atrim o n iale del d iritto d ’a u to re si realizza nella possibilità di s fru tta m e n to econom ico d ell’opera p ro te tta . A ffinché il d iritto p atrim o n iale possa essere esercitato è necessario, però, che l’o p era si m anifesti in fo rm a concreta attraverso la su a “p u b b licazio n e”. I d iritti p a trim o n iali, esclusivi m a cedibili d all’a u to ­ re a terzi, si artico lan o in u n a serie di facoltà, tu tte in ­ d ip en d en ti tra loro, quali, a p p u n to , la p ubblicazione e la su a utilizzazione econom ica, la rip ro d u zio n e, la tra ­ 50 scrizione, l’esecuzione, la rappresentazione o recitazio­ ne, la diffusione con mezzi a distanza, la com unicazio­ ne al pubblico tra m ite cavo o satellite, la distribuzione, la m essa in com m ercio, la trad uzione, la pubblicazione di u n a singola opera in u n a raccolta, la rielaborazione, il noleggio e il prestito. La cessione dei d iritti p atrim o n iali genera alcuni d irit­ ti connessi, attrib u ib ili - a seconda dei casi - ad alcune figure (editore, p ro d u tto re , d istrib u to re ecc.) che, p u r n o n avendo partecip ato al m o m e n to creativo dell’o p e ­ ra, ne re n d o n o possibile, in vario m o d o con il loro con­ trib u to , la realizzazione. I d iritti p atrim o n iali d u ra n o tu tta la vita dell’a u to re e p o ssono essere fatti valere anche dagli eredi fino a set­ ta n ta n n i d o p o la m o rte dell’a u to re .10 L’espressione “pubblico d o m in io ”11 indica, in m aniera generica, lo sta tu s di quei beni, inform azioni o co n te­ n u ti che n o n e n tra n o nella p ro p rie tà di alcun sogget­ to privato o pubblico individuato e che, quindi, so no o diventano per chiu n q u e disponibili, so tto il profilo dell’accesso e del loro riutilizzo, senza obbligo di in d e n ­ n ità o au torizzazione preventiva, a p artire - o m eno d a u n certa data. È possibile individuale un “pubblico dom inio stru ttu ra ­ le”12 riconducibile alle opere i cui diritti sono tem poral­ m ente scadud e a tu tte quelle tipologie di opere/invenzio­ ni/beni informativi essenziali per la com unità,1’ che i vari stati decidono di far entrare im m ediatam ente in pubblico dom inio al m om ento della loro prim a pubblicazione. II concetto di pubblico do m in io , per q u a n to rig u ard a le opere tutelate, n o n presenta un a u to n o m o e univoco ri­ conoscim ento giuridico ed è prin cip alm en te definibile in m aniera d ed u ttiv a per differenza, a p artire dalla nor­ m ativa del d iritto d ’au to re vigente nei diversi paesi. Ne consegue che i term in i di ingresso delle opere in p u b b li­ co d o m in io p o ssono variare e d ip e n d o n o stre tta m e n te dalla decadenza delle tutele assegnate ai d iritti degli a u ­ to ri nei vari o rd in a m e n ti giuridici. Il pubblico dom inio viene sostanzialm ente gestito a livel­ lo nazionale e ogni paese stabilisce quali opere dell’inge­ g no o altre m anifestazioni ne facciano parte ogni anno. A ltre “fonti n o n s tru ttu ra li del pubblico d o m in io ” sono rapp resen tate d a tu tte quelle opere i cui a u to ri h a n n o d elib eratam en te deciso - tra m ite dichiarazione esplici­ ta - di condividere e diffondere con “licenze libere”14 o in pubblico d o m in io ,15 rin u n c ia n d o a qualsiasi interes­ se patrim oniale. In u ltim o c o n trib u isc o n o ad assicurare u n d e m o c ra ­ tico accesso alla c u ltu ra e alla co n oscenza condivise, Biblioteche oggi • novembre 2014 cardin i della fu n z io n e sociale del p u b b lic o d o m in io , an ch e le eccezioni e le lim ita z io n i al co p y rig h t (fair use e fair dealing).'6 A bbiam o cercato di illu strare l’im p o rta n z a del p u b b li­ co d o m in io p er la n o s tra società, la su a efficacia d i­ p e n d e rà in g ran p a rte dal su o p ien o rico n o sc im e n to e d a ll’arm o n ic o eq u ilib rio tra tito la ri dei d iritti e in te ­ resse p u b b lico che sa p rà raggiungere la re g o la m e n ta ­ zione dedicata. A Torino un “Progetto bibliotecario urbano sul pubblico dom inio” T orino, d a an n i rico n o sciu ta tra le principali c ittà ita ­ liane im pegnate nello sviluppo e nel s u p p o rto della cul­ tu ra digitale, sem b ra essere fatalm en te a ttra tta dalle te­ m atiche relative al p ubblico d o m in io e al d iritto d ’a u to ­ re in senso am pio. Basti pensare che nella “cap itale” p iem ontese già nel 2003 inizia la su a attiv ità il g ru p p o di lavoro Creative C o m m o n s Italia, nel 2006 nasce - p er iniziativa di Ju a n C arlos De M artin e M arco Ricolfì - il C entro N EXA17 per In te rn e t & Società del Politecnico di T orino e nel 2007 vede la luce il p ro g etto fin a n z ia to d all’U nione Europea C O M M U N IA ,18 la rete tem atica eu ro p ea de­ d icata al pubblico d o m in io digitale, c o o rd in ato dallo stesso C en tro NEXA. C O M M U N IA , che a ttu a lm e n te p u ò c o n ta re su o ltre 50 p a rtn e r eu ro p ei (tra istitu z io n i, u n iv ersità ed en ti n o -p ro fit), diviene in breve te m p o u n p u n to di rife­ rim e n to fo n d a m e n ta le a livello e u ro p e o per la rifle s­ sione teorica, la discu ssio n e so cio -p o litica e la m essa a p u n to di policy condivise sul p u b b lico d o m in io , o ltre a occu p arsi an ch e di a rg o m e n ti co n n essi com e form e altern ativ e di licenze, o p en access e g estio n e delle o p e ­ re orfan e (quelle opere i cui a u to ri so n o sco n o sciu ti o intro v ab ili).19 Il Manifesto del pubblico dominio, d o c u m e n to che “defin i­ sce il p ubblico d o m in io e illu stra i principi necessari e le linee g u id a per avere u n sano p ubblico d o m in io all’in i­ zio del XXI secolo”,20 è sta to elab o rato all’in te rn o del prog etto CO M M U N IA , così com e la “g io rn a ta del p u b ­ blico d o m in io ”,21 creata per celebrare e dare m aggiore visibilità alle m igliaia di opere e a u to ri che ogni an n o sono liberi dai vincoli del d iritto d ’autore. C on queste prem esse, pro b ab ilm en te, T orino n o n po te­ va che scegliere il pub b lico d o m in io anche so tto il p ro ­ filo della cooperazione bibliotecaria. Q uasi per c o ro n a­ re u n d estin o già scritto