Il Tesoro dell'Isola Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo
a cura di Salvatore Rizzo, Catania, 2008
21x29,7 , 2 voll., pagg. 1192, ill.
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=200816
Una pubblicazione in due volumi che nasce allo scopo di storicizzare l’eccezionale mostra dal titolo “Il tesoro... more
Una pubblicazione in due volumi che nasce allo scopo di storicizzare l’eccezionale mostra dal titolo “Il tesoro dell’Isola” tenutasi a Praga (dal 19 ottobre al 21 novembre 2004, sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Praga, dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga e con la collaborazione delle Curie Arcivescovili della Sicilia). La mostra ha consentito di esporre per la prima volta gli arredi sacri e le opere prodotte dalle botteghe orafe più prestigiose dell’Isola su commissione delle famiglie più in vista della nobiltà isolana, in un arco temporale compreso tra il XV e il XVIII secolo. Da tale fondamentale ricerca e studio, che vede la partecipazione di qualificati specialisti del settore (Salvatore Rizzo, Sovrintendenza di Caltanissetta - Vincenzo Abate, Direttore della Galleria Regionale della Sicilia di Palermo - Maria Concetta di Natale, Università di Palermo - Caterina Ciolino, Sovrintendenza di Messina - Grazia Musolino, Sovrintendenza di Messina - Vera Greco Direttore del Museo Bellomo di Siracusa; solo per citarne alcuni) emerge, non solo una straordinaria rassegna di capolavori, ma soprattutto il continuo processo dialettico sviluppatosi tra i centri maggiori dell’isola (Palermo, Messina, Catania, Caltanissetta, Trapani, etc.) e le città minori, che ha permesso, attraverso vicende ed episodi, di individuare le singole botteghe orafe, le aree di produzione e le diverse committenze. Ne scaturisce quindi un profilo della storia dell’oreficeria siciliana che, oltre a dare il giusto risalto alle singole personalità dei maestri argentieri e orafi (ricordiamo tra tutti il celebre architetto e orafo Filippo Iuvarra), consente anche di mettere in evidenza le aree e i contesti in cui essi si sono affermati, attraverso gli stimoli locali e gli influssi europei con un processo originale i cui segni peculiari hanno lasciato una traccia non secondaria nella storia delle arti minori in Sicilia. Infine una sezione è dedicata alle opere in corallo del XVII secolo prodotte dalle botteghe trapanesi.
SOMMARIO
Il tesoro dell’isola.
Per una lettura teologale della mostra
Giovanni Speciale
La Sicilia nell’età moderna
Antonino Giuffrida
Oreficeria siciliana dal Rinascimento al Barocco
Maria Concetta Di Natale
Argenti palermitani del Settecento
Maurizio Vitella
I due unici argenti siciliani presenti nelle parrocchie del lecchese: chiarimenti e aggiornamenti critici
Oleg Zastrow
Il reliquiario di Santa Rosalia della basilica di San Petronio a Bologna
Franco Faranda
Aggiunte alle arti applicate siciliane. Bartolomeo Sanseverino e Vito Coppolino per le argenterie settecentesche
Elvira D’Amico
Architettura e argenteria in Sicilia: alcune considerazioni
Marco Rosario Nobile
Aspetti delle arti decorative e della cultura messinese tra XVII e XVIII secolo
Francesca Campagna Cicala
Il Fercolo di San Giacomo e l’argenteria legata al culto Jacopeo messinese
Grazia Musolino
Le forme del divino: mante e simulacri d’argento nelle chiese delle diocesi messinesi
Grazia Musolino
Giuseppe Bruno e le insegne cavalleresche nella gioielleria messinese del XVII secolo
Grazia Musolino
L’ostensorio della chiesa di San Giorgio a Modica e l’attività “eccellentissima” di Francesco Lo Judice e Francesco Natale Juvarra. Proposte ed ipotesi
Grazia Musolino
La maestranza degli argentieri di Trapani tra Barocco e Neoclassicismo
Maurizio Vitella
L’urna reliquiaria della chiesa di San Pietro di Modica
Paolo Nifosì
Sacre collezioni. Oggetti, pratiche, significati dei tesori siciliani
