Rc auto: quanto costa la polizza per 6 diversi profili
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Di recente Isvap ha delineato dei nuovi profili di guidatore (11, contro i 4 considerati in precedenza) per monitorare... more
Di recente Isvap ha delineato dei nuovi profili di guidatore (11, contro i 4 considerati in precedenza) per monitorare i premi medi delle polizze auto. SuperMoney, portale per il confronto delle assicurazioni on line (http://assicurazione-auto.supermoney.eu/) ha analizzato 6 degli 11 profili Isvap (quelli relativi alle automobili), per capire quale sia il premio medio applicato per le diverse categorie di guidatori. Il confronto è stato effettuato prendendo come riferimento la città di Milano. La media è stata calcolata sui prezzi applicati da circa 15 compagnie di assicurazione.
Cominciamo con i profili dei diciottenni, maschio (1° profilo Isvap) e femmina (5°profilo Isvap), alla guida di un'auto a benzina di 1300 cc di cilindrata, una classe 14 di Bonus/Malus di entrata e un massimale Rc pari al minimo di legge. In base allo studio di SuperMoney, il ragazzo neopatentato paga in media 3.078 euro per l’assicurazione auto, mentre la ragazza pagherà 2300 euro medi.
SuperMoney considera poi i prezzi medi per un quarantenne di sesso maschile (2° profilo Isvap) e di sesso femminile (6° profilo Isvap), proprietari di un'auto da 1300 cc, a benzina, in classe di massimo sconto Bonus/Malus (corrispondente alla prima classe) e con un massimale Rc pari al minimo di legge. In base ai dati raccolti, per questi due profili Isvap i costi medi dell’assicurazione auto saranno di 484 euro per l'uomo e 474 euro per la donna.
Passiamo ora ai cinquantenni. Il profilo numero 7 individuato da Isvap è quello di un uomo di 50 anni con auto da 1200 cc alimentata a benzina, in classe di massimo sconto Bonus/Malus, con copertura estesa per minori di 26 anni alla guida e Rc pari al minimo di legge. Questo automobilista, secondo i dati di SuperMoney, pagherà in media 497 euro. L'ultimo profilo considerato è quello di un automobilista cinquantenne maschio con vettura da 1900 cc a gasolio, prima classe di Bonus/Malus, guida esclusiva e il minimo di Rc (8° profilo Isvap): in queseto caso il premio medio ammonta a 670,65 euro.
Tassazione conti deposito: Antitrust chiede che sia equiparata a conti correnti
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È chiaro l’invito avanzato dall’Antitrust: con una segnalazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e alla... more
È chiaro l’invito avanzato dall’Antitrust: con una segnalazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e alla Presidenza di Camera e Senato, è stato chiesto infatti che venga limitata la discriminazione fiscale vigente tra la tassazione prevista per i conti deposito e quella prevista per i libretti di risparmio e i conti correnti.
Le differenze di tassazione nascono dall’articolo 8 del d.l n.16 del 2 marzo 2012, di recente convertito nella legge n. 44 del 26 aprile 2012. Secondo quanto previsto da questa norma, i depositi bancari e postali, prima esenti, sono ora soggetti al pagamento dell’imposta di bollo proporzionale, la cosiddetta mini patrimoniale. Attualmente l’ammontare previsto per la tassazione sui depositi è pari allo 0,1% annuo per l’anno in corso e passerà invece ad essere dello 0,15% a partire dal 2013. Le nuove norme fissano, inoltre, un limite minimo per il bollo di 34,20 euro e, limitatamente al 2012, un limite massimo di 1.200 euro.
Non sono invece stati coinvolti dalla nuova norma conti correnti e libretti di risparmio, per i quali l’imposta di bollo è fissa (34,20 euro per persone fisiche) e limitata a giacenze medie annue superiori a 5 mila euro. Ed è qui che interviene l’Antitrust, che afferma come “introdurre una no tax area per i libretti di risparmio e per i conti correnti, escludendola per i conti deposito, determina un ingiustificato svantaggio concorrenziale e rischia di creare una differenziazione tra prodotti equivalenti con conseguente freno allo sviluppo del conto deposito, il quale rappresenta uno strumento di risparmio innovativo e competitivo all’interno del settore bancario”. L’Authority ha quindi invitato le istituzioni ad eliminare il prima possibile questo divario fiscale esistente tra conti deposito e conti correnti o libretti: “In questo modo sarebbe garantita la tassazione sulle rendite d’importo elevato e, allo stesso tempo, si ridurrebbe la discriminazione tra due prodotti, il conto deposito e il libretto di risparmio, che soddisfano le medesime esigenze del risparmiatore essendo funzionalmente equivalenti e sostituibili dal punto di vista concorrenziale”.