a p artire dal 2011 il Politecni­ Biblioteche oggi • novembre 2014 co, la C ittà di Torino, la F ondazione “T eatro N uovo”,22 e dal 2014 l’U niversità h a n n o siglato u n a convenzione triennale per arricchire in m an iera collaborativa e co n ­ divisa la p ro p ria pro g ram m azio n e di iniziative c u ltu ra ­ li, finalizzate alla pro m o zio n e della le ttu ra e dei servi­ zi delle biblioteche, attraverso l’organizzazione di eventi focalizzati (proprio) sul concetto di pubblico dom inio. Il p rim o gennaio di ogni an n o , u n a p arte dell’im m e n ­ so p a trim o n io m ondiale di conoscenza, arte e lettera­ tu ra diviene liberam ente disponibile per chiunque. La scadenza dei term ini di tu te la del d iritto d ’au tore sulle opere p ro d o tte d a a u to ri deceduti d a s e tta n t’anni, in­ fatti, p erm ette che m igliaia di opere e n trin o nel p u b ­ blico dom inio. I loro c o n te n u ti d iv entano u n tesoro com une, disponibile a tu tti e utilizzabile per i fini più diversi: si p o sso n o liberam ente stam pare, copiare, ese­ guire in pubblico, m ettere in scena, trad u rre, rip ro d u rre su ogni su p p o rto , digitalizzare e altro ancora. Il “P rogetto bibliotecario u rb a n o sul pubblico d o m i­ n io ”, fru tto di u n a b u o n a pratica di cooperazione tra enti diversi, in ten d e prom uovere e diffondere il concet­ to di pubblico do m in io , so tto lin earn e l’im p o rta n z a so­ ciale, cu lturale ed econom ica ai fini della valorizzazione e riap p ro p riazio n e del p a trim o n io intellettuale. Il p ro ­ getto si articola in u n a serie di eventi divulgativi, for­ m ativi e di in tra tte n im e n to , legati alle opere degli a u to ­ ri che via via e n tra n o a far p arte del pubblico d o m in io e basati su ll’ibridazione dei linguaggi e dei luoghi: dal saggio alla sc rittu ra dram m atu rg ica, dal video agli s tr u ­ m enti social e alla digitalizzazione, dagli spazi d e p u ta ti al teatro alla biblioteca. Gli eventi vengono proposti e rip ro p o sti all’in te rn o del “circuito cooperativo” dei diversi enti, in sedi e luoghi diversi. Sono stati realizzati corti teatrali rap p resen ta­ ti in form a di flash m ob, ovvero azioni teatrali brevi e improvvise, negli spazi pubblici delle biblioteche del Po­ litecnico, presso le biblioteche di T orino e del C am pus “Luigi E inaudi” dell’U niversità. I video relativi alle perform ance, la docum entazione sui diversi autori e le gallerie fotografiche sono disponibili sul portale dedicato al pubblico dom inio del Politecnico di Torino23 e sulle pagine Facebook degli enti coinvolti. I precursori del progetto: Politecnico di Torino e Biblioteche civiche torinesi A seguito di alcuni precedenti eventi svoltisi a livello europeo, a p artire dal 2011 per la p rim a volta la gio rn a ­ ta del pubblico d o m in io venne festeggiata anche in Ita- 51 lia e le biblioteche del Politecnico di T orino n o n m anca­ ro n o all’a p p u n ta m e n to . La prim a iniziativa fu u n sem inario ten u to presso la facol­ tà di A rchitettura (gennaio 2011) d u ran te il quale, accan­ to alla parte form ativa relativa ai presupposti giuridici del pubblico dom inio, ebbe luogo la celebrazione di due per­ sonalità scomparse nel 1940, le cui opere erano diventate liberam ente accessibili a partire dal gennaio 2011: lo scrit­ tore statunitense Francis Scott Fitzgerald e Vito Volterra, m atem atico, fondatore del Consiglio nazionale delle ricer­ che - di cui fu il prim o presidente - e ideatore della “versio­ ne m od ern a” del Politecnico di Torino nel 1906. D a q u esta p rim a esperienza ebbe inizio u n a riflessio­ ne volta a m ettere a p u n to le d in am ich e co m u n ic a ti­ ve p iù efficaci per p o rta re a conoscenza di u n u d ito rio sem pre più vasto il valore cu ltu rale e le possibilità of­ ferte dal pubb lico do m in io . Si pensò, q u in d i, di agire in m o d o interdisciplinare, fo rzan d o artificio sam ente, for­ se, m a sicu ram en te in m an iera creativa, i collegam en­ ti tra scienze p u re e letteratu ra, tra arte e scienze ap p li­ cate, tra poesia e danza, coinvolgendo q u a n ti p iù sog­ getti possibili: biblioteche, università, m usei e anche chi aveva già fatto del pubb lico d o m in io u n su a p rio rità com e il C en tro NEXAper In te rn e t e società - n ell’orga­ nizzazione di nuove iniziative. L’idea fu quella di dare u n volto al p ubblico do m in io . O ccorreva m ettere insie­ me elem enti e com petenze diverse che, com e si diceva in u n a p ro sp ettiv a m ultidisciplinare, arrivassero a realiz­ zare iniziative p ro tra tte nel tem p o per u n a celebrazione n o n evocativa, m a che descrivesse e d im ostrasse concre­ ta m e n te cosa si p u ò fare con i c o n te n u ti che vengono li­ berati nel pubb lico do m in io . D are u n volto q u in d i, m o strare in concreto che la sca­ den za dei term ini di tu te la del co p y rig h t sulle opere p ro d o tte d a a u to ri deceduti da s e tta n t’anni fa sì che m igliaia di c o n te n u ti d iv en tin o u n im m en so p a trim o ­ nio di conoscenza com une. U n tesoro disponibile che si p u ò stam pare, copiare, eseguire in pubblico, trad u rre, rip ro d u rre, digitalizzare, m ettere in scena ecc. M ettere in scena Fu allora quasi sp o n ta n e o rivolgersi alla Fondazione T eatro N uovo, che d a a n n i a Torino rap p resen ta la p ro ­ fessionalità e la serietà in cam po teatrale e che, attraver­ so il Liceo C oreutico, teatrale e scenografico e i Corsi di form azione professionali a tto ri/a ttric i e jazz-m usi­ cal fo rm a giovani e p ro m e tte n ti professionisti. Ecco che l’idea e il m eto d o com inciavano a prendere corpo. 