Barbara Mancuso
L’ “evidenza dell’invisibile”. Busti reliquario d’argento in Sicilia tra XV e XVIII secolo
Paolo Russo
“Pampini di Paradiso”. Note sulle composizioni floreali nell’argenteria siciliana tra Seicento e Settecento
Roberta Civiletto
Paliotti siciliani tessili “a rilievo plastico” in argento tra Sei e Settecento.Felice commistione d’arte tessile e argentaria
Roberta Civiletto
La croce di San Giorgio
Laura Ragusa
Il busto di Santa Venera di Acireale
Agata Blanco
Il restauro dell’immacolata in argento. Della chiesa di san Francesco a Naro
Daria Catello
Catalogo delle immagini
Architetture Barocche in Argento e Corallo
Catalogo della mostra (Lubecca, 15 luglio-7 ottobre 2007)
a cura di Salvatore Rizzo; 24x30, pagg. 280, ill., Catania 2008
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=200817
Ancora una volta Lubecca fa da scenario eccezionale ad un’altra iniziativa che l’Assessorato dei Beni Culturali ed... more
Ancora una volta Lubecca fa da scenario eccezionale ad un’altra iniziativa che l’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione, tramite la Soprintendenza di Caltanissetta, ha organizzato in Germania. Si tratta della Mostra Architetture Barocche in Argento e Corallo, che è stata allestita nella Chiesa-Museo di Santa Caterina dal 15 luglio al 26 agosto 2007. In tale periodo il pubblico tedesco ha avuto la possibilità di conoscere alcune delle particolari produzioni siciliane destinate alla liturgia cattolica e cioè i paliotti che rivestivano un ruolo particolare tra gli ornamenti scelti per il culto. Nella Mostra sono stati esposti alcuni degli esempi di maggior pregio e valore realizzati prevalentemente tra il 1650 e il 1720. In quei decenni, infatti, sulla scia dello stile barocco, che si diffondeva in tutta l’Italia e nell’Isola, furono create queste straordinarie opere caratterizzate da una particolare ricchezza di forme esuberanti. Alcuni paliotti sono in argento e documentano l’abilità degli artisti locali, che seppero sfruttare la malleabilità di tale elemento naturale realizzando, con grande espressività, motivi architettonici nei quali è stata messa in risalto la loro tridimensionalità attraverso la realizzazione di piani diversi e tali da ottenere effetti scenici particolari. Altrettanto eccezionali sono i paliotti in seta ricamati con fili d’oro e d’argento sui quali venivano applicati anche gemme, perle e coralli. Il corallo, in virtù del suo colore, alludeva al martirio e al sangue di Cristo ed è per tale motivo che alcuni paliotti raffigurano temi eucaristici. Per la caratteristica della qualità estetica di tale prodotto proveniente dal mare furono attribuite al corallo, in molte culture, proprietà magiche e di prevenzione contro i mali e, anche nell’evoluzione del pensiero dal magico al religioso, nella religione cristiana si è assegnato al corallo un preciso valore simbolico. Le scene raffigurate nei paliotti sono riferibili principalmente ad ambito profano. La magnificenza dei paliotti presentati a Lubecca ha costituito il mezzo per veicolare e far conoscere alcune delle pregiate realizzazioni dell’arte siciliana attribuibili ad esperte maestranze che lavoravano su committenza della Chiesa del tempo. La manifestazione molto apprezzata dal pubblico, è stata realizzata grazie alla disponibilità del dott. Gianfranco De Luigi, Console Generale della Repubblica d’Italia ad Amburgo e alla generosa operatività della dott.ssa Maria Mazza, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, infaticabile amica sempre pronta ad accogliere le proposte delle Istituzioni Italiane. Nell’intento di promuovere maggiormente la cultura siciliana, la Soprintendenza ha organizzato la stessa Mostra a Vicenza, grazie ai già consolidati rapporti di scambi culturali intercorsi con i locali Musei la cui direzione