Nell’attesa di scoprire se la segnalazione dell’Antitrust verrà giustamente accolta o meno, chi volesse avere comunque una panoramica sui migliori conti correnti (http://risparmio.supermoney.eu/conto-corrente/) e (conti deposito http://risparmio.supermoney.eu/conto-deposito/) oggi offerti sul mercato, può fare riferimento al servizio di confronto targato SuperMoney, che permette di capire in pochi istanti quale sia il prodotto più conveniente e più indicato in base alle proprie esigenze.
Prestiti per saldare i debiti: richieste di consolidamento +240% nel 2012
in collaborazione con http://www.supermoney.eu/
Un volta si chiedeva un aiuto economico alle banche per comprare una macchina nuova, realizzare un progetto... more
Un volta si chiedeva un aiuto economico alle banche per comprare una macchina nuova, realizzare un progetto importante, magari sposarsi. Oggi la situazione è profondamente cambiata: complice la crisi, gli italiani hanno tagliato i consumi e chi richiede un prestito lo fa per far fronte a gravi necessità. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da SuperMoney, portale leader per il confronto di prestiti on line (in collaborazione con il portale http://prestiti.supermoney.eu/).
Lo studio è stato condotto sulla base delle richieste di prestito arrivate al sito tra ottobre 2011 e aprile 2012. Ecco i risultati:
le richieste di consolidamento nel primo trimestre 2012 hanno avuto un aumento record del +241,9% rispetto all’ultimo trimestre 2011; le richieste di prestiti per liquidità, nello stesso periodo, hanno registrato un +196,7%.
Tendenza opposta per le domande di credito per beni durevoli come auto, moto, case e mobili (-40,9%), e per le richieste per finalità ritenute non indispensabili (cerimonie e regali, viaggi, salute e bellezza), che hanno perso il 42,1%. Aprile conferma questi dati, con i prestiti consolidamento e liquidità che hanno ottenuto rispettivamente del +50,2% e del +61,9%.
In aumento anche importo e durata dei prestiti richiesti. Nel primo trimestre 2012 la cifra media richiesta è pari a 16.315 euro (+6,44% rispetto agli ultimi tre mesi 2011), mentre ad aprile si attesta a 17.383 euro, con un ulteriore +6,55%. I prestiti consolidamento si contraddistinguono per l’importo particolarmente elevato, che ha raggiunto ad aprile una media di 27.112 euro.
La durata dei finanziamenti richiesti, in base all'analisi di SuperMoney è aumentata del 5,02% tra ultimo trimestre 2011 (durata media 67 mesi) e primo trimestre 2012 (durata media 70 mesi), e di un altro +17,22% ad aprile, quando la durata media dei prestiti si è attestata a 82 mesi.
Infine, è interessante analizzare il profilo di chi negli ultimi mesi ha richiesto un prestito: si tratta in gran parte di lavoratori a tempo indeterminato (74,2% nel primo trimestre 2012, contro il 63,8% del primo trimestre 2011), mentre le richieste di prestito da parte dei lavoratori precari e autonomi è in netto calo (7,2%, contro l’11,7% del trimestre precedente). Chi non ha una situazione lavorativa stabile è sempre più sfiduciato, consapevole del fatto che le banche, in questo periodo, hanno chiuso i rubinetti del credito.
The Emerging Neo-Communitarianism
by Will Davies
Forthcoming in Political Quarterly, 83: 4 Oct-Dec 2012 http://www.blackwellpublishing.com/journal.asp?ref=0032-3179
The financial crisis which began in 2007 has been widely interpreted as a crisis of neoliberalism, akin to the crisis... more The financial crisis which began in 2007 has been widely interpreted as a crisis of neoliberalism, akin to the crisis of Keynesianism of the 1970s. But there is little sign of a major paradigmatic alternative, either in theory in practice. This article looks at how the crises and failures of neoliberalism are occurring at a micro-policy level, where they are interpreted in terms of the fallibility of individual rational choice. Policy responses to this crisis, drawing on more psychologically nuanced accounts of economic behaviour, can be described as ‘neo-communitarian’, inasmuch as they echo the communitarian critique of the liberal self. Where neoliberalism rests on a vision of the individual as atomised and rational, neo-communitarianism treats individuals as governed by social norms and incentives simultaneously. And where neoliberalism subjects individuals to periodic audit organised around targets and outputs, neo-communitarianism conducts a constant audit of behavioural fluctuations in real time.
