Negating that which Negates us: Marcuse, Critical Theory and the New Politics of Refusal
‘Negating that which Negates us: Marcuse, Critical Theory and the New Politics of Refusal’ (under review) in Radical Philosophy Review. Version of paper presented as part of Panel 24: ‘Looting, Refusing, Negating, Embodying’, 'Critical Refusals’ Fourth Biennal Conference of the International Herbert Marcuse Society, University of Pennsylvania, 27-29 October 2011
12 views
Seen by: and 2 moreSomething for all, so that none may escape: reworking the critique of consumption (2012)
Something for all, so that none may escape: reworking the critique of consumption in Fast Capitalism 8:2
Uma revisão crítica da leitura habermasiana da Dialéctica do Iluminismo de Adorno e Horkheimer [Habermas’ Reading of Dialectic of Enlightenment: a critical revision]
Published in Saberes, Natal – RN, vol. 1, no. 1 (December 2008), pp. 57-70 [in Portuguese].
Resumo:
O artigo visa levar a cabo uma revisão crítica da leitura habermasiana da Dialéctica do Iluminismo... more
Resumo:
O artigo visa levar a cabo uma revisão crítica da leitura habermasiana da Dialéctica do Iluminismo de Adorno e Horkheimer, tendo como pano de fundo a perspectiva de uma reavaliação do potencial da filosofia adorniana, para lá das fronteiras teóricas da chamada segunda geração da Escola de Frankfurt. Atendendo ao teor crítico da leitura proposta por Habermas, tratar-se-á de discutir dois aspectos que lhe estão subjacentes: a identificação da dimensão mítica do iluminismo com a “racionalidade instrumental”, por um lado, e, por outro, o diagnóstico segundo o qual estaria em causa na Dialéctica do iluminismo uma totalização da crítica que conduziria inevitavelmente a filosofia a uma situação aporética que ameaça conduzi-la ao beco sem saída do cepticismo. Face a este duro diagnóstico, sugere-se que a dimensão paradoxal do pensamento de Adorno pode constituir – permanecendo fiel à sua definição enfática da filosofia como “pensamento que não se deixa travar” – uma vertente imprescindível do pensar filosófico capaz de desencadear, com o seu carácter perturbador, uma crítica imanente da razão.
6 views
Seen by:2012, « The Historicity of the Neoliberal State », in Social Anthropology, volume 20, n° 1, pp. 80-94
Debate with Loic Wacquant “Three Steps to a Historical Anthropology of Actually Existing Neoliberalism." Social Anthropology, 20, 1, with responses in the next issue: Jamie Peck, Nick Theodore, and Neil Brenner, Stephen Collier, Daniel Goldstein, Johanna Bockman, Don Kalb...
2011 The three anthropological approaches to neoliberalism, in International Social Science Journal, Vol 61 (202) : 351–364.
International Social Science Journal, Volume 61, Issue 202, 2011: 351–364.
For around fifteen years now, anthropology has been engaged in the study of neoliberalism. What contribution does the... more For around fifteen years now, anthropology has been engaged in the study of neoliberalism. What contribution does the discipline have to make to a debate largely monopolized by economics and political science? To answer this question, the present article returns to the major texts and highlights the three perspectives from which anthropology has approached neoliberal expansion: culturalist, systemic and the approach based on governmentality. Each has its own epistemological presuppositions and a specific conception of anthropology, globalization and neoliberalism. The article highlights the relevance and limitations of these approaches.
437 views
Seen by: and 108 moreL’uomo di superficie di Vittorino Andreoli. Un passo avanti nell'aggravarsi della condizione dell’uomo-massa.
by Pietro Piro
Recensione critica a V. Andreoli, L’uomo di superficie, Rizzoli, Milano 2012.