è affidata a Maria Elisa Avagnina, esperta e profonda conoscitrice della Storia dell’Arte. Gli spazi di tali Musei Civici hanno accolto, tra i mesi di settembre e ottobre 2007, i magnifici manufatti apprezzati non solo dagli specialisti e dagli amatori delle opere d’arte, ma anche da un più vasto pubblico, che ha chiaramente percepito la loro importanza storica ed artistica. Ci auguriamo che possano esserci altre occasioni culturali attraverso le quali le produzione artistiche, spesso quasi esclusive della Sicilia, siano fatte conoscere a popoli di cultura e tradizioni diverse, i quali, attratti dalla loro preziosità, siano stimolati a venire nell’Isola che custodisce moltissime opere d’arte e complessi culturali
SAGGI
Il paliotto e la ritualità scenografica dell’altare barocco (Giuseppe Cantelli)
RIFLESSI CULTURALI FIORENTINI ALL’ORIGINE DEI PALIOTTI DI “ARCHITETTURA” SICILIANI (Rosanna Caterina Proto Pisani)
Architetture del sublime. Paliotti ricamati in corallo a soggetto architettonico tra il XVII e XIX secolo in Sicilia (Roberta Civiletto)
Paliotti architettonici d’argento nella Sicilia occidentale: espressione dell’arte controriformata (Maurizio Vitella)
Altari e apparati effimeri nella Palermo barocca. La festa di San Mamiliano, in un manoscritto del 1658 (Maddalena De Luca)
Paliotti architettonici siciliani in marmo e pietre dure (Valeria Sola)
CATALOGO
IL BELVEDERE
Paliotto mobile (cat. 1) Palermo, Galleria Regionale della Sicilia IL PROSPETTO ARCHITETTONICO
Paliotto mobile (cat. 2) Trapani, Museo Regionale “A. Pepoli”
Paliotto mobile (cat. 3) Palermo, chiesa del Gesù di Casa Professa
Paliotto mobile (cat. 4) Palermo, chiesa di San Giuseppe dei Teatini
Paliotto mobile (cat. 5) Palermo, chiesa di San Giuseppe dei Teatini
Paliotto mobile (cat. 6) Mazara del Vallo (TP), cattedrale del SS. Salvatore
Paliotto mobile (cat. 7) Trapani, Museo Regionale “A. Pepoli” Paliotto mobile (cat. 8) Marsala, chiesa di St. Tommaso Becket
LA SCENA DI PORTO
Paliotto mobile (cat. 9) Palermo, Galleria Regionale della Sicilia
Paliotto mobile (cat. 10) Palermo, chiesa di San Giuseppe dei Teatini
IL PORTICO DI PROSCENIO E GLI APPARATI SCENICI
Paliotto mobile (cat. 11) Palermo, chiesa di San Francesco di Paola
Paliotto mobile (cat. 12) Palermo, chiesa di San Francesco di Paola
Paliotto mobile (cat. 13) Vico Equenze (NA), convento dei frati Minimi di San Vito
Paliotto mobile (cat. 14) Palermo, chiesa del Gesù di Casa Professa
Paliotto mobile (cat. 15) Lucca, chiesa di Santa Maria in Corteorlandini
Paliotto mobile (cat. 16) Palermo, chiesa del Gesù di Casa Professa
Coppia di paliotti mobili (cat. 17) Palermo, Museo Diocesano
Paliotto mobile (cat. 18) Enna, Museo Alessi
Paliotto mobile (cat. 19) Palermo, chiesa di San Francesco d’Assisi
Paliotto mobile (cat. 20) Catania, Museo Diocesano
Paliotto mobile (cat. 21) Palermo, Museo Diocesano
Paliotto mobile (cat. 22) Palermo, chiesa di Santa Maria della Provvidenza
Paliotto mobile (cat. 23) Enna, santuario di Papardura
Paliotto mobile (cat. 24) Palermo, chiesa di San Domenico
Paliotto mobile (cat. 25) Enna, chiesa di San Giuseppe, già di San Benedetto
Paliotto mobile (cat. 26) Racalmuto (AG), chiesa della Beata Maria Vergine Annunziata
SCENE D’INTERNO
Paliotto mobile (cat. 27) Palermo, chiesa di San Giuseppe dei Teatini
SCENE URBANE
Paliotto mobile (cat. 28) Siracusa, chiesa di Santa Lucia alla Badia
ELEMENTI D’ARCHITETTURA
Paliotto mobile (cat. 29) Messina, Museo Regionale
Paliotto mobile (cat. 30) Mazzarino (CL), municipio
Paliotto mobile (cat. 31) Messina, monastero di Montevergine
APPENDICE DOCUMENTARIA
BIBLIOGRAFIA (a cura di Valeria Sola)
Nobiles Officinae Perle, filigrane e trame di seta dal Palazzo Reale di Palermo
Catalogo della mostra di Palermo 18 dicembre 2003-10 marzo 2004
a cura di Maria Andaloro, 24x33,, pagg. 1312, 400 ill.