The Entrepreneur in Economic Theory: From an Invisible Man Toward a New Research Field
by Vera Rocha
FEP Working Paper No 459
Mainstream economics had great difficulty in fitting entrepreneurship into its theory and for long time the... more Mainstream economics had great difficulty in fitting entrepreneurship into its theory and for long time the theoretical firm remained “entrepreneurless”. However, from the early 20th century onwards, we identify strong attempts of key economists to recognize the role of the entrepreneur as an explanatory force of several economic phenomena. This paper analyzes the evolution of economic thought on entrepreneurship, and in particular the path through which the entrepreneur (re)entered into economic theory over the 20th century, leading to the new and increasingly independent research field Economics of Entrepreneurship. The analysis goes through the main Economics fields where the (re)discover of the entrepreneur figure was most remarkable - namely Labor Economics, Microeconomics and Industrial Organization, and Economic Growth and Development - searching for the rationality to include the entrepreneur figure into the analyses of particular economic phenomena. The study is enriched by a brief bibliometric analysis, which helps to set forth a chronological trace of the entrepreneurship research within Economics literature.
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Seen by:“Exposing the Economic Middle: A Revised Economy Scale for the Study of Early Urban Christianity,” Journal for the Study of the New Testament 31 (2009): 243-78
In 2004 Steve Friesen proposed a `poverty scale' for Graeco-Roman urbanism as a backdrop against which to assess... more In 2004 Steve Friesen proposed a `poverty scale' for Graeco-Roman urbanism as a backdrop against which to assess features of the earliest urban Christian communities. This article offers an assessment of the strengths and weaknesses of Friesen's scale, not least in relation to binary taxonomies of Graeco-Roman economic stratification, rhetorical conventions of the ancient world, and the `middling groups' of Graeco-Roman urbanism. It proposes adjustments to the scale (renamed as the `economic scale') and gives consideration to the significance of those adjustments for the reconstruction of early Christianity relative to ancient poverty.
The Evolution of British Monetary Targets, 1968 - 1979.
by Aled Davies
(Winton Institute Working Paper)
How far were monetary targets imposed on the post-1974 Labour Government by international and domestic financial... more How far were monetary targets imposed on the post-1974 Labour Government by international and domestic financial markets enthused with the doctrines of ‘monetarism’? The following paper attempts to answer this question by demonstrating the complex and contingent nature of the ascent of British ‘monetarism’ after 1968. It explains the valorisation of the ‘money supply’ which took place in post-devaluation Britain which led investors to realign their expectations with the behaviour of the monetary aggregates. After 1973, the collapse of the global fixed-exchange regime, coupled with vast domestic inflationary pressures, determined that ‘the City’ came to employ the ‘money supply’ as a convenient new measure with which to assess the ‘soundness’ of the UK Government’s economic management. The critical juncture of the 1976 sterling crisis forced the Labour Chancellor to make reluctant concessions in the way of monetary targets as part of a desperate attempt to regain market confidence. The result was to impose significant constraints on the Government’s economic policymaking freedom, as attempts were made to retain favourable money supply figures exposed to the short-term volatility of domestic and international investors.
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Seen by: and 3 moreIslamic Values in the Theory of Consumption (Indonesian Language)
This paper is presented in the course of Islamic Economics: Micro and Macro with lecturers Drs. Munrokhim Misanam, MA.Ec., Ph.D. At concentrations of Shariah Finance and Banking, Graduate School UIN Sunan Kalijaga Yogyakarta.
Islam menggariskan bahwa tujuan konsumsi bukan semata-mata memenuhi kepuasan terhadap barang (utilitas), namun yang... more Islam menggariskan bahwa tujuan konsumsi bukan semata-mata memenuhi kepuasan terhadap barang (utilitas), namun yang lebih utama adalah sarana untuk mencapai kepuasan sejati yang utuh dan komprehensif yaitu kepuasan dunia dan akhirat. Kepuasan tidak saja dikaitkan dengan kebendaan tetapi juga dengan ruhiyah atau ruhaniyah atau spiritual, bahkan kepuasan terhadap konsumsi suatu benda yang bertentangan dengan nilai-nilai Islam, maka kepuasaan ini harus ditinggalkan. Oleh karena itu konsumen rasional dalam ekonomi Islam adalah konsumen yang dapat memandu perilakunya supaya dapat mencapai kepuasan maksimum sesuai dengan norma-norma Islam yang dapat pula diistilahkan dengan maslahah. Jadi, tujuan konsumen muslim bukanlah memaksimumkan utility, tetapi memaksiumumkan maslahah.
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Seen by:Paradigm Of Intergration-Interconection In Islamic Economics (Indonesian Language)
This paper is presented in the course of Islamic Studies Approach with lecturers Prof. Drs. H. Akh. Minhaji, M.A., Ph.D. At concentrations of Shariah Finance and Banking, Graduate School UIN Sunan Kalijaga Yogyakarta.
Ide sentral yang membatasi ilmu ekonomi Islam, dan yang menempatkan berbeda dengan ekonomi (neo-klasik) positif,... more
Ide sentral yang membatasi ilmu ekonomi Islam, dan yang menempatkan berbeda dengan ekonomi (neo-klasik) positif, adalah desakan untuk memasukkan secara eksplisit nilai-nilai etik yang didasarkan pada agama dalam suatu framework analisis yang terpadu.
