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Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité, 2000
Sulla base dei ritrovamenti avvenuti nell'angolo sudoccidentale delle Terme di Traiano sul Colle Oppio, dove è stato rinvenuto un grande edificio con un affresco di "Città Dipinta", si cerca di ricostruire l'architettura e la topografia precedente la costruzione delle Terme stesse.
exhib. catal. (Napoli, Maschio Angioino, 29 May-8 June 2014)
Geostorie. Bollettino e Notiziario del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, 2000
Guido DʼAgostino Editoriale [3] Luca Molinari, Chiara Ingrosso Premessa [8] GUERRA E PACE Jean-Louis Cohen Lʼarchitecture mobilisée [15] Paolo Scrivano From Housing to Home: A Reading of the Americanization of Postwar Italian Architecture [23] Luca Molinari Italia e America ʼ900 [35] Chiara Ingrosso Napoli 1943-1951. Scenari urbani di guerra e occupazione [42] IL CONTESTO Paolo De Marco Lʼoccupazione alleata a Napoli. I rapporti dei «liberatori» con la popolazione [53] MODELLI AMERICANI Benedetto Gravagnuolo Il sogno americano nellʼarchitettura dopo la guerra a Napoli [93] Pasquale Belfiore La Napoli degli Americani (in architettura) non fu americana [107] Jeffrey Schnapp Roberto A Neapolitan Designer in New York [115] Carmine Gambardella LʼArchitettura della Normalizzazione nel dopoguerra a Napoli [140] Elena Manzo Architettura degli Americani a Napoli: la Banca dʼAmerica e il Consolato [145] Anna Luigia De Simone Geografie di guerra tra arte, fotografia e cinema: Malaparte guarda Napoli [156] Carolina De Falco Un patrimonio architettonico e culturale: la base della Nato a Bagnoli e la scuola Montessori [170] Niroscia Pagano Il grattacielo della «American Italian Development Enterprises». Da confronto col Nuovo Mondo a colonizzazione culturale [176] Chiara Ingrosso Thanks America. Il quartiere UNRRA-CASAS di Fuorigrotta [187] TESTIMONIANZE Gordon Poole John Horne Burns: «A Napoli mi si spezzò il cuore» [196] Sud e Nord nel Mondo 2 MERIDIONE Giancarlo Cosenza La ricostruzione di Napoli nello slancio di libertà [203] Giuseppe Pignatelli Due per mille. Carlo Coen e lʼedilizia popolare a Napoli negli anni postbellici [209] PROIEZIONI Fabrizia Ippolito Dispersioni urbane. Paesaggi americani tra Napoli e Caserta [219] Raffaele Marone Learning from Gricignano. Note su architettura e «autenticità» [233] David Vine Yankee City in the Heart of the Camorra: The U.S. Military in Campania [243] APPARATI Adele Pugliese Il Collegio Ciano nelle planimetrie dellʼArchivio Storico della Fondazione del Banco di Napoli [265] Francesco Cacciapuoti La ricostruzione attraverso le pagine del «Risorgimento» [272] Sommario Sud e Nord nel Mondo 3 MERIDIONE Questo numero di «Meridione» torna ad approfondire temi e aspetti della storia di Napoli contemporanea, legati in particolare alla liberazione/occupazione alleata immediatamente a ridosso delle Quattro Giornate di settembre 1943 e protrattasi per alcuni anni. Per la Città, un momento cruciale, irto di tremende difficoltà di ogni genere, ma anche quello in cui si cerca l'uscita dal lungo tunnel della guerra, con il suo devastante strascico di dolore, miseria, distruzioni (non solo materiali). Per l'occasione, l'attenzione degli autori (autorevoli studiosi italiani e stranieri, prima convenuti al seminario-convegno organizzato sul tema, presso e a cura della Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli) di molti dei contributi presenti nel fascicolo (curato con competenza e dedizione massime da Chiara Ingrosso e Luca Molinari) risulta concentrata in particolare sull'impatto e sull'influenza esercitati, di fatto o tendenzialmente o semplicemente ipotizzati, segnatamente dagli americani, in ambito architettonico e urbanistico. Più precisamente, rispetto ad indirizzi, scelte e ad alcune realizzazioni concrete, riguardanti il territorio, sotto il profilo detto, e nel contesto più generale della complessa fase della ricostruzione/rimodellazione materiale della città, o almeno dell'avvio di essa. Un punto di vista e un corrispondente oggetto di analisi e di riflessione che