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=200617
Nell’ambito del progetto “25 Anni di Beni Culturali in Sicilia” promosso dalla Regione Siciliana, si è tenuta a... more
Nell’ambito del progetto “25 Anni di Beni Culturali in Sicilia” promosso dalla Regione Siciliana, si è tenuta a Palazzo Reale di Palermo, dal 18 dicembre 2003 al 10 marzo 2004, la mostra “Nobiles Officinae. Perle, filigrane e trame di seta dal Palazzo Reale di Palermo” che ha raccolto, per la prima volta, i manufatti realizzati dagli artigiani degli opifici reali di Palermo e di altre fabbriche nei secoli XII e XIII. L’eccezionale evento ha aperto uno scorcio suggestivo sulla produzione di tessuti, oreficerie, avori, cristalli di rocca oggi custoditi nei più prestigiosi musei del mondo. Tra i pezzi più rappresentativi, la corona di Costanza, il corredo funebre di Enrico VI e la fodera del manto di Ruggero II, mai esposta in pubblico prima d’ora e proveniente dalla Schatzkammer del Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove la mostra ha fatto tappa dopo Palermo. La nostra casa editrice, allo scopo di storicizzare l’evento, ha realizzato il volume della mostra, a cura di Maria Andaloro, ordinario di Storia dell’Arte Medievale presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Viterbo e Preside della Facoltà di Lettere, che raccoglie i contributi dei più qualificati specialisti del settore a livello internazionale. Si tratta di un’opera fondamentale sia per la ricchezza dell’apparato iconografico che per i saggi e le schede, frutto di un disegno scientifico maturato in anni di ricerche e studi che hanno messo in luce la più importante centrale di arti suntuarie del XII e XIII secolo. L’obiettivo è appunto quello di mostrare la fisionomia delle Nobiles Officinae di Palermo, di quella che fu una vera e propria “casa di produzione” di manufatti di alto rilievo, ricchi, variamente articolati, interessanti. Per comprendere l’eccezionalità dell’opera, basti pensare che nel corso del XII e XIII secolo non si conosce un’altra centrale di arti suntuarie, sia nel mondo latino, greco o arabo, che sia paragonabile a quella di Palermo o che possa vantare una messe di prodotti altrettanto certi, riconoscibili ed ancora esistenti. Il tema fondamentale dell’opera è la innovativa considerazione che nel Medioevo era rivolta a quel mondo di opere e manufatti realizzati dagli artigiani degli opifici reali. Infatti, per i committenti di queste opere (Ruggero, Guglielmo I, Guglielmo II, Enrico VI, Costanza d’Altavilla, Federico II), i tessuti di seta, le ricche oreficerie, gli smalti, gli avori, i cristalli di rocca, i porfidi, non erano manufatti di secondo ordine rispetto ai mosaici o ai marmi profusi all’interno delle basiliche e chiese da loro stessi erette. Questi sovrani investivano in questi manufatti con convinzione, e gli affidavano le strategie di una politica dell’immagine che seguivano in modo accorto, ora imponendola nei luoghi e nelle occasioni giuste, ora suggerendola tramite l’investimento del dono.