52 Ifla sh mob L’idea vincente fu realizzare u n a serie di corti teatrali del­ la d u ra ta di circa 10 m inuti e interpretati d a giovani allie­ vi atto ri in form a di flash m ob, vale a dire eventi im prov­ visi che fanno leva sull’effetto sorpresa del pubblico. La componente multimediale La disponibilità in rete dei video girati d u ra n te i flash m ob fu g ara n tita a partire dalla prim a rappresentazione. Venne inoltre creato, per condividere i risultati e lo spi­ rito dell’iniziativa, un sito in tern et in cui fosse possibile consultare no n so ltan to i video, m a anche le biografie e le bibliografie di scrittori e artisti in pubblico dom inio via via che venivano rappresentati, accedere tram ite link a m ateriale g ratu ito scaricabile online, visitare il catalogo del Sistem a bibliotecario del Politecnico e delle altre bi­ blioteche cooperanti per individuare e localizzare in bre­ ve tem po le sedi in cui reperire i volum i degli autori. G ià dal 2011 il pro g etto si estese alle Biblioteche civiche torinesi che, con le loro venti sedi, rap p resen tan o , per l’estensione territo riale e la capillarità, u n o sn o d o stra ­ tegico, capace di rafforzare l’im p a tto e l’efficacia degli obiettivi del pro g etto sul pubblico do m in io , perché ca­ paci di raggiungere un pubblico eterogeneo per com pe­ tenze, c u ltu ra e provenienza sociale. Il nuovo g ru p p o di lavoro fo rm a to quindi d a Politecni­ co, Biblioteche civiche, M useoTorino, NEXA e F o n d a­ zione Teatro N uovo iniziò a lavorare all’idea di selezio­ nare gli a u to ri che nel 2012 sarebbero en tra ti nel p u b ­ blico d o m in io e in d ividuarne di conseguenza alcuni testi. Q uesti testi sarebbero diventati i co rti teatrali da rappresentare nelle diverse sedi delle biblioteche ade­ renti alla convenzione. Il lavoro svolto nel corso del prim o an n o di collaborazione fu utile a sperim entare procedure di interazione del tu tto nuove tra gli enti coinvolti, e al contem po servì a indivi­ duare u n a serie di criticità legate alle m odalità di presenta­ zione delle singole rappresentazioni e al gradim ento delle medesime all’interno delle diverse realtà bibliotecarie. La selezione dei n o m i sui quali costruire i diversi flash m ob per l’a n n o 2012 venne o p e ra ta nell’am b ito di u n a rosa di personaggi illustri nel cam po della letteratura, tu tti accom unati d all’a n n o di m o rte, il 1941. Il risu lta to di tale selezione fu presen tato ufficialm ente nel m ese di febbraio d u ra n te u n in c o n tro ten u to si pres­ so la Biblioteca centrale di Ingegneria, volto a illustrare n o n so lta n to il valore cu lturale e gli aspetti giuridici del p ubblico d o m in io , m a anche i progetti e le iniziative d a sviluppare d u ra n te l’anno. Biblioteche oggi • novembre 2014 Flash mob su Cos'è la mafia di Gaetano Mosca C o n testu alm en te, venne firm a ta la convenzione tra il Politecnico di Torino, la C ittà di Torino, le Biblioteche civiche e la F ondazione T eatro Nuovo: “Il Politecnico di Torino, C ittà di T orino (Settore S istem a B ibliotecario U rbano) e la F ondazione ‘Teatro N u o v o ’ (Fondazione T N T ) in te n d o n o in stau rare u n a collaborazione per ar­ ricchire la p ro p ria p ro g ram m azio n e di iniziative c u ltu ­ rali, Finalizzate alla p ro m o zio n e della le ttu ra e dei ser­ vizi delle biblioteche, attraverso l’organizzazione di ini­ ziative cu ltu rali volte anche alla diffu sio n e del concetto di pubblico d o m in io ”. Nei m esi di aprile e m aggio ebbe inizio la fase operativa con la rap p resen tazio n e dei diversi flash m o b - realiz­ zati a tem po di record grazie all'im pegno del professor A ngione e all’e n tu siasm o e alla d isp o n ib ilità dei giovani a tto ri coinvolti - presso le due biblioteche centrali del Politecnico e la Biblioteca civica centrale. P resentiam o brevem ente l’elenco degli au to ri rap p re­ sen tati e i bran i utilizzati per la realizzazione dei corti: (Camden, 1876 - Panama, 1941). Scrittore di rom anzi brevi, ebbe una profonda influen­ za sulla letteratura am ericana del Novecento. Il rac­ conto Mani (Hands), compreso nella raccolta I racconti dell’Obio (Winesburg, Ohio), pubblicata nel 1919. A m a l ia G u g l i e l m i n e t t i (Torino, 1881 ivi, 1941). Scrittrice e poetessa. I brani scelti sono tratti dal volu­ me, apparso a distanza di dieci anni dalla sua m orte. S herw o od A n d erso n Biblioteche oggi • novembre 2014 Lettere d ’amore di Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti. (Dublino, 1882 - Zurigo, 1941). Il poco co­ nosciuto racconto per bam bini 11 gatto e il diavolo (The Catand thè Devii) comparve in una lettera indirizzata nel 1936 al nipote Stephen. G a e t a n o M o s c a (Palermo, 1858 - Roma, 1941). G iu­ rista e storico delle dottrine politiche. La conferenza, Cos'è la mafia, ten u ta nel 1900 a Torino e a Milano, fu pubblicata nello stesso anno nel “Giornale degli econo­ m isti”. J a m e s J oyce L u i g i N a t o l i (Palermo, 1857 - ivi, 1941). Romanziere, autore di rom anzi d ’appendice am bientati in Sicilia, num erosi dei quali apparsi a p u ntate su quotidiani e ri­ viste. L’opera selezionata, Li Baronessa di Carini, è una trasposizione letteraria di un episodio cantato da poeti popolari e dai cantastorie di piazza. V ir g i n i a W o o l f (Londra, 1882 - Rodmell, 1941). Il sag­ gio prescelto, Una stanza tutta per sé (A Room o f One’s Own), 1929, fu scritto allo scopo di rivendicare, per il genere femminile, la possibilità di partecipare a una cultura ancora di esclusivo appannaggio maschile: “La sola cosa che potevo fare era offrirvi un pu n to di vista: se vuole scrivere rom anzi, la donna deve avere del dena­ ro e una stanza tu tta per sé”. L’evento conclusivo della celebrazione del p u b b li­ co d o m in io per il 2012, svoltosi nel m ese di g iu g n o n e ll’a u la m a g n a della facoltà di A rc h ite ttu ra , fu l’occa­ 53 sio n e p er p re se n ta re u n p rim o b ilan cio d ell’in iziativa e p er rip ro p o rre alcu n i dei co rti teatrali realizzati nel corso del sem estre. C om e avvenuto p er l’a n n o precedente, nel m ese di m ar­ zo 2013 ebbe luo g o l’in c o n tro inaugurale, d u ra n te il quale si p rocedette al rinnovo della convenzione già fir­ m a ta l’a n n o precedente e alla presen tazio n e delle inizia­ tive per l’a n n o in corso, volte a diffondere il concetto di pubb lico d o m in io attraverso l’arte, il teatro e la danza. A nche per il 2013 fu in d iv id u ata nell’esperienza dei flash m ob, rap p resen tati dai giovani a tto ri del Liceo te­ atrale e del C orso professionale a tto ri della Fondazione Teatro N uovo, la fo rm a ideale per p resentare