Quando il paesaggio non era stato ancora inventato. Descriptiones locorum e teorie del paesaggio da Roma a oggi, in G. TESIO, G. PENNAROLI (a cura di), Lo sguardo offeso. Il paesaggio in Italia: storia geografia arte letteratura, Atti del convegno internazionale di studi, Vercelli, Demonte e Montà, 24-27 settembre 2008, Torino 2011, pp. 45-85
Si ringrazia l'editore per la gentile concessione della pubblicazione on line di una copia post-print dell'articolo
«Continua a mancare una | linea di indagine che tenti di sintetizzare tutti i fattori della letteratura, della... more «Continua a mancare una | linea di indagine che tenti di sintetizzare tutti i fattori della letteratura, della pittura, della descrizione di viaggio, della geografia, dell’agricoltura, della politica, della storia sociale e così via, e che, muovendo da confronti pertinenti, tenti di rispondere alla domanda fondamentale: nel mondo classico esisteva il paesaggio?» . Le pagine precedenti non hanno certo fornito la sintesi a tutto campo richiesta da Jakob, sintesi che per la sua complessità temo resterà per sempre un desideratum. Tuttavia, esse hanno almeno inteso fornire una risposta articolata e per quanto possibile sistematica alla domanda, ancorandola ad una nuova sistemazione del quadro teoretico di riferimento: il mondo ellenistico e romano percorre una sua particolare via come società inconsapevolmente paesaggistica, più matura e “moderna” in alcuni ambiti, meno in quello letterario, ove con l’ekphrasis si ritraggono quadri naturali, spesso con profonda sensibilità e straordinario nitore artistico, ma senza cogliere l’essenza del paesaggio quale noi lo percepiamo oggi.
"La doppia vita di una congettura: Pierre Grimal e il falso della *Topiografia", in "Vestigia notitiai, Scritti in Memoria di Michelangelo Giusta, a cura di Edoardo Bona, Carlos Lévy, Giuseppina Magnaldi, Edizioni Dell'Orso, Alessandria 2012, pp. 367-384
Diodorus Siculus 31, 18, 2, Valerius Massimus 5, 1, 1, Antoine Jean Letronne (1787-1848), Karl Woermann, Pierre Grimal, topia, topiarius, topographie, topiographie
Il rinvio a Grimal è ubiquo e quasi scontato sul giardino romano, non solo – come è giusto che sia – laddove il suo... more
Il rinvio a Grimal è ubiquo e quasi scontato sul giardino romano, non solo – come è giusto che sia – laddove il suo contributo è tuttora valido, ma anche in relazione a topia, topographia e *topiographia, termini di solito accolti senza discussioni dai filologi francesi e italiani. A ben guardare, tuttavia, è possibile distinguere ulteriormente al loro interno un gruppo più ampio, formato soprattutto da non specialisti del paesaggio, che accolgono e citano in blocco le tesi di Grimal, compreso il termine *topiographia.
Più ridotto, ma anche più competente e autorevole, è invece il gruppo (in cui spiccano gli allievi diretti del Maestro) di chi ne riprende e rielabora le tesi sul termine topia, senza però citare la *topiographia . Anche con una simile, chirurgica omissione si deve riconoscere che il primo significato di topia in latino non era ‘paesaggi dipinti’, mentre non ho la presunzione di metterne in discussione l’uso tecnico moderno, ormai invalso negli studi anche al di là della menzione di Grimal e delle sue tesi; sarebbe però importante che gli studiosi si ricordassero della sua vera storia, quando vi fanno ricorso.
Se i filologi classici, che hanno, o dovrebbero avere, gli strumenti per valutare la saldezza di una tesi come quella di Grimal su topia, continuano invece in buon numero a farvi affidamento, non si può imputare a colpa di storici dell’arte moderna, geografi, teorici del paesaggio e persino esperti di cultura cinese, francesi e italiani, lettori attenti di Les jardins à Rome, l’aver concesso diritto di cittadinanza alla *topiographie/topiografia nei loro studi sul giardino o sul paesaggio. Di fronte a un fenomeno così vasto e radicato, è legittimo dubitare che queste mie pagine possano bastare a fare chiarezza. Prima a beneficiare di questa chiarezza, credo, sarebbe la memoria dell’insigne studioso, i cui meriti vanno ben al di là della piccola vicenda incresciosa che ho cercato qui di ricostruire.
Studien zur jüngeren postglazialen Vegetations- und Siedlungsgeschichte im östlichen Schleswig-Holstein (mit einem Beitrag von H. Erlenkeuser)
Universitätsforschungen zur prähistorischen Archäologie 45. Bonn: Verlag R. Habelt, 1998, 365 p. (= PhD thesis, Institut für Ur- und Frühgeschichte der Christian-Albrechts-Universität Kiel 1997)
Settlement and landscape in english historical studies: a french view
published in 'Medieval Settlement Research', n°24, 2009, p. 20-30.
The study of historic landscapes, space and territories – geo-historical studies – is one of today’s most dynamic... more
The study of historic landscapes, space and territories – geo-historical studies – is one of today’s most dynamic fields of research. Although some early pioneers embarked on various aspects of this work, it was not generally until the second half of the 20th century that research relating specifically to landscapes flourished. Gérard Chouquer and I have reviewed these studies from the 19th century to the present day, from their origins in palaeo-naturalistic science to the latest French versions of spatial archaeology, ‘archaeogeography’, which is our field of research (Chouquer & Watteaux coming soon in 2012).
In the process, we encountered foreign historiographical traditions (German, Spanish, Portuguese, Italian and English) and went beyond a strictly French analysis for wider perspectives. In this article I present some results of our enquiries into British traditions.
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Seen by: and 23 more‘Castle in context: redefining the significance of Beeston Castle, Cheshire’, Chester Archaeological Society Journal, Vol. 81 (2006), published 2010.
by Rachel Swallow (ex McGuicken)
Published on-line with kind permission from the committee of the Chester Archaeological Society.
Ponte sullo Stretto, ovvero l'abitudine alla bruttezza
Popular article published on the daily newspaper "LIberazione"
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With an introduction by P.G. Guzzo and M.T.Iannelli
Monteleone Editore, Vibo Valentia 2006
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Seen by: and 17 moreCabin Field (Review)
by Julia Zay
published in 'The Moving Image: The Journal of the Association of Moving Image Archivists' Volume 7, Number 1, Spring 2007, pp. 124-127.
A review of Laura Kissel's 2005 documentary, "Cabin Field." A review of Laura Kissel's 2005 documentary, "Cabin Field."
Para uma compreensão do Natural e do Homem. Pintura de Paisagem. Jardim. Arquitectura.
by Daniela V. de Freitas Simões
five pages paper written for the discipline of Advanced Thematics in Art History - PhD Programme
Essay concerning the evolution of Landscape Painting related with Garden Conception and Architecture - understanding... more Essay concerning the evolution of Landscape Painting related with Garden Conception and Architecture - understanding Man's Social construction thru his relation with "Natural"