SOMMARIO - Introduzione (Maria Andaloro)
INTORNO AI LUOGHI DELLA PRODUZIONE E DELLA RICEZIONE
La nuova “Carta della Sicilia” e la topografia di Palermo (Jeremy Johns)
Il palazzo dei Normanni di Palermo come esibizione (William Tronzo)
Le porte bronzee della Cappella Palatina (Vladimir Zoric)
Le iscrizioni e le epigrafi in arabo. Una rilettura (Jeremy Johns)
“...per me Ruggero raggiungerà le stelle...” Le iscrizioni in porfidi e marmi bianchi di Messina (Maria Amalia Mastelloni)
LE NOBILES OFFICINAE NEL PALAZZO REALE DI PALERMO DUE FONTI DI ECCEZIONE
La lettera dello pseudo Ugo Falcando: una lettura filologica (Salvatore Tramontana)
La Cappella Palatina di Palermo e l’inventario del 1309 fra analisi e ragionamenti (Maria Andaloro)
ORO, PERLE, SETE. APPROVVIGIONAMENTO E SCORTE Presupposti bizantini nell’area meridionale (Filippo Burgarella)
Seta e tessuti in seta nella Sicilia araba e normanna: il contesto economico (David Jacoby)
Le zecche, nobili officine del Re (Lucia Travaini)
LE TRAME DI SETA
Per un approccio interdisciplinare ai manufatti tessili antichi. Storia, tecnica, analisi della materia e dell’immagine (Rosalia Varoli-Piazza)
Maestri tintori alla corte di Sicilia (Judith H. Hofenk de Graaff, Maarten R. van Bommel)
I filati d’oro. Tecniche e metodologie (Márta Járó)
Il manto di Ruggero II e le vesti regie (Rotraud Bauer)
La fodera del manto di Ruggero II (Cilgia Caratsch)
ALTRE MATERIE PRIME
I cristalli di rocca (Rudolf Distelberger)
Il porfido (Francesco Gandolfo)
FUNZIONI E USI IDEOLOGICI DELLE INSEGNE
Le vesti e le insegne per l’incoronazione dei re e degli imperatori del Sacro Romano Impero (Rotraud Bauer)
Il parato dell’imperatore Francesco I Stefano di Lorena: copie barocche del parato d’incoronazione del Sacro Romano Impero (Anna Theresia Schwinger)
Sulla storia della trasmissione del parato d’incoronazione dei re ed imperatori del Sacro Romano Impero: comprensione ed equivoco, interpretazione corretta ed erronea (Anna Theresia Schwinger)
Il manto di Ruggero II. Le parti e il tutto (William Tronzo)
LO SGUARDO MODERNO
Palermo “culla della grande industria serica italiana”. La fortuna delle Nobiles Officinae tra Ottocento e Novecento (Ivana Bruno)
NOBILES OFFICINAE. PEARLS, FILIGREE AND THREADS OF SILK FROM THE PALAZZO REALE IN PALERMO
BIBLIOGRAFIA (a cura di Ivana Bruno)
Magnificenza nell'arte tessile della Sicilia Centro-Meridionale Ricami, sete e broccati delle diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina
Autori Vari, a c. di Giuseppe Cantelli, Catania 2000
21x29,7, ISBN 978-88-7751-150-8, pagg. 832, 513 ill.,, 2 voll.
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=20006
A testimonianza della mostra omonima che propone un ampio excursus nell’arte tessile e del ricamo della Sicilia... more
A testimonianza della mostra omonima che propone un ampio excursus nell’arte tessile e del ricamo della Sicilia Centrale tra il XV e il XVIII secolo, con particolare riguardo alle produzioni artistiche destinate alle celebrazioni religiose, e del grande lavoro compiuto sotto il profilo scientifico e come esemplare atto di tutela, condotto dalla Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta, resta questo imponente catalogo, risultato della ricerca e dell’approfondimento scientifico condotto da specialisti della materia, sotto la guida del Prof. Giuseppe Cantelli e con la collaborazione di Elvira D’Amico e Salvatore Rizzo, destinato a diventare ineludibile punto di riferimento nel settore degli studi sui tessili. L’operazione, prendendo le mosse da una capillare ricognizione del patrimonio tessile del territorio delle diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina e passando attraverso la fase fondamentale della conservazione mediante il restauro, è approdata infine, alla valorizzazione dei materiali scoperti e studiati attraverso la loro esposizione, ispirata a criteri di rigorosa scientificità e nello stesso tempo godibile per il potere seduttivo da sempre esercitato dalle trame preziose e dai raffinati accostamenti cromatici delle stoffe. Il I volume raccoglie gli interventi degli studiosi, le Tavole, ed una ricca Appendice documentaria ed è corredato da una completa iconografia; il II volume raccoglie il catalogo dei tessuti e dei ricami comprendente le schede e le illustrazioni, una sezione dedicata alle tavole e la Bibliografia.