agli s tu ­ den ti del Politecnico e agli u te n ti delle Biblioteche ci­ viche torinesi la rivisitazione dei testi di alcuni grandi scrittori. Di seguito p resen tiam o gli a u to ri e gli artisti rap presen­ tati, u n ita m e n te alle opere selezionate p er la rap p resen­ tazione dei rispettivi flash m ob: R obert M usil (Klagenfurt, 1880 - Ginevra, 1942). La conferenza ten u ta a Vienna nel m arzo 1937 intitolata Discorso sulla stupidità non è certo un testo da cabaret, m a sicuram ente offre spunti m olto interessanti. E d i t h S t e i n (Breslavia, 1891 - Auschwitz, 1942). Re­ ligiosa e filosofa, allieva di Husserl e suora di clausura nell’O rdine delle Carm elitane Scalze (in religione Te­ resa Benedetta della Croce). Tra il materiale utilizza­ to per la realizzazione del flash mob, la lettera indiriz­ zata a Pio IX nel 1933 in cui preannunciava gli orrori dell’O locausto e la bolla papale di Giovanni Paolo II che nel 1999 ne decretò la santificazione. M i c h e l F o k i n e (San Pietroburgo, 1880 - New York, 1942). E il grande ballerino e coreografo russo naturalizzato francese, prim o ballerino - insieme e in rivalità con Nijinski - dei Balletti Russi di Diaghilev. Tra le sue creazioni La morte del cigno su m usica di Saint Saëns, Les Sylfide su musica di Chopin, oltre a Shéhérazade, di Rimskij Korsakov, Petrouchka e L’uccello di fuoco di Stravinsky: m ateriale infinito per una reinvenzione della sua ope­ ra in un corto non solo teatrale ma anche e so p rattu tto coreografico. C arlo N igra (Castellaro de’ Giorgi, 1856 - Miasino, 1942). Architetto piemontese, grande studioso e cono­ scitore dell’architettura medievale subalpina, ideatore e realizzatore, insieme ad Alfredo D ’Andrade, del Borgo medievale di Torino. La perform ance narra della realiz­ zazione di u n a delle opere più conosciute di Nigra: il Borgo e il Castello medievale del Valentino per l’Espo­ 54 sizione Generale Italiana del 1884. Con toni ironici, ma non irriverenti, m ette a confronto m odalità, tempi e co­ sti dell’esposizione del 1884 con la prossim a Expo2015. Nel m arzo 2014, in occasione del consueto in c o n tro a n ­ nuale presso la B iblioteca centrale di Ingegneria, oltre a fornire u n qu ad ro generale delle iniziative in p ro g ra m ­ m a, si è registrato l’im p o rta n te ingresso dell’Università di T orino all’in te rn o della C onvenzione cooperativa dedicata al pubblico d o m in io e l’avvio di u n au ten tico “P rogetto bibliotecario u rb a n o sul pubblico d o m in io ”. A questo evento h a n n o fatto seguito la realizzazione di flash m o b in cen trati su tre figure: Piero M artin etti, Ca­ m illo O livetti24 e Sergei R achm aninov. a r t in e t t i (Pont Canavese, 1873 - Cuorgné, 1943). Docente di filosofia teoretica e morale e unico filoso­ fo universitario italiano che rifiutò di prestare il giura­ m ento di fedeltà al Fascismo. Il testo prescelto, La Psiche degli animali, pubblicato nel 1926 nella raccolta Saggi e discorsi, propone una tesi volta a dim ostrare che esisto­ no delle affinità tra la coscienza dell’uom o e la coscien­ za dell’animale. C a m i l l o O l i v e t t i (Ivrea, 1868 - Biella, 1943). Ex allievo del Politecnico di Torino nonché assistente di Galileo Ferraris e padre fondatore dell’Olivetti. Le Lettere ameri­ cane, pubblicate soltanto nel 1968, sono state il punto di partenza per la realizzazione del flash mob. S e r g e j Va s i l ’e v i c R a c h m a n i n o v (Velikij Novgorod, 1873 - Beverly Hills, 1943). Com positore, pianista e di­ rettore d ’orchestra. Il corto teatrale (il prim o flash m ob musicale, presso la Biblioteca civica musicale “Della C orte”) si basa sull’opera Aleko, su libretto di Vladimir Nemirovich-Danchenko, anch’egli entrato in pubblico dom inio quest’anno. P ie r o M Le Biblioteche civiche torinesi h a n n o scelto di realizza­ re i prim i flash m ob in Biblioteca civica centrale, in par­ ticolare nelle sale di lettura. L’edificio della Biblioteca centrale, che risale alla fine degli an n i C in q u an ta, in re­ altà poco si p resta a o spitare oggi eventi e reading che c o n se n ta n o di sviluppare azioni di pro m o zio n e della le ttu ra ad am pio raggio. La sala di lettura, invece, dove gli s tu d e n ti u tilizzano per lo più libri p ro p ri senza in te ­ ragire con il resto dei servizi della biblioteca, ben si pre­ stava a realizzare sp erim en tazio n i e incursioni di le ttu ­ ra, che offrissero n o n solo delle “in te rru z io n i” nei n o r­ m ali percorsi di studio, m a anche proposte, sp u n ti e suggerim enti di lettura. Successivam ente si è scelto di Biblioteche oggi • novembre 2014 p ro p o rre i flash m o b anche in altre sedi, com e la Biblio­ teca civica Villa A m oretti. Le azioni teatrali h a n n o o tte ­ n u to ap p rezzam en to e b u o n riscontro. Infin e occorre segnalare che alcuni corti teatrali sono stati p resen tati il 30 giugno, n ell’a m b ito del IV festival di Piazza San G iovanni a Torino. L’esperienza dell’Università di Torino L’Università di Torino, e n tra ta a far p arte del “Progetto bibliotecario u rb an o sul pubblico d o m in io ” nel 2014,25 ha realizzato diverse attività di prom ozione culturale, de­ clinate so tto la form a di “eventi spettacolari”, laboratori dram m aturgici e teatrali, sem inari di ap p ro fo n d im en to e attività di digitalizzazione del p atrim o n io docum entale. In particolare, in occasione della grande m anifestazione #hackU niT O 2014,26 svoltasi presso il C am pus universi­ tario “Luigi Einaudi” dal 12 al 17 maggio, è stato orga­ nizzato l’evento “Colazione d a B obbio”: ogni m a ttin a tra le 9 e le 10 al p rim o piano (polo bibliotecario dedicato alla grande emeroteca), u n folto g ru p p o di giovani attori e attrici, m escolati tra il pubblico abituale degli studenti e il flusso dei partecipanti all’hackathon, h a n n o d ato ide­ alm ente il via alla g io rn ata con u n a “colazione letteraria” in cui - nel corso di u n a vera colazione p rep arata e offer­ ta in biblioteca - h an n o prop o sto giornalm ente un cor­ to teatrale diverso, ispirato ad au to ri le cui opere sono re­ centem ente diventate di pubblico dom inio. Il ciclo delle brevi