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Nonio Marcello. De conpendiosa doctrina. Libri I- III. Volume I

SISMEL  Edizioni del Galluzzo
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· Millennio Medievale · 104/1· Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 DE CONPENDIOSA DOCTRINA ROSANNA MAZZACANE SISMEL · EDIZIONI DEL GALLUZZO ELISA MAGIONCALDA Nonio Marcello con la collaborazione di PAOLO GATTI introduzione di LIBRI I-III a cura di FIRENZE 2014 I · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 · Millennio Medievale · 104/1 MILLENNIO MEDIEVALE 104/1 Testi 23/1 Edizione pubblicata con il contributo del MIUR, nell’ambito del bando PRIN (DM n. 30 del 12 febbraio 2004), del DARFICLET dell’Università degli Studi di Genova e del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Filologici dell’Università degli Studi di Trento SISMEL · EDIZIONI DEL GALLUZZO via Montebello, 7 · I-50123 Firenze tel. +39.055.237.45.37 fax +39.055.239.92.93 galluzzo@sismel.it · order@sismel.it www.sismel.it · www.mirabileweb.it Nonio Marcello, De conpendiosa doctrina, Vol. I ISBN 978-88-8450-461-6 © 2014 - SISMEL . Edizioni del Galluzzo Nonio Marcello DE CONPENDIOSA DOCTRINA Edizione critica a cura di PAOLO GATTI, ROSANNA MAZZACANE, EMANUELA SALVADORI già diretta da FERRUCCIO BERTINI e GIUSEPPINA BARABINO I LIBRI I-III a cura di ROSANNA MAZZACANE con la collaborazione di ELISA MAGIONCALDA introduzione di PAOLO GATTI FIRENZE SISMEL · EDIZIONI DEL GALLUZZO 2014 SOMMARIO VOLUME I INTRODUZIONE, di Paolo Gatti XI Nonio Marcello e la Conpendiosa doctrina XVII La tradizione manoscritta XXI Le edizioni XXIV Edizioni e viri docti che ricorrono abbreviati nell’apparato critico XXIX Autori citati DE CONPENDIOSA DOCTRINA (LIBRI I-III) 3 Nota al testo, di Rosanna Mazzacane 9 Index librorum 10 I. De proprietate sermonum 117 II. De honestis et nove veterum dictis per litteras 333 III. De indiscretis generibus per litteras DE CONPENDIOSA DOCTRINA LIBRI I-III
introduzione XI Paolo Gatti INTRODUZIONE NONIO MARCELLO E LA «CONPENDIOSA DOCTRINA»1 Non sappiamo quasi nulla di Nonio: nei manoscritti in cui è tràdita la Con- pendiosa doctrina, l’unica sua opera che ci è pervenuta, Nonius Marcellus è detto peripateticus T<h>uburgicensis, grafia scorretta o alternativa quest’ultima per Thubursicensis. Peripateticus, inoltre, non dovrebbe corrispondere a un vero e proprio filosofo, ma a un grammaticus, un uomo di lettere, una sorta di mae- stro di scuola. Nonio, dichiarandosi peripateticus, non volle pertanto atteggiar- si a filosofo, ma piuttosto ribadire i suoi interessi in ambito linguistico e let- terario2. L’aggettivo Thubursicensis si riferisce, invece, alla località di prove- nienza. Thubursicum o Thubursicu è infatti il nome di due città dell’Africa Pro- consolare3: Thubursicum Bure – oggi Téboursouk, nella Tunisia settentrionale, – e Thubursicum Numidarum – oggi Khamissa, nell’Algeria nord occidentale4. È probabile che la patria di Nonio debba essere identificata con la seconda, che ebbe presumibilmente una vita culturale piuttosto sviluppata: in essa si tro- vano i resti di un imponente teatro ed è attestata anche la presenza della gens Nonia, con un Nonius Marcellus Herculius nel 326-3335 e un altro – o lo stes- so? – Nonius citato in un’altra iscrizione frammentaria6. Meno precisi possiamo essere quando cerchiamo di stabilirne la datazione: mancano elementi esterni muniti di una ragionevole consistenza. Nonio visse certamente dopo Aulo Gellio, autore da cui trasse numerosissimi passi senza 1. Per maggiori approfondimenti rimando a P. Gatti, Nonio Marcello e la Compendiosa doctri- na, in The Latin of Roman Lexicography, ed. by R. Ferri, Pisa-Roma 2011, pp. 49-62. 2. Cfr. anche F. Della Corte, I modelli di Nonio, in Studi noniani XII, Genova 1987, p. 35. 3. C. Lepelley, Les cités de l’Afrique romaine en bas-empire, II, Paris 1981, pp. 206-17. 