L'uomo di superficie descritto dallo psichiatra italiano Vittorino Andreoli, rappresenta il punto di approdo di un... more L'uomo di superficie descritto dallo psichiatra italiano Vittorino Andreoli, rappresenta il punto di approdo di un lungo processo degenerativo. Questo tipo d'uomo: "ha abolito, con l'aiuto di strumenti tecnologico sostitutivi, il cervello superiore, e ora è in balia delle pulsioni, delle emozioni, delle frustrazioni. E così la violenza istintiva può tracciare il campo del proprio dominio che si fonda sul potere". Tuttavia, la crisi del capitalismo, proprio perché mette tutto in discussione, permette d'ipotizzare strategie di evasione e nuovi e imprevedibili risvolti.
Benvenuti in tempi interessanti di Slavoj Žižek. La rivoluzione è possibile nel regno dell’uomo-massa?
by Pietro Piro
Recensione critica a S. Žižek, Benvenuti in tempi interessanti, Ponte alle Grazie, Milano 2012.
E' vero che per soppiantare efficacemente il capitale, ciò di cui abbiamo bisogno è l'opera graduale, lunga e faticosa... more E' vero che per soppiantare efficacemente il capitale, ciò di cui abbiamo bisogno è l'opera graduale, lunga e faticosa di riorganizzare interamente il processo produttivo in modo tale che le forze di alienazione della regolamentazione tanto del mercato quanto dello Stato vengano sostituite da un'autentica pianificazione organizzata "dal basso", in un rapporto di trasparenza con i produttori come afferma S. Žižek, oppure, il capitale non si tocca perché garantisce la lunga vita dell'uomo-massa?
Heidegger and Adorno
Forthcoming in François Raffoul and Eric S. Nelson (eds), The Continuum Companion to Heidegger (New York: Continuum).
Il n’y a pas de rapport sexuel: The Irresolvability of the Gadamer-Habermas Debate
class paper written Good Friday, April 6, 2012
La lotta di classe dopo la lotta di classe di Luciano Gallino. Vedute sul mondo triste e reale che abitiamo.
by Pietro Piro
Recensione critica a L. Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe. Intervista a cura di Paola Borgna, Laterza, Roma-Bari 2012. Ora in Revista Sociologia del Trabajo, n. 76, Madrid, Akal (2012) (en prensa).
Il fatto è che le classi sociali ci siano, ma quai nessuno le veda, le senta, le interpreti, ne rappresenti gli... more
Il fatto è che le classi sociali ci siano, ma quai nessuno le veda, le senta, le interpreti, ne rappresenti gli interessi, ha provocato notevole danno ai processi d'integrazione sociale, altro concetto fondamentale del pensiero sociologico. Il venir meno della visibilità delle classi sociali nella vita quotidiana, mentre rimane più che mai profonda ed estesa la loro presenza nella realtà dell'economia e della produzione, ha portato con se il declino del senso della comunità, di appartenenza ad una collettività, che si concreta nell'avvertire di una sorta di dovere verso gli altri, dai quali si riceve nel contempo riconoscimento sociale e solidarietà. L'individualismo rozzo che ha preso piede nella nostra società come in tutte le società europee, per non parlare di quella americana, deriva anche dal fatto che la collettività, la comunità, i gruppi che in qualche modo sono pezzi di classi sociali a vari livelli di formazione, sono praticamente scomparsi.
Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe.
251 views
Seen by:Pinocchio, Giufà, il Pellegrino Russo. Tre figure contro il lavoro.
by Pietro Piro
Parte prima: Pinocchio.
Nella prima parte di questo lavoro, si analizza celebre la favola di Carlo Collodi, Pinocchio. In questo saggio... more
Nella prima parte di questo lavoro, si analizza celebre la favola di Carlo Collodi, Pinocchio. In questo saggio Pinocchio è interpretato alla luce del suo iniziale rifiuto del lavoro. La sua "redenzione" attraverso la sofferenza e l'umiliazione lo trasformeranno in seguito in un lavoratore instancabile. Pinocchio si adeguerà alla morale borghese del proprio tempo. Pinocchio, è un libro che può essere inserito nella corrente della pedagogia nera. L'intento narrativo (più o meno occulto) è di intimorire e di normalizzare.