performances h a preso il via il 12 m ag­ gio con u n co rto d edicato a Jam es Joyce; m arted ì 13 m aggio è s ta ta rievocata l’o p era e la fig u ra di C arlo Nigra, arch itetto torinese che collaborò con De A ndrade alla co stru zio n e del Borgo medievale; m ercoledì 14 è sta to p resen tato u n c o rto tu tto m usicale e coreografico dedicato a Sergej R achm aninov, con la p resentazione di alcuni brani dell’o p era Aleko, occasione p er celebra­ re u n d o p p io ingresso in p ubblico d o m in io (sia quello del g ran d e m u sicista ru sso che del lib rettista dell’opera, il celebre d ra m m a tu rg o N em irovic-D ancenko); giovedì 15 il co rto teatrale è sta to dedicato a V irginia W oolf e al suo celebre saggio Una stanza tutta per sé, c en trato sulla fig u ra della d o n n a nella sto ria letteraria; venerdì 16 la carrellata di corti teatrali si è con clu sa con la presen ta­ zione del flash m ob ded icato a Piero M artin etti, fru tto del lab o rato rio teatrale “M a rtin e tti o n stage”. Sem pre d u ra n te la se ttim a n a di #hackU niTo si è svol­ to, al p ian o terra del Polo bibliotecario “N o rb erto Bob­ b io ” e to ta lm e n te a vista e a c o n ta tto con gli u te n ti della biblioteca, il lab o rato rio teatrale “M a rtin e tti on stage” Biblioteche oggi • novembre 2014 dedicato all’o p era del filosofo Piero M artinetti, a cura della F ondazione Teatro N uovo e con la partecipazione degli allievi dei corsi professionali per atto ri, la regia di G irolam o A ngione e il s u p p o rto d ra m m a tu rg ic o del fi­ losofo L eonardo Caffo. Il lavoro di rielaborazione testuale su Piero M a rtin e t­ ti - tra i pochissim i accadem ici che n o n accettarono di prestare g iu ra m e n to di fedeltà al fascism o p erdendo la c a tte d ra universitaria - si è co n cen trato sulle riflessioni che il filosofo canavesano h a riservato agli anim ali e ha preso avvio con la le ttu ra d ra m m a tu rg ic a del saggio La psiche degli animali.27 Martinetti sostiene che gli animali, così come gli esseri umani, possiedono intelletto e coscienza, quindi l’etica non deve limitarsi alla regolazione dei rapporti infraumani, ma deve estendersi a ricercare il benessere e la fe­ licità anche per tutte quelle forme di vita senzienti (cioè provviste di un sistema nervoso) che come l’uomo sono in grado di provare gioia e dolore.28 Il risp etto e l’am ore per gli anim ali co stituiscono u n ca­ posaldo deH’idealism o etico-religioso di M a rtin e tti e fanno di lui u n au te n tic o filosofo anim alista di inizio secolo. C on l’allestim ento di un laboratorio dram m aturgico-teatrale - partecipato n o n solo da professionisti del teatro m a anche d a bibliotecari e intellettuali - inserito nella ro u tin e q u o tid ian a di u n a grande biblioteca universita­ ria si è dato vita a un circuito m ediatico virtuoso, reso possibile p ro p rio dalle possibilità di riappropriazione, rielaborazione e riuso dei m ateriali in pubblico d o m i­ nio: da u n a p arte l’opera, dall’altra la nuova d ra m m a ­ turgia e l’azione teatrale che nell’opera h a la sua fonte e che all’opera in ten d e rim andare. Q uesto rapp resen ta u n m odo diverso con cui la biblioteca co m u n ica se stessa e i pro p ri servizi e u n a b u o n a occasione di stim olo per gli u ten ti ad approfondire gli argom enti tra tta ti, facendo ricorso al ricco p a trim o n io bibliografico e d o c u m e n ta ­ le della biblioteca stessa. P articolarm ente interessante si è rivelata poi la m od alità di presentazione del corto - di tu tti i corti del progetto u rb a n o sul pubblico d o m in io ovvero il flash m ob im provviso in spazi e tem pi n o n pre­ definiti bensì individuati, di volta in volta, in funzione della presenza o m eno di pubblico nelle varie aree della biblioteca, potenzialm ente disposto a lasciarsi distrarre e coinvolgere dalla perform ance in u n rap p o rto di in te­ rattiv ità e inclusione con gli interpreti. In u ltim o occorre dire che Piero M a rtin e tti è legato a do p p io filo all’U niversità di Torino; in fatti n o n solo la 55 del progetto, attraverso l’in serim en to delle biografie e delle bibliografie dei personag­ gi le cui opere sono sta te rapp resen tate nei DigitUniTO C o l l e / i o n i e f o n d i d i g i t a l i d e H 'U n i m s it J k d i l o i i n o flash m ob. 11 progetto del pubblico dom inio a Torino ha Documenti Collezioni Chi siamo Contatti dato evidenza e ha rafforzato la consapevolez­ Piero M artinetti, selezione di opere e docum enti; za fra i bibliotecari e i decisori di q u an to sia Piero M artinetti, selezione di (biografìa) opere e documenti; (biografia) centrale oggi per le biblioteche sviluppare il l a d ig ita h w a w * de«a collana ha preso aw to n e»am bito del 'P rogetto PuCWko Dominio' lavoro di rete, in particolare tra quelle accade­ Il fondam ento della religione secondo ed t sta ta portata a term ine gra/ie alla Rudolf Otto coliatjoraoone deil A tm dttni.» fl: M e l i n a di miche e pubbliche. Per questo diventa strate­ il fondam ento della rekgtone « t o n d o Rudolf O tto / Piero IfidOB Martinetti • lo d i : G. f r a n c a r t i 1931. • 23 p. . 24 cm. gico progettare e sviluppare insiem e percorsi K B tr. da: RMsta di filosofia. 1931. n i Collection Tree che si rivolgano all'intera cittadinanza, poten­ • Piero Martinetti se iw o n e di opere e document», (tnof f afiAi ziando i p u n ti di forza delle diverse tipologie (36) di biblioteca e valorizzando le reciprocità e le convergenze. Un altro aspetto degno di n o ta Piattaforma DigitUniTO, dedicata alle collezioni e fondi digitali dell'Università di Torino è stato dare rilievo alle differenti com petenze dei bibliotecari che operano nelle biblioteche F ondazione “Piero M a rtin e tti” h a sede nell’ateneo to ri­ accadem iche e in quelle pubbliche, offrendo u n ’occasione nese e conserva la ricca biblioteca p riv ata del filosofo,29 concreta per costruire una reale sinergia e u n ’o p p o rtu n i­ m a il Polo bibliotecario “N o rb erto B obbio” cu sto d i­ tà di reciproco arricchim ento professionale. sce la biblioteca privata del professor Gioele Solari, nel La definizione di dual use libraries31 p u ò aiutare a