4. Cartes des routes et des cités de l’est de l’Africa à la fin de l’antiquité, cur. J. Desanges - N. Duval - C. Lepelley - S. Saint-Amans, Turnhout 2010, p. 260. 5. CIL VIII 4878 = ILS 2943. 6. ILAlg I 1287. XII paolo gatti mai menzionarlo7. Il terminus post quem ci rinvia, quindi, a un periodo poste- riore alla metà del II secolo – Gellio nacque, con tutta probabilità, tra il 125 e il 130 –. Prisciano è poi il più antico autore che conosce sicuramente l’ope- ra di Nonio – lo cita almeno tre volte8. Se teniamo conto dei terminus, quello post quem (Gellio, nel II secolo) assai alto rispetto al terminus ante quem (Pri- sciano, che risale alla prima metà del VI secolo), saremmo autorizzati a collo- care cronologicamente Nonio in un periodo tanto ampio quanto incerto: dalla seconda metà del II a tutto il V secolo, o addirittura ai primi del VI. Nel 2001, Marcus Deufert9 ha cercato di collocare cronologicamente Nonio sulla base di alcune osservazioni sulla lingua e sugli aspetti esteriori che dovevano caratterizzare sia le fonti utilizzate – poste, a suo parere, parte su rotoli, parte su codici – sia la stessa Conpendiosa doctrina10. Secondo il suo ragionamento Nonio sarebbe vissuto nel V secolo. Egli, per trarre questa con- clusione, si concentra su espressioni che apparterrebbero, in quanto ‘sermo hodiernus’11, al periodo in cui opera Nonio – per esempio deputati, posteri dies, mafurtium, lectuaria syndo – e che non sembrano attestate prima del tardo IV secolo12. Lo stesso vale anche per altre espressioni che sono riconducibili al ‘sermo grammaticus’ di Nonio – per esempio manifestator, informare costruito con l’accusativo e l’infinito: questi vocaboli e locuzioni sono utilizzate nell’il- lustrazione delle voci13. Per quanto riguarda invece la forma esterna della Conpendiosa doctrina, Deu- fert è convinto che essa sia stata concepita per essere trascritta su un codice e non per essere affidata a volumina. La stessa forma esterna sarebbe stata anche quella di buona parte delle sue fonti che, per lo più, si troverebbero trascritte su codici e, solo alcune, sarebbero ancora su rotoli. Una realtà di questo tipo, secondo Deufert, non contraddice le osservazioni fatte sulla lingua perché attorno all’anno 400 i codici avevano già da tempo preso il sopravvento sui 7. A questo proposito si veda R. Mazzacane, Nonio e Gellio: ipotesi sulla genesi del II libro del De compendiosa doctrina, in «Sandalion» 8-9 (1985-1986), pp. 181-202. 8. F. Bertini, Nonio e Prisciano, in Studi noniani III, Genova 1975, pp. 57-96. Echi noniani sem- brano rintracciabili anche in Fulgenzio il Mitografo, anch’egli, come Prisciano, databile al VI seco- lo: cfr. F. Bertini, Nonio e Fulgenzio, in Studi noniani II, Genova 1972, pp. 33-60. 9. M. Deufert, Zur Datierung des Nonius Marcellus, in «Philologus» 145 (2001), pp. 137-49. 10. In precedenza si cercava di datare Nonio partendo dalla datazione dei più recenti auto- ri citati. 11. Questa espressione è stata introdotta da Lindsay nella sua edizione: Nonius Marcellus, De compendiosa doctrina libros XX Onionsianis copiis usus edidit W. M. Lindsay, III, Lipsiae 1903, pp. 992-5. Si veda anche, più avanti, la nota 13. 12. Deufert, Zur Datierung cit., p. 147. 13. Con locuzioni del tipo: nunc dicimus, in consuetudine, e simili, Nonio aveva caratterizzato inve- ce il cosiddetto ‘sermo hodiernus’ ricordato sopra. introduzione XIII rotoli, che, ormai non più sul mercato, potevano rimanere a disposizione degli utenti delle biblioteche. L’ipotesi di Deufert, che colloca Nonio a cavallo tra il IV e il V secolo è quin- di, a mio avviso, sostenuta da indizi tutt’altro che trascurabili: le sue considera- zioni sulla lingua sono provviste, infatti, di un notevole peso. Meno probante per una datazione sembra essere invece il ragionamento basato sulla forma esterna delle fonti, poiché il passaggio da rotolo a codice viene a collocarsi in un lasso di tempo assai ampio, troppo ampio