SOMMARIO
Volume I
La cultura delle apparenze nella Sicilia centro- meridionale: il censimento dell’arte tessile in questo territorio e ragionamenti sopra ogni sorta di motivi decorativi
Giuseppe Cantelli
Il tessile europeo tra opulenza e classicismo nella Sicilia centro-meridionale
José Luiz Santoro
Caltanissetta e il suo territorio. La cultura tessile
Elvira D’Amico
Alcune ipotesi di tessuti palermitani del periodo barocco. Il “Revel” siciliano
Elvira D’Amico
Invenzioni e decorazioni a fili d’oro e d’argento: galloni, trine, frange
Rosanna Caterina Proto Pisani
L’abito e la festa
Marina Carmignani
Realtà e simbolo del tessuto a servizio della fede
Pietro Nonis
Indicazioni di conservazione e restauro di manufatti tessili antichi
Rosalia Varoli Piazza
Tavole
Appendice documentaria
I. Arredi sacri e profani, abbigliamento e commercio delle stoffe a Caltanissetta. Secoli XVI-XVIII
Daniela Vullo
II. L’inventario dei beni mobili di don Fabrizio Branciforte principe di Butera
Antonino Ragona
III. Gli abiti, le robbe e gli apparati: testimonianza di vita del ’600 a Mazzarino
Maria Elena Alfano
IV. L’esecuzione del tosello di Enna. Regesto
Claudia Guastella
V. Acquisizioni documentarie sui manufatti tessili a San Cataldo e a Caltanissetta. Secoli XVII-XIX
Silvana Bartolozzi
VI. Per un censimento del patrimonio tessile ecclesiastico della Sicilia centrale: gli inventari degli archivi storici delle diocesi di Piazza Armerina e Catania
Vittorio Ugo Vicari
Volume II
Catalogo
I tessuti
I ricami
Tavole
Bibliografia
La Sicilia dell'olio
Tiziano Caruso e Eugenio Magnano di San Lio (eds.)
14x21,5, ISBN 978-88-7751-281-9, pagg. 244, ill.
http://www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=200811
Il campo di ricerca che viene abbracciato dalla pubblicazione prende in considerazione la produzione oleolicola... more
Il campo di ricerca che viene abbracciato dalla pubblicazione prende in considerazione la produzione oleolicola siciliana sin dalle sue prime tracce di attività. L'opera, dunque, offre un quadro storico che partendo dall'antichità arriva ai nostri giorni e comprende sezioni relative ai modi della produzione, ai frantoi, alle tradizioni popolari
SOMMARIO
Introduzione, Giovanni La Via
Olivo ed olio nella Sicilia antica
Sebastiano Barresi
Gli oli a Denominazione di Origine Protetta (D.O.P) della Sicilia: aspetti territoriali, varietali e qualitativi
Tiziano Caruso, Giuseppe Campisi
Sistemi e paesaggi
Giuseppe Barbera, Paolo Inglese
Le malattie dell’olivo: dalla collera degli dei ai postulati di Koch
Giovanni Enrico Agosteo, Santa Olga Cacciola, Gaetano Magnano di San Lio, Antonella Pane
Gli insetti dell’olivo
Santi Longo
L’estrazione dell’olio
Marco Poiana, Demetrio Antonio Zema, Santo Marcello Zimbone
La manifattura dell’olio d’oliva in Sicilia: dalla raccolta delle olive all’estrazione dell’olio
Giovanni Enrico Agosteo
I frantoi storici e tradizionali in Sicilia: aspetti funzionali e tecnico-costruttivi dei fabbricati
Salvatore Di Fazio
Olio di oliva e benessere
Annamaria Panico, Floriana Garufi
All’ombra dell’olivo. Canti, liti, suggestioni e un’identità controversa
Andrea Schembari
An Argument of Images Through a Symbolist Lens
PhD Thesis. University of Aberdeen.