coglie­ cui fo n d o è conservato u n a p arte del lascito librario di re il significato e l’im p o rta n z a di queste convergenze. Si M artin etti stesso. parla di dual use libraries per evidenziare com e sia l’uso e Al fine di valorizzare e d iffondere l’in tero co rp u s di non la tipologia form ale a definire l’id en tità di u n a bi­ M artin etti l’U niversità di T orino ha in trap reso u n p ro ­ blioteca, per cui le biblioteche pubbliche e le scolastiche, g ra m m a di digitalizzazione30 (e in fu tu ro u n ’edizione o le pubbliche e le universitarie, possono svolgere con ­ critica digitale) delle sue opere, in collaborazione con g iu n ta m e n te servizi indifferenziati per il loro pubblico, l’A ccadem ia di m edicina di Torino; in fin e il sem inario m u tu a n d o reciprocam ente organizzazione e s tru ttu ra “M artinetti: la questio n e anim ale com e filosofia prim a. l u n a dall’altra. A nna Galluzzi ne h a parlato nel libro La Percorsi di le ttu ra tra testo, teatro e biblioteca” - svolto­ biblioteca nella città: nuove prospettive di un servizio pubbli­ si all’U niversità di T orin o il 28 o tto b re scorso - ha ra p ­ co32 definendole anche “biblioteche m u ltip ro p o sta ”, ca­ p re se n ta to il m o m e n to di riflessione finale e condivisa paci cioè di offrire o p p o rtu n ità diverse a pubblici diversi sulla fig u ra di u n “filosofo d im e n tic a to ”. e in situazioni e contesti differenti, d a n d o così sostanza all’idea che sia la biblioteca in q u a n to tale, a prescindere In conclusione dalle appartenenze e dalle specificità, a essere p o rta tri­ ce di vocazioni m olteplici, potenzialm ente sem pre tu tte E p e rii 2015? Al m o m e n to so n o allo stu d io diversi nom i presenti in u n a singola esperienza. di personalità, alcune delle quali scom parse in giovane A m o n te di tu tto vi è la consapevolezza di voler offrire età, v ittim e delle b arbarie della g u erra e dei cam pi di occasioni alla cittadinanza per far crescere com petenze, sterm inio: Leone G inzburg, R oberto Perotti, Em anuele alfabetizzazione e creatività. U na sfida alla quale Torino A rtom , Leone Sinigaglia, D uccio G alim berti; m a anche sta cercando di rispondere anche con la sua rete di biblio­ G ina Lom broso, Filippo T om m aso M arinetti. teche, a partire dal progetto del pubblico dom inio, che C osa rim ane d a fare? Per p erm ettere il rep erim ento di trasversalm ente investe e valorizza diversi aspetti del si­ m ateriale relativo n o n so lta n to alle iniziative pregresse stem a biblioteca e m ette in m oto sinergie in svariati a m ­ m a anche a quelle in corso o di pro ssim a realizzazione, biti: dalla digitalizzazione alla valorizzazione dei p atri­ nell’im m ed iato fu tu ro acquisirà im p o rta n z a p rio rita ­ m oni, agli eventi, alle attività culturali, al coinvolgim ento ria u n interv en to volto a perfezionare e im p lem en tare il dei giovani e dei giovanissimi, al lavoro dei professionisti sito in te rn e t d edicato al pubb lico d o m in io , o sp ita to dal che oggi operano in biblioteca, i bibliotecari e le bibliote­ Politecnico di T orino con il c o n trib u to di tu tti i p a rtn e r carie, u n a straordinaria risorsa per l’intera città. 4* C vvww.omeka.un«to.it SB\ 56 Biblioteche oggi • novembre 2014 NOTE gislativo n. 163 del 10 novembre 2014 (che entrerà in vigore il 25 novembre 2014) ha recepito la Direttiva 2012/28/UE, che 1“O ur markets, our democracy, our science, our traditions of ha introdotto nella normativa europea la figura delle opere free speech, and our art all depend more heavily on a public orfane e ne ha disciplinato gli utilizzi possibili. “Le bibliote­ domain o f freely available material than they do on thè in- che, gli istituti di istruzione e i musei, accessibili al pubblico, formational material that is covered by property rights. The nonché gli archivi, gli istituti per il patrimonio cinemato­ public domain is not some gummy residue left behind when grafico o sonoro e le emittenti di servizio pubblico hanno la all thè good stu ff has been covered by property law. The pu­ facoltà di utilizzare le opere orfane [...] contenute nelle loro blic domain is thè place we quarry thè building blocks of our collezioni” ai fini di digitalizzazione, indicizzazione, catalo­ culture. It is, in fact, thè majority o f our culture”, in J a m e s gazione, conservazione o restauro e per la messa a disposi­ B o y l e , The Public Domain: Enclosing thè Commons o f thè Mind, zione del pubblico. L’autore di u n ’opera ritenuta orfana po­ New Haven, Yale University Press, 2008, p. 40-41, trad. ita­ trà in qualsiasi momento cambiare lo status dell’opera stessa liana di Juan Carlos De Martin, coordinatore del progetto e ottenere un equo compenso dei diritti che ne derivano. Si COMMUNIA. veda la GU Serie Generale n. 261 del 10/11/2014, anche ac­ 2 Termine coniato da Alvin Toffler in The third wave per in­ cessibile online. dicare un consumatore (consumer) che alternativamente può 9 La protezione di u n ’idea si realizza attraverso il brevetto o il diventare a sua volta produttore {producer), o che durante la segreto industriale. stessa fruizione può contribuire all’atto creativo. 10 II Sonny Bono Copyright Terni Extension Act, approvato 3 Ci riferiamo a An Act for thè Encouragement o f Learning, by negli Stati Uniti nel 1998, ha stabilito una proroga dei termi­ vesting thè Copies o f Printed Books in thè Authors or purchasers of ni di protezione dei diritti d ’autore. Secondo quanto disposto such Copies, during thè Times therein mentioned, promulgato nel le opere creative sono tutelate per 70 anni dalla morte dell’au­ 1709 ed entrato in vigore il 10 aprile 1710. tore, e per 95 anni se gestite da aziende. Viene estesa anche la 4 Letteralmente diritto di fare copie dell’opera, di farle circo­ protezione dei diritti connessi. “La durata del copyright era lare e di commercializzarle. già molto lunga, settantacinque anni per i materiali di pro­ 5 Cfr. A n d r e a S ir o t t i G a u d e n z i , Il nuovo diritto d ’autore: la tu­ prietà di aziende e cinquantanni dalla scomparsa dell’autore tela della proprietà intellettuale nella società dell’informazione: con