richiedono certo competenze specifiche e che anche per questo non hanno trovato o trovano adeguato riscontro di interesse negli storici della politica e delle istituzioni, ma anche in quelli più attenti ai fenomeni sociali o culturali della realtà napoletana. Insomma, un terreno fertile per urbanisti e architetti, e, più ancora, per metodologi e studiosi di storia dell'architettura e dell'urbanistica, ai quali, comunque, nella circostanza, si sono affiancati (altro titolo di merito per gli ideatori e organizzatori dell'iniziativa) storici 'generali', nonché specialisti di relazioni culturali, di forme artistiche e della comunicazione. Anche in questi casi, ovviamente, con interventi di sicuro pregio e valore, come del resto il lettore potrà verificare direttamente. Chi scrive, dal canto suo, è tra quanti hanno avuto modo, ancora di recente e proprio su questa rivista (a. X, n. 4, ottobre-dicembre 2010), di dedicarsi al decennio di storia contemporanea napoletana compreso tra il Sud e Nord nel Mondo 5
l compositore quattrocentesco Guillaume Faugues gode oggigiorno di notorietà limitata -direi "di nicchia" -e solo recentemente, grazie a una nuova edizione critica dei suoi opera omnia 1 e all'incisione di alcune sue messe, 2 il suo nome sta uscendo da un ingiustificato oblio. 3 Egli, infatti, condivide la sorte di moltissimi suoi contemporanei, la cui scarsa conoscenza è quasi sempre indipendente dalla caratura compositiva, bensì legata a imponderabili cause che nel corso dei secoli hanno determinato la scomparsa di testimoni musicali e fonti documentarie consegnandoci, pertanto, solo ritratti sbiaditi e parziali. Di Faugues, per esempio, ci sono note solo sei messe a 4 voci 4 -Le serviteur, La basse danse, L'homme armé (in due versioni), Je suis en la mer e Missa vinus vina vinum -, non una chanson e nemmeno un mottetto, composizioni, queste, evidentemente perdute forse per sempre. Eppure egli fu un compositore per nulla secondario nella schiera dei cosiddetti "francofiamminghi"; già Sparks, per esempio, ne segnalò la statura compositiva insospettabilmente alta: «The two Masses of Faugues 5 […] reveal him as an outstandingly progressive composer I 1 Cfr. GUILLAUME FAUGUES, Opera omnia, a cura di Francesco Rocco Rossi, Fleurier, Éditions Musicales de la Schola Cantorum, 2014. 2 Cfr. GUILLAUME FAUGUES, Paradise Regained 1. The Sound and the Fury (Missae Le serviteur e Je suis en la mer), ORF, © 2007, SACD 3025, e GUILLAUME FAUGUES, Paradise Regained 2. The Sound and the Fury (Missae L'homme armé e Vinus vina vinum), ORF, © 2009, CD 3115. 3 Il primo -e per molto tempo unico -musicologo che si dedicò allo studio e alla diffusione delle opere di Faugues fu George C. Schütze, il quale dal 1959 al 1960 pubblicò un'edizione fotografica dei testimoni delle sue messe seguita in rapida successione dall'edizione critica e da un contributo analitico. Cfr. Opera omnia Faugues: facsimile of the compositions of Faugues from the manuscripts Trent 88-Trent 91; Cappella Sistina 14; Cappella Sistina 51; Verona DCCLXI; Modena M.1.13, a cura di George C. Schütze, New York, 1959; Collected works of Faugues, a cura di ID., New York, Institute of Mediaeval Music, 1960 e ID., An introduction to Faugues, New York, Institute of Mediaeval music, 1960. Si tratta indubbiamente di lavori pionieristici e importantissimi per la conoscenza dell'opera di Faugues, sebbene incompleti: manca, infatti, la Missa Vinus vina vinum. 4
"Politiche urbane per Roma. Le sfide di una Capitale debole", edited by Ernesto d’Albergo & Daniela De Leo, Sapienza Università Editrice, 2018 In questo contributo si confrontano tra loro le tre aree metropolitane italiane più popolose, analizzando le suddivisioni sub-comunali dei capoluoghi e gli altri comuni della città metropolitana: per Roma 155 zone urbanistiche e 120 comuni, per Milano 88 nuclei di identità locale e 133 comuni, per Napoli 30 quartieri e 91 comuni. Gli indicatori utilizzati per il confronto derivano dal Censimento ISTAT 2011, e sono relativi alle principali variabili che caratterizzano lo status demografico, sociale ed economico dei residenti.