En la primera parte de este trabajo, se analiza el famoso cuento de de Carlo Collodi, Pinocho. En este ensayo Pinocho es interpretado a la luz de su negativa inicial a trabajar.Gracias a su "rescate" a través del sufrimiento y la humillación más tarde se transforma en un trabajador incansable. Pinocho se adapta a la moral burguesa de su tiempo. Pinocho es un libro que se puede insertar en la corriente de la pedagogía negra. La intención de la narración (más o menos oculta) es intimidar y normalizar.
"Con su constante deseo de trabajar y su incansable actividad, no sólo conseguía atender cumplidamente a todas las necesidades de la vida, y especialmente a las de su padre enfermo, sino que había podido ahorrar hasta unas cuarenta perras chicas para comprarse un traje nuevo".
Carlo Collodi, Pinocho.
284 views
Seen by: and 8 moreHa ancora senso il Carnevale nella società dello spettacolo?
by Pietro Piro
La versione originale di questo testo è contenuta in P. Piro, Le prime luci dell’alba. Materiali di Storia delle Religioni, Navarra Editore, Palermo 2009, pp. 123-160. Le modifiche (soprattutto all’apparato delle note) sono del Marzo 2012.
La principale funzione del Carnevale è stata, dalle sue origini remote sino all’avvento della società... more
La principale funzione del Carnevale è stata, dalle sue origini remote sino all’avvento della società post-industriale, quella di un grande psico-dramma collettivo dove l’uccisione del re-fantoccio (ovvero la presa del potere delle classi subalterne) non dà vita alla ritorsione. Tirannicidio senza pena da scontare, il Carnevale è una benevola concessione delle classi dominanti che permettono dei giorni di “rovesciamento”, dove ogni struttura di potere si allenta per poi rigenerarsi e consolidarsi in maniera sempre più autoritaria. La sua origine agrario-religiosa e altamente simbolica (che tuttavia rimane un momento essenziale per la sua comprensione), si dissolve nel tempo sino a integrarsi completamente negli strumenti e nelle dinamiche del controllo sociale.
La función principal del Carnaval fue, desde sus antiguos orígenes hasta el advenimiento de la sociedad post-industrial, un gran psico-drama colectivo donde el asesinato del rey (o la toma de posesión de las clases proletarias) no dar vida a las represalias. Tiranicidio sin penalidad a pagar, el Carnaval es una concesión benevolente de las clases dominantes que permiten días de "inversión", donde cada estructura de poder se afloja y luego regenerarse y prosperar en un cada vez más autoritaria. Su origen agrario-religiosa y altamente simbólica (que sin embargo sigue siendo un elemento esencial para el entendimiento), que se disuelve con el tiempo a un sistema plenamente integrado en las herramientas y la dinámica de control social.
59 views
Seen by:Neoliberalising violence: of the exceptional and the exemplary in coalescing moments
Springer, S. 2012. Neoliberalising violence: of the exceptional and the exemplary in coalescing moments. Area 44 (2), 136-143.
This paper sets out to develop two related ideas. First, it seeks to identify how both violence and neoliberalism can... more This paper sets out to develop two related ideas. First, it seeks to identify how both violence and neoliberalism can be considered as moments. From this shared conceptualisation of process and fluidity, I argue that it becomes easier to recognise how these two phenomena actually converge. Building upon this conceived coalescence of neoliberalism and violence, the second aim is to recognise how the hegemony of neoliberalism positions it as an abuser, which facilitates the abandonment of those ‘Others’ who fall outside of neoliberal normativity. I argue that the widespread banishment of ‘Others’ under neoliberalism produces a ‘state of exception’, wherein because of its inherently dialectic nature, exceptional violence is transformed into exemplary violence. This metamorphosis occurs as aversion for alterity intensifies under neoliberalism and its associated violence against ‘Others’ comes to form the rule.