per stabilire dati cronologici sufficientemente precisi14. Comunque sia, mi pare condivisibile l’affermazione secondo la quale Nonio possa essere stato attivo intorno all’anno 400 o poco dopo. L’opera di Nonio Marcello è intitolata Conpendiosa doctrina ad filium: bene hanno fatto gli editori (a partire già dall’edizione Aldina del 1513) a espun- gere il per litteras, che nell’archetipo è accostato a questo titolo e che è stato, con tutta probabilità, inserito per influenza dell’ordinamento alfabetico dei lemmi presente soltanto in alcuni libri – il II, il III, il IV –, non certo in tutti. Si è anche ipotizzato che tale ordinamento alfabetico, costruito, come accade comunemente, solo sulla prima lettera, sia la conseguenza di un intervento posteriore di qualche lettore – copista o utente – dell’opera15. La Conpendiosa doctrina, articolata in venti libri, è un lavoro di notevole ampiezza, che già nel titolo rivela un duplice intento programmatico: brevità e insegnamento16. I libri affrontano, ognuno, differenti aspetti della lessicografia e sono disposti secondo uno schema particolare, che costituisce il piano dell’o- pera. Ogni citazione di autore è stata inserita da Nonio nella Conpendiosa doctri- na in base a una ben precisa esigenza prestabilita. I libri I-XII sono dedicati a fenomeni di tipo linguistico, per lo più morfologici o polisemici. I libri dal XIII al XX presentano invece elenchi di vocaboli raggruppati a seconda del loro ambito semantico: imbarcazioni, capi di abbigliamento, recipienti, calzature, colori degli indumenti, cibi e bevande, armi, rapporti di parentela. Nonio al lemma fa seguire un’interpretazione più o meno precisa, più o meno estesa. Vengono quindi riportati uno o più passi di autori, che con la 14. Bisogna infatti collocare i primi codici almeno nel II secolo (cfr. ad es. C. N. Roberts - T. C. Skeat, The Birth of the Codex, London 1985). Deufert non è il primo studioso che si concentra sui supporti materiali dei testi per datare la Conpendiosa doctrina: già P. L. Schmidt, Grammatische und glossographische Materialquellen des Nonius, in P. L. Schmidt - R. Herzog (eds.), Handbuch der lateini- schen Literatur der Antike, IV, München 1993, p. 239, e altri avevano cercato la percorribilità di que- sta strada, giungendo a conclusioni simili. 15. W. M. Lindsay, Nonius Marcellus II.-IV., in «The Classical Quarterly» 24 (1930), p. 53. 16. F. Della Corte, I modelli di Nonio cit., p. 28: «compendiosus indica il condensare molta mate- ria in poco spazio ...; doctrina corrisponde a paivdeusiı». XIV paolo gatti loro auctoritas attestano quanto si è affermato nell’interpretazione. Il lemma può comparire anche sotto forme differenti della sua declinazione e della sua coniugazione: la presenza di lemmi che non sono posti al nominativo singola- re o al presente indicativo o all’infinito evidenzia chiaramente che Nonio trae spunto dalla citazione. Gli autori scelti come auctoritates risalgono in massima parte al periodo repubblicano, con una predilezione per i poeti; numerosi sono gli autori di cui non ci è giunta l’opera intera e per i quali Nonio, che si ser- viva evidentemente di una biblioteca piuttosto ben fornita, rappresenta un’in- dispensabile fonte indiretta. Molti studiosi si sono occupati del criterio seguito da Nonio nel comporre l’opera17, ma solo Lindsay, ultimo editore della Conpendiosa doctrina, ha rico- struito in maniera accurata e convincente l’elenco degli auctores, una quaranti- na, su cui il lessicografo basò la sua opera. Essi, come pare, sarebbero stati a sua disposizione sia in rotoli di papiro sia in codici. Lindsay individua anche l’ordine nel quale questi furono utilizzati18. Nonio procede in maniera metodica: le fonti da cui trae gli esempi, le auc- toritates, vengono utilizzate in una successione costante, che è mantenuta, poi, per ogni opera citata all’interno di ogni nucleo e anche all’interno di ogni opera. Questa