This small offering to Filippo Maria Carinci illustrates a few passages from Marcel Proust's famous work, À la recherche du temps perdu, which refer to Minoan-Mycenaean archaeological discoveries and material culture, and offers an...
moreThis small offering to Filippo Maria Carinci illustrates a few passages from Marcel Proust's famous work, À la recherche du temps perdu, which refer to Minoan-Mycenaean archaeological discoveries and material culture, and offers an opportunity to reflect on the interactions of memory, history, mythology, literature, and archaeology. Legend remains victorious in spite of history Sarah Bernhardt Con questo piccolo omaggio in onore del caro collega Filippo Maria Carinci, colgo l'occasione per presentare alcuni brani tratti dalla famosa opera di Marcel Proust, À la recherche du temps perdu, in cui compaiono riferimenti a specifiche scoperte archeologiche della cd. età del Bronzo nell'Egeo (o a produzioni artistiche ispirate da esse), e che offrono spunti di riflessione sui rapporti tra memoria, storia, letteratura, mitologia e realtà archeologiche. Alcuni di questi brani sono già stati brevemente citati in precedenti pubblicazioni, ma senza riferimento al loro contesto e significato più ampio. 1 Altri, invece, sembrano essere sfuggiti, fino ad ora, all'attenzione degli studiosi del mondo egeo, i quali da qualche decennio si vanno sempre più interessando alle percezioni, appropriazioni e utilizzazioni delle antiche culture egee nelle arti, letterature e altri prodotti culturali moderni-temi di ricerca che hanno suscitato l'interesse del nostro collega. 2 Parigi e il mondo egeo nella Belle Époque (ca. 1890-1914) Prima di passare ai brani proustiani oggetto di questo breve contributo, è opportuno fare qualche osservazione preliminare su come possano essersi sviluppati una conoscenza e un interesse per il mondo egeo da parte del noto autore parigino. In altre parole, bisogna fare 1 Piccola parte dei due brani di Proust su Calypso e sul Palazzo del Sole (v. infra) compare in Farnoux 1993, 118 e Momigliano 2013, n. 7; v. anche La Rosa-Militello 2006, 246 (sul Palazzo del Sole). 2 V. ad esempio Hamilakis-Momigliano 2006; Momigliano-Farnoux 2017. innanzitutto qualche considerazione sul ruolo cruciale svolto dalla capitale francese nella diffusione delle notizie e immagini sul mondo egeo (e minoico-miceneo in particolare) a un pubblico europeo e non-europeo più ampio, che andava ben oltre ai limitati confini delle discipline classiche e archeologiche. L'importanza di Parigi in questa diffusione è attestata da due fattori interrelati. In primo luogo, bisogna far notare lo zelo quasi missionario mostrato da noti studiosi, come ad esempio Salomon Reinach (1858-1932), Edmond Pottier (1855-1934) e Victor Bérard (1864-1931), nel pubblicizzare a Tout Paris (e oltre Tout Paris) le nuove scoperte riguardanti l'età del Bronzo nell'Egeo, durante il periodo antecedente alla prima guerra mondiale. 3 Reinach (dal 1887 membro e dal 1902 direttore del Musée des Antiquités Nationales di Saint-Germain-en-Laye) e Pottier (fin dal 1884 membro del Département des Antiquités Orientales et de la Céramique Antique del Louvre) scrissero entrambi numerosi articoli in riviste di carattere storico-artistico e letterario di ampia circolazione. Ad esempio, tra il 15 giugno e il 7 settembre 1901, Reinach pubblicò una decina di articoli sulla Creta minoica in La Chronique des arts et de la curiosité, un 3 Alcuni degli scritti di Reinach e altri studiosi francesi influenzarono anche la diffusione di notizie sull'egeo in Russia, come si deduce, ad esempio, dal saggio sull'arte egea di Pavel Florensky del 1913 (v. Florensky 2002) che cita soprattutto Reinach (1904) e Lagrange (1909). L'opera 'missionaria' di Reinach e Pottier fu continuata dal critico dell'arte Christian Zervos, dal periodo tra le due guerre mondiali fino agli anni Cinquanta del XX secolo, ma ovviamente questa va oltre lo scopo del mio contributo, poiché si sviluppa dopo la morte di Proust.