RIASSUNTO La reinterpretazione critica di dati stratigrafici interessanti il sottosuolo della pianura del fiume Sarno, costituente la parte meridionale della Piana Campana, ha consentito di delineare un nuovo quadro delle caratteristiche stratigrafiche dei terreni vulcanici, Olocenici e Pleistocenici, di riempimento della Piana e in particolare dei depositi ignimbritici. In accordo con recenti studi vulcanologici è stata rile-vata la presenza nel sottosuolo della Piana di due livelli di tefra da flusso piroclastico; essi sono costituiti, dall'alto verso il basso, dalla Ignimbrite Campana (39.28±0.11 ka B.P.) presente prevalentemente nella facies del Tufo Grigio Campano e dalla Ignimbrite di Taurano (157.4±1.00 ka B.P.) in facies di tufo giallo. Nella zona pedemontana dei monti di Sarno sono stati rinvenuti in sondaggi mec-canici, al di sotto dell'Ignimbrite di Taurano, dei depositi marini alla quota di circa – 35 metri s.l.m. Ciò dimostra l'esistenza di una ingressione marina attribuibile ad una tarda fase del Pleistocene Medio e quindi più antica di quella eutirreniana come finora ipotizzato. Altri dati geognostici inoltre hanno portato a limitare l'estensione, nell'entroterra sarnese della suddetta trasgressione eutirreniana. E' stata inoltre rilevata l'esistenza di una fase tettonica post 39 ka B.P. di modesta entità, che ha dislocato il tetto del Tufo Grigio Campano senza dare luogo a manifestazioni vulcaniche come invece avvenuto nella Piana Campana a N del Somma-Vesuvio. ABSTRACT New knowledge about stratigraphy and the distribution of Quaternary ignimbrite deposits in the subsurface of the Sarno Plain. (Salerno-Campania)-southern Italy. The critical reinterpretation of stratigraphic data concerning the subsurface of the Sarno Plain, located in the south part of the Campania Plain, has produced a new picture of the stratigraphy characteristics of the Olocene and Pleistocene volcanic terrains that fill the Plain, in particular the ignimbrite deposits. In agreement with recent volcanological studies the presence of two pyroclastic flow deposits has been pointed out in the subsurface of the Sarno Plain. As a matter of fact below the Campanian Ignimbrite, (39.28±0.11 ky B.P.), mostly in the Campanian Gray Tuff facies, the Taurano Ignimbrite, (157.4±1.00 ky B.P.), in the yellow tuff facies, occurs. In addition a modest tectonic phase dislocating the Campanian Gray Tuff has also been pointed out. Moreover this tectonic phase, in the Sarno Plain was not characterized by volcanic activity contrary to what happened in the Campania Plain northward of Somma-Vesuvio. The recovery of marine deposits from the subsurface in the piedmont zone of Sarno Mountains, underlying the Taurano Ignimbrite at depth of 35 meters below sea level, indicates the existence of a marine trasgression older (Middle Pleistocene) than the eu-tyrrhenian period to which these deposits have been attribuited. This finding, in association with other geognostic and stratigraphic data, allows a reduction of the geographical extension of the eu-tyrrhenian trasgression in the Sarno Plain. Parole chiave: Piana del Sarno, tettonica quaternaria, stratigrafia del sottosuolo, depositi piroclastici, depositi marini, Ignimbrite Campana, Italia meridionale
Milano Produttiva 2022, 2022
Recuperiamo terreno, 2015
Eikón Imago 15 (2020), 2020
Storia d’Europa, IV. Il medioevo, IX, Strutture, preminenze, lessici comuni, a cura di S. Carocci, Roma, Salerno, 2007 pp. 89-134, 2007
Paesaggio urbano. Rivista bimestrale di architettura, urbanistica e ambiente, 2007
Patrimonio e tutela in Italia A cinquant’anni dall'istituzione della Commissione Franceschini (1964-2014) a cura di Andrea Longhi Emanuele Romeo, pp. 205-2018., 2017