scoperta di Lindsay è stata ormai generalmente accolta, pur con qualche puntualizzazione, da gran parte della critica. Nei casi in cui la fonte ci è pervenuta per tradizione diretta, possiamo verificare che l’ordine secondo il quale Nonio riporta le sue citazioni coincide infatti abbastanza bene con quello della collocazione originaria nell’opera da cui sono tratte. L’intuizione di Lindsay, geniale, ma talora di complessa verifica pratica, è nota come lex Lindsay. Questa lex, in seguito approfondita, attentamente esaminata, qua e là criticata, ma solo in parte, da altri studiosi, come Strzelecki19 e, in maniera particolare, da Francesco Della Corte20, è stata elaborata da Lindsay nel volu- metto Nonius Marcellus’ Dictionary of Republican Latin, pubblicato a Oxford nel 190121: numerose tabelle, elenchi, riconducono, una per una, le tantissime citazioni presenti nella Conpendiosa doctrina a ciascuna delle fonti individuate. 17. Cfr. W. Strzelecki, Nonius Marcellus, in RE, XVII (1936), c. 888. 18. W. M. Lindsay, Nonius Marcellus’ Dictionary of Republican Latin, Oxford 1901. Ogni fonte è un nucleo – un codice o uno o più rotoli di papiro – a cui corrispondono sovente più opere. 19. W. Strzelecki, Zur Entstehung der Compendiosa doctrina des Nonius, in «Eos» 34 (1932-3), pp. 119-29; Id., De Flavio Capro Nonii auctore, Kraków 1936; Id., Nonius Marcellus cit., cc. 890-4. 20. F. Della Corte, La lex Lindsay e i frammenti di Varrone citati da Nonio, in Id., Opuscula, IV, Genova 1973, pp. 263-319 (il contributo era apparso in precedenza in Id., Varrone il terzo gran lume romano, Genova 1954, pp. 321-77). 21. Si veda sopra la n. 18. Esso precede quindi cronologicamente l’edizione, che sarà pubblica- ta dallo studioso scozzese due anni dopo. introduzione XV La lex Lindsay è senza dubbio di importanza fondamentale per lo studio della Conpendiosa doctrina. Essa, innanzi tutto, aiuta a comprendere il metodo di lavoro, il procedere pratico di Nonio. In secondo luogo, ma cosa altrettan- to considerevole, contribuisce a ristabilire in alcuni casi la successione origi- naria dei frammenti citati, frammenti tratti da opere che non ci sono perve- nute per tradizione diretta e che sono presenti nell’elenco delle fonti del nostro grammatico22. Già altrove23, prendendo le mosse da quanto suggerisce la lex Lindsay, avevo avanzato una proposta per illustrare il procedimento pratico seguito da Nonio nella preparazione della Conpendiosa doctrina. E Nonio, nell’attenersi al suo metodo, è comunque decisamente costante. Si può pertanto supporre che Nonio abbia redatto uno schema della sua opera, in altre parole che abbia avuto ben chiaro quali fossero i venti libri della Conpendiosa doctrina, e quale sarebbe stato, in teoria, il loro contenuto. A que- sto proposito Della Corte pensa, giustamente, a venti canoni di giudizio che Nonio mette in atto nella costruzione dell’opera24: il grammatico avrebbe passato in rassegna i testi di tutte le opere contenute negli astucci dei rotoli e nei codici, che aveva posto alla base della sua indagine25. Durante questa let- tura, che si potrebbe definire ‘a tappeto’, Nonio avrebbe, in qualche maniera, contrassegnato tutti i vocaboli che riteneva adatti ad essere inseriti in uno e, qualche volta, anche in più di uno dei venti libri della sua opera. A questo punto, o in un momento successivo alla prima lettura completa26, Nonio avrebbe compilato delle schede mobili, almeno una per ogni vocabolo preso in considerazione. Le schede sarebbero state, pertanto, suggerite dal testo della citazione e sarebbero costituite da tre parti: il lemma – per lo più così come compare nel contesto dell’opera in cui si trova, senza essere ricondotto al nominativo singo- lare per nome o aggettivo, o alla prima persona dell’indicativo presente o all’in- finito per un verbo –; l’interpretazione – redatta all’occasione da Nonio – di estensione variabile; infine il passo d’autore che avrebbe dato origine al lemma, 22. L’operazione di ricostruzione e di ricollocazione dei frammenti nell’opera da cui sono stati tratti deve però essere effettuata con estrema cautela. 