nel caso di materiali di proprietà di singoli individui. Il Sonny formulario e giurisprudenza su Cd-Rom: opere musicali; opere fi­ Bono Copyright Term Extension Act ha aumentato questi ter­ gurative; fotografie; format radiotelevisivi; software; e-book; banche mini a novantacinque e settantant’anni, rispettivamente. La dati, Bologna, Maggioli, 2014. sua implicazione maggiore, tuttavia, è stata mostrare che era 6 Attualmente a livello terminologico copyright e diritto possibile estendere il copyright in modo retroattivo. Quando d ’autore tendono a essere utilizzati come sinonimi, nono­ alcuni materiali ancora dotati di valore [...] stessero per diven­ stante ciò le tutele previste nell’uno e nell’altro regime non tare di pubblico dominio, sarebbe possibile estendere la loro sono esattamente coincidenti. Sinteticamente si può affer­ tutela a tempo indefinito” da Yo c h a i B e n k l e r , La ricchezza mare che il copyright, oltre a presentare differenze sotto il della Rete. La produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le li­ profilo del contenuto dei diritti, viene acquisito attraver­ bertà, Milano, EGEA, 2007, p. 561. so un atto di deposito dell’opera e di registrazione formale 11 Pamela Anderson traccia una mappa del pubblico dominio all’ufficio copyright. Diversamente il diritto d ’autore nel no­ e dei suoi territori adiacenti: “scientific principles, theorems, stro ordinamento nasce con la semplice creazione dell’opera mathematical formulae, laws o f nature, & thè like; scienti­ dell’ingegno (purché abbia i requisiti di tutelabilità previsti). fic and other research méthodologies, statistical techniques, 7 Anche le convenzioni internazionali per la protezione del educational processes; ideas, concepts, discoveries, theories, diritto d ’autore, le cui disposizioni sono state assimilate dal­ hypotheses; facts, information, data, know-how, knowledge; la normativa italiana, rappresentano u n ’importante fonte laws, régulations, judicial opinions, government documents, normativa. Tra queste ricordiamo la Convenzione di Berna legislative reports; innovations qualifying for IP protection sulla proprietà letteraria e artistica (ultima revisione, Parigi in which no rights are claimed or in which rights have ex1971), con cui i principali paesi europei (fra cui l’Italia) e nu­ pired (e.g., copyright, patent, plant variety protection); in­ merosi paesi extraeuropei si costituiscono in Unione al fine novations not qualifying for IP protection because unorigidi garantire la tutela reciproca dei diritti degli autori. Vale la nal, obvious, generic, or otherwise outside thè bounds o f IP pena citare anche l’Accordo TRIPs (The Agreement on Tra- (e.g., téléphoné directories, fonts, incrementai technical in­ de Related Aspects o f Intellectual Property Rights), messo a novation, genericided tradeinarks such as aspirin, new phypunto nel 1994 dall’Organizzazione mondiale del commer­ sical exercises, folklore, grocery lists, blank forms); words, cio (WTO), sulla cui base le nazioni aderenti - ovvero quasi names, numbers, symbols, signs, rules o f grammar and dic­ tutte le nazioni mondiali - devono accogliere le condizioni tion, punctuation”, in Pa m e l a A n d e r s o n , Digital Information, contenute nella Convenzione di Berna. Digital Networks, and The Public Domain, paper presentato alla 8 Una piccola nota a margine sulle opere orfane, ovvero quel­ Conferenza sul Pubblico Dominio della Duke Law School le tutelate dal diritto d ’autore ma i cui autori o altri aventi nel 2001, p. 84, <http://law.duke.edu/pd/papers/samuelson. diritto non siano noti o reperibili. Il recentissimo decreto le­ pdf>, ultimo accesso 22 settembre 2014. Biblioteche oggi • novembre 2014 57 12Termine derivato dal Manifesto del pubblico dominio, elabo­ rato dal network europeo tematico COMMUNIA e accessibi­ le on line, <http://www.publicdomainmanifesto.org/italian>, ultimo accesso 13 ottobre 2014. 13 Ci riferiamo per esempio a normative, a decisioni giuridi­ che e amministrative ecc. 14 E il caso tipico delle Creative Commons Public Licenses (CCPL) che, basate sul modello “alcuni diritti riservati”, ren­ dono possibile all’autore indicare in maniera chiara e sempli­ ce a quali condizioni è soggetta la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera. “Le licenze Creative Com­ mons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d’autore”, si veda <http://wwvv.creativecornmons.it/>, ultimo accesso lu­ glio 2014. 15 Le Creative Commons Public Licenses (CCPL), sotto il pro­ filo del pubblico dominio, mettono a disposizione due stru­ menti: il “marchio di pubblico dom inio”, il cui utilizzo è rac­ comandato per quelle opere i cui diritti sono scaduti in ogni giurisdizione; la licenza CCO attraverso cui un autore opera la donazione al pubblico dominio della propria opera in tu t­ to il mondo. 16 II concetto di fair use (uso equo o corretto) è tipico dell’or­ dinamento giuridico statunitense e prevede l’utilizzo del materiale protetto da copyright in determinate circostanze, senza necessità di autorizzazioni da parte dell’autore. A tito­ lo esemplificativo ricordiamo che l’uso di materiale protet­ to da copyright può essere considerato corretto per finalità di critica, commento, informazione, insegnamento, istru­ zione o ricerca. 1 vari paesi hanno regole diverse sull’utilizzo del materiale senza l’autorizzazione del titolare del copy­ right. All’interno di molte giurisdizioni consuetudinarie del Commonwealth vige un concetto simile, chiamato fairdealing (trattam ento corretto o leale o equo) che, in maniera meno flessibile del fair use americano, prevede un insieme enume­ rato delle possibili difese contro u n ’azione per l’infrazione del diritto esclusivo di copyright. In Italia l’articolo 70 del­ la legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d ’autore, così come modificata dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, “At­ tuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d ’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione”, richiama il regime del fair use sta­ tunitense. 17 Per maggiori notizie sul Centro NEXA per Internet & So­ cietà si veda <http://nexa.polito.it/>. 