Terkait hal tersebut bahwa ekonomi Islam tidak bisa begitu saja terlepas dari ekonomi konvensional. Paradigma ekonomi konvensional akan tetap berfungsi dalam membentuk paradigma ekonomi Islam dan pelaksanaannya. Teori-teori ekonomi konvensional, baik yang mikro maupun makro, akan tetap terpakai dalam diskursus ekonomi Islam. Dalam melakukan proses islamisasi ekonomi perlu mengambil tiga bentuk pendekatan yang adil terhadap ekonomi konvensional. Adapun pendekatan tersebut adalah: Pendekatan menolak (negation). Pendekatan memadukan (integration). Pendekatan menambah nilai (value addition).
Paradigma integratif-interkonektif secara konseptual memang sangat relevan bagi perkembangan keilmuan islam, di mana dialog antar disiplin ilmu akan semakin memperkuat keilmuan Islam dalam menghadapi tantangan zaman dengan segala kompleksitas yang ada. Dengan kata lain, Islam menjadi budaya masyarakat. Lebih jelasnya, seluruh pihak yang terkait dengan perkembangan ilmu Ekonomi Islam harus mampu menampilkan Ekonomi Islam dengan terbuka sehingga mampu merealisasikan Islam sebagai rahmatan lil ‘alamin.
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Seen by:Mazhab In Islamic Economics (Indonesian Language)
Ada tiga sudut pandang/mazhab atau corak pemikiran dalam mengkaji ilmu Ekonomi Islam. Mazhab tersebut adalah Mazhab... more Ada tiga sudut pandang/mazhab atau corak pemikiran dalam mengkaji ilmu Ekonomi Islam. Mazhab tersebut adalah Mazhab Baqir as-Sadr, Mazhab Mainstream, Mazhab Alternatif Kritis.
Microfinance in the welfare state, a tool for increased social inclusion and poverty alleviation?
by Inès Chadi
The aim of the study was to determine whether the impacts of personal microcredits in the welfare state can lead to... more The aim of the study was to determine whether the impacts of personal microcredits in the welfare state can lead to increased social and financial inclusion of the beneficiaries, and if personal microcredit can serve to alleviate poverty. Focus of the study was personal microcredits in France, and more specifically personal those obtained through the French Red Cross. The methods used for the study were qualitative interviews and collection of quantitative data supported by the Secours Catholiq
Assicurazione auto: al Sud guidatori più virtuosi ma penalizzati nella Rca
in collaborazione con http://assicurazione-auto.supermoney.eu/
E’ risaputo che i costi della Rc auto nel Mezzogiorno sono ben più elevati di quelli proposte al Nord. Il motivo non... more
E’ risaputo che i costi della Rc auto nel Mezzogiorno sono ben più elevati di quelli proposte al Nord. Il motivo non è, come si potrebbe pensare, la guida spericolata dei meridionali, che in realtà sono tra gli automobilisti più virtuosi della Penisola. Uno studio condotto da SuperMoney (http://www.supermoney.eu/), portale leader in Italia per il confronto di preventivi assicurazione auto, dimostra che negli ultimi 5 anni i guidatori residenti al Sud hanno provocato meno incidenti di quelli di Nord e Centro. Ciononostante continuano a pagare polizze assicurative ben più salate. Come mai?
L'analisi SuperMoney considera le richieste di preventivo giunteal portale nei primi quattro mesi del 2012: tra i guidatori residenti al Sud, solol’11% ha dichiarato di aver fatto un incidente con colpa negli ultimi 5 anni; al Nord questa percentuale è pari al 12,7%, mentre al Centro raggiunge il 15,1%. Questa rilevazione mostra come gli automobilisti meridionali siano più virtuosi d’Italia: eppure il prezzo medio di una polizza, nelle regioni del Sud, arriva a essere fino a tre volte superiore rispetto a un premio del Nord.
Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, spiega: "Non si tratta di discriminazione nei confronti del Sud, ma di un problema molto tecnico: nel valutare la rischiosità di un guidatore, viene ancora dato troppo peso al luogo di residenza rispetto ad altri fattori che sono sicuramente più difficili da considerare, ma anche maggiormente significativi. L’evoluzione delle tecniche di analisi per stabilire “il giusto prezzo” dovrebbe portare le Compagnie ad individuare elementi di tariffa più oggettivi. Sarebbe interessante che la Corte di Giustizia Europea desse uno stimolo nuovo a tutto il settore, non solo impendendo la tariffazione sul sesso dell’assicurato (già fatto), ma anche impendendo le differenziazioni di prezzo sulla semplice variabile geografica".