23. Si veda la nota 1. 24. F. Della Corte, La lex Lindsay cit., p. 264. 25. Quali siano queste opere e in quale ordine Nonio le abbia esaminate è appunto, come si è visto, l’oggetto della lex Lindsay. 26. In questo caso Nonio avrebbe segnalato con qualche annotazione sui testi che leggeva i passi da utilizzare, e avrebbe potuto lasciare a qualche servus litteratus il seguito dell’operazione di raccol- ta delle citazioni. XVI paolo gatti introdotto come auctoritas. Per qualche vocabolo, degno di comparire in più di un libro, Nonio avrebbe redatto più di una scheda, una per ogni collocazione, cioè futuro libro, prevista. Ovviamente le interpretazioni sarebbero state redat- te adattandole rispettivamente agli argomenti dei libri programmati. Nonio si sarebbe procurato venti cassette-schedario, ognuna per ogni libro della Conpendiosa doctrina, dove avrebbe inserito, man mano che venivano pre- parate, una dopo l’altra, le schede, mantenendo in questo modo l’ordine secon- do il quale aveva consultato i testi base corrispondente a quello in cui le cita- zioni vi comparivano. Ogni volta che, nella lettura delle opere, Nonio si imbat- teva in un vocabolo che aveva già trattato, ammesso che se ne fosse ricordato, inseriva la relativa nuova scheda subito dopo quella, che può essere definita pri- maria, allestita in precedenza per lo stesso vocabolo, e già collocata nella cas- setta-schedario. Terminate queste operazioni, avrebbe ricopiato, o fatto ricopia- re, il tutto, di seguito, scheda dopo scheda, in un’opera dall’assetto unitario e sarebbe intervenuto sul testo per rifinirlo e, soprattutto, per connettere meglio citazioni, di autori o di opere diverse, disposte sotto un unico lemma27. Se tale ricostruzione è attendibile, il modo di procedere di Nonio sembra semplice, lineare. Bisogna anche tenere conto, però, che le attività umane sono difficilmente riconducibili a leggi con validità universale e costante. Non ci si deve, quindi, meravigliare se talora qualcosa non quadri: una scheda può essere stata collocata nel posto sbagliato o può nascere qualche confusione al momento di raccogliere il materiale, schedandolo, o al momento di trascri- verlo nel corpo dell’opera. Alcuni autori citati sono difficilmente riconducibili, o non lo sono affatto, alla serie delle fonti proposta da Lindsay e dallo stesso collocata alla base della sua lex: spesso potrebbe trattarsi di annotazioni marginali o interlineari pre- senti in esse. Il problema si presenta, soprattutto, per autori cronologicamen- te più vicini, o, a seconda della datazione che si accoglie, decisamente vicini a Nonio. Da dove provengono le citazioni di Apuleio o di Settimio Sereno o di Masurio Sabino? Ma anche citazioni un poco più antiche, come le cinque di Orazio o quelle di Levio? Bisogna ipotizzare letture saltuarie, più o meno 27. D. Churchill White, The Method of Composition and Sources of Nonius Marcellus, in Studi nonia- ni VIII, Genova 1980, pp. 118-21, aveva piuttosto pensato a elenchi dei passi, fatto che rendereb- be quasi impossibile l’inserimento delle citazioni individuate in un momento successivo alla prima, quelle cosiddette secondarie, che non danno luogo a un lemma e che sono assai numerose. La solu- zione molto più pratica delle cassette-schedario, che avevo avanzato per la prima volta in P. Gatti, Introduzione a Nonio Marcello, in Prolegomena Noniana III, a cura di F. Bertini, Genova 2004, p. 17, è stata successivamente ripresa da J. Velaza, La lex Lindsay y el método de trabajo de Nonio Marcelo: hacia una formulación flexible, in «Emerita» 75 (2007), pp. 225-54. introduzione XVII occasionali, di Nonio? Letture fatte al di fuori del canone ricostruito da Lind- say – di autori non così antichi come quelli