18 Per il Progetto COMMUNIA si veda <http://com niuniaproject.eu>. 19 Per una definizione delle opere orfane si può consultare la voce di Wikipedia <http://it.wikipedia.org/wiki/Opere_orfane>. 2(1 Si veda il Manifesto del pubblico dominio, accessibile online, <http://www.publicdomainmanifesto.org/italian>. 21 Per la giornata del pubblico dominio si veda <http://www. publicdomainday.org>. 22 Informazioni dettagliate sulle attività e corsi della Fon­ dazione e Liceo Teatro Nuovo si possono trovare in rete, <http://www.teatronuovo.torino.it/>. 23 Si veda il portale sul pubblico dominio gestito dal Politec­ 58 nico di Torino, <http://digit.biblio.polito.it/pubdom .htm l>. 24 A Piero Martinetti e Camillo Olivetti sono stati dedica­ ti due opuscoli informativi che ripercorrono i tratti salien­ ti delle biografie, aneddoti, fotografie, carte d’archivio e una breve bibliografia delle opere. Tutti i materiali, ulteriori oc­ casioni di disseminazione di informazioni e di approfon­ dimento per gli studenti, sono stati distribuiti in versione cartacea durante gli spettacoli nelle diverse sedi delle biblio­ teche e ora sono accessibili e liberamente scaricabili online sul portale “Deposito digitale” del Politecnico di Torino: Pie­ ro M artinetti, <http://digit.biblio.polito.it/images/piero_ martinetti_web.pdf>, Camillo Olivetti, <http://digit.biblio. polito.it/pubblico_dominio/olivetti.html>. 25<http://www.unito.it/unitoWAR/page/biblioteche4/B073/ B073_Pubb!ico_Dominiol>. 26 Si veda per i dettagli relativi ad #hackUniTO 2014 la piat­ taforma dedicata, <http://www.hackunito.it/>. 27 La psiche degli animali, pubblicato originariamente nella rac­ colta Saggi e discorsi, Torino, Paravia, 1926, e ripubblicato in P ie r o M a r t in e t t i , Pietà versogli animali, a cura di Alessandro Di Chiara, Genova, Il melangolo, 1999. 28 Voce “Piero M artinetti” in Wikipedia <http://it.wikipedia. org/wiki/Piero_Martinetti>, ultimo accesso 22 settembre 2014. 29 Si veda la Fondazione “Piero M artinetti”, <http://www.fon dazionem artinetti.unito.it/node/8>, ultimo accesso 22 set­ tembre 2014. 30 Si veda la collezione dedicata al filosofo Piero M artinet­ ti sulla piattaforma dell’Università di Torino DigitUniTO, <http://w w w .om eka.unito.it/om eka/collections/show /15>. La piattaforma dedicata alle collezioni e fondi digita­ li dell’Università di Torino è stata realizzata, all’interno del gruppo di progetto “Digitalizzazione, conservazione e pro­ getti europei” (2010-2013), da: Diego Arduino, Oriana Bozzarelli, Maria Cassella, Mosè Conte, Cristina Ferrus, Ales­ sandro Leccese, Donatella Mutti, Paola Novaria, Claudio Ruggeri, Giulia Scarcia e Lorella Spertino. 31 Per una bibliografia sulle dual use libraries o joint-use libraries, si può consultare <http://www.ala.org/toolslibfactsheets/ alalibraryfactsheet20>, ultimo accesso 12 ottobre settembre 2014. 32 Si veda A n n a G a l l u z z i , La biblioteca nella città: nuove prospet­ tive di un servizio pubblico, Roma, Carrocci, 2009. Molto inte­ ressante è la recensione di Virginia Gentilini al libro di Anna Galluzzi (in “Bibliotime”, 2009, n. 2) in cui i cinque model­ li di biblioteche presentati nel testo vengono sinteticamen­ te così proposti: “La biblioteca-spazio urbano, ad esempio, risponde al bisogno di condivisione fisica di spazi e attivi­ tà, al bisogno comunitario che nasce in risposta all’oppo­ sta tendenza alla mobilità continua delle persone nella cit­ tà. La biblioteca di nicchia occupa una diversa dimensione, quella della specializzazione propria delle nicchie di merca­ to, con una particolare enfasi posta sulle collezioni e su ser­ vizi di consulenza ad alto livello. Il modello concettuale en­ tro cui la biblioteca speciale viene qui rivisitata è quello della coda lunga reso ormai famoso dalFomonimo libro di Chris Anderson. La biblioteca esperienziale fa del proprio focus di Biblioteche oggi • novembre 2014 attenzione l’utente finale, la sua fruizione e il suo grado di coinvolgimento e di soddisfazione nell’essere utente della bi­ blioteca, mettendo in un certo senso in secondo piano beni e servizi. La qualità dell’assistenza fornita, la presenza di ser­ vizi innovativi e personalizzati, persino la qualità estetica e architettonica del luogo incidono su questo modello. La bi­ blioteca-libreria costituisce invece il modello che fa proprie le suggestioni derivanti dagli esempi commerciali a disposi­ zione, con particolare attenzione a elementi quali la varietà delle collezioni ma anche la loro presentazione fisica, gli ora­ ri di apertura allargati, il comfort e l’aggiunta di servizi ag­ giuntivi come caffetterie e simili”. BIBLIOGRAFIA Digital information, digitai networks, and thè public domain, paper presentato alla Conferenza sul Pubbli­ co Dominio della Duke Law School nel 2001, accessibile online, <http://law.duke.edu/pd/papers/samuelson.pdf>, ultimo accesso 22 settembre 2014. Yo c h a i B e n k l e r , La ricchezza della rete: la produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le libertà, Milano, EGEA, 2007. D a v id B o l l i e r , Why thè public domain matters: thè endangered wellspring o f creativity, commerce and democracy, New Ameri­ ca Foundation, Public Knowledge, 2002. J a m e s B o y l e , The public domain: enclosing thè commons of thè mind, New Haven, Yale University Press, 2008. C e c il ia C o g n i g n i , Recensione di Anna Galluzzi, La biblioteca nella città: nuove prospettive di un servizio pubblico, in “Biblio­ teche oggi”, settembre 2009, p. 71-72. 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This experience is important for thè community because it confirms thè relationship between public domain, copyright and creativity. Particularly thè project offers différent activities in libraries and in other spaces, for example thè flash mobs with Liceo Teatro Nuovo’s students that present plays of authors in public domain (selected each year), bibliographies and digitized documents. This experience confirms that thè collaboration among différent kind of libraries and competencies of accademie and public librarians are an important aim for thè librarian professional community. v Biblioteche oggi • novembre 2014 59