elencati nella Lex Lindsay? I venti libri, in cui è strutturata la Conpendiosa doctrina, sono di lunghezza molto variabile: dalle 336 pagine dell’edizione Lindsay del IV libro intitolato De varia significatione sermonum per litteras, alle 4 pagine del libro XVIII, De colo- re vestimentorum, per arrivare alla sola pagina scarsa del XX libro, De propinqui- tate. Libri con tale diversità di grandezza si adattano a codici più che a rotoli: oramai è andata del tutto perduta l’equivalenza un tempo tradizionale tra libro e rotolo. È evidente che tale difformità debba necessariamente risalire alla varia consistenza del contenuto, già nella fase di programmazione: i nomi che defi- niscono le relazioni di parentela sono certamente meno numerosi, per fare un esempio, dei vocaboli che possono avere usi anomali. Ma ci troviamo sicura- mente di fronte anche a tagli avvenuti durante la tradizione manoscritta: in par- ticolare i libri più brevi presentano spesso lemmi privi di interpretazione, cioè al lemma segue direttamente una citazione, oppure, più raramente, lemmi seguiti dall’interpretazione, ma privi della citazione di autore28. Non sembra invece possibile ipotizzare un’opera incompiuta, alla quale Nonio non avrebbe più posto l’ultima mano per inserire definizioni o citazio- ni ancora mancanti. Il modus operandi di Nonio, come è stato qui descritto, proprio perché prevede una compilazione ‘in contemporanea’ di tutti i venti libri che ha origine dalle citazioni, lo escluderebbe. I lemmi, come si è detto, sono suggeriti sempre dalla citazione, per cui, almeno teoricamente, non si dovrebbero incontrare lemmi che ne sono privi. LA TRADIZIONE MANOSCRITTA La tradizione manoscritta della Conpendiosa doctrina è costituita da una quindicina di codici prodotti in età carolingia, tutti riconducibili a un arche- tipo, caratterizzato da molti guasti29, di provenienza, probabilmente, anglo- sassone. Esso sembra essere presente a Tours verso la fine dell’VIII secolo. Numerosissimi sono invece i testimoni di età umanistica30. 28. Si trova in questo stato tutto il XX libro, l’ultimo, De propinquitate. 29. Caratteristica comune a tutta la tradizione, oltre alla scomparsa del XVI libro, è lo sposta- mento di un foglio dell’archetipo dal IV libro all’inizio dell’opera. Si veda anche L.D. Reynolds, Nonius Marcellus, in Texts and Transmission. A Survey of the Latin Classics, Oxford 1983, pp. 248-52. 30. G. Milanese, Censimento dei manoscritti noniani, Genova 2005, elenca complessivamente 144 manoscritti superstiti, ed è possibile che altri vi possano essere aggiunti. Cfr., ad esempio, la mia recensione a questo Censimento in «Aevum» 81 (2007), pp. 141-2.
introduzione V PIANO DELL’OPERA VOLUME I, cur. R. Mazzacane, coll. E. Magioncalda INTRODUZIONE, di Paolo Gatti Nonio Marcello e la Conpendiosa doctrina La tradizione manoscritta Le edizioni Edizioni e viri docti che ricorrono abbreviati nell’apparato critico Autori citati DE CONPENDIOSA DOCTRINA (LIBRI I-III) Nota al testo Index librorum I. De proprietate sermonum II. De honestis et nove veterum dictis per litteras III. De indiscretis generibus per litteras  VOLUME II, cur. P. Gatti DE CONPENDIOSA DOCTRINA (LIBER IV) Nota al testo IV. De varia significatione sermonum per litteras  VOLUME III, cur. P. Gatti e E. Salvadori DE CONPENDIOSA DOCTRINA (LIBRI V-XX) Nota al testo VI piano dell’opera V. De differentia similium significationum VI. De inpropriis VII. De contrariis generibus verborum VIII. De mutata declinatione VIIII. De numeris et casibus X. De mutatis coniugationibus XI. De indiscretis adverbiis XII. De doctorum indagine XIII. De genere navigiorum XIIII. De genere vestimentorum XV. De genere vasorum vel poculorum XVI. De genere calciamentorum XVII. De colore vestimentorum XVIII. De generibus ciborum vel potionum XVIIII. De genere armorum XX. De propinquitate  VOLUME IV, cur. P. Gatti INDICI Indice dei lemmi Indice delle citazioni