Throughout the thesis I take symbolic communication and visual metaphors as starting points for developing a... more
Throughout the thesis I take symbolic communication and visual metaphors as starting points for developing a contemporary picture of diverse Craft practices in a small corner of Scotland. As a result, this thesis is both an ethnography of Craft and a craft object, explicitly made to be a theory-laden object of material culture.
Both in its analysis and its subject matter, this thesis aims to question a variety of epistemological regimes found not only in anthropology, but also in the North-East of Scotland. The main argument of this thesis is that in order to understand something about Craft and the experiences of its makers it is important to have an understanding of the ways in which they create that world as meaningful: that is, an understanding of the thirdness (or symbolism) that is an active, generative force in that world. In the following chapters I argue two interwoven points: one, that a stash (collection) is a collection of stash (craft materials) and is also a site of thirdness in which symbolic thought and action are vital. And two: that, as such, stash and the craft world in which it is embedded are well served by an approach to visual anthropology that takes seriously a study of semiotics in which poetics become more than a subject of analysis; poetics are also allowed to develop into a method(ology) of engaging both informants and audience in a meaningful dialogue of knowledge production.
By using images to contextualize ethnographic evidence and by making these previous points not only with words, but also through imagery, I aim to convince the reader of the integrity of my ethnographic analyses as well as that theories of visual anthropology are as useful for analysing anthropological subjects as for communicating ourselves.
Embroidering Lives: Women's Work and Skill in the Lucknow Embroidery Industry
Fusing aesthetic and economic analyses, Embroidering Lives investigates the lives and work of women in the chikan... more Fusing aesthetic and economic analyses, Embroidering Lives investigates the lives and work of women in the chikan embroidery industry of Lucknow, India. Richly descriptive and accessibly written, the book explores many important issues in women's studies, anthropology, and urban development today--the impact of purdah (seclusion of women) upon women's work and occupational opportunities, the key role of sub-contractors in home-based industry, the need to understand a handicraft from its makers' point of view, and the role of development agencies and programs.
Naqsh: The Art of Wood Carving of Traditional Houses of Gujarat: Focus on Ornamentation
by Jay Thakkar
Naqsh information: Author: Jay Thakkar, Foreword by: B. V. Doshi, Hard Bound, 254 pages, Size: 9.5 inches by 9.5 inches, ISBN 817525285-5
Naqsh exhaustively explores and documents the art of wood carving in the traditional architecture of Gujarat.... more Naqsh exhaustively explores and documents the art of wood carving in the traditional architecture of Gujarat. Traversing from the history and evolution of wood carving of India, the book investigates the tools and techniques applied by the craftsmen working within the trade guilds. The focus remains on ornamentation (symbols, motifs and patterns) witnessed on the wooden houses, categorized and analyzed by its aesthetics, occurrence in time and physical-symbolic relation. Their linkages found in other cultures are also in discussion through the dissemination of this art. You can also visit www.naqsh.in to get an overview on this book.
Matra: Ways of Measuring Vernacular Built Forms of Himachal Pradesh
by Jay Thakkar
Authors: Jay Thakkar and Skye Morrison, Foreword by: George Michell, Hard Bound, 315 pages, Size: 11 inches by 11 inches, ISBN 819040968-9, Over 400 drawings and 300 photographs
This research has been published by SID Research Cell, School of Interior Design, Faculty of Design, CEPT University,... more
This research has been published by SID Research Cell, School of Interior Design, Faculty of Design, CEPT University, Ahmedabad, India. The book was launched during the seminar Interior Design Traditions in India on the 2nd September 2008, the foundation day of School of Interior Design.
Matra is an intensive research generated from the two study trips conducted by faculty members and students of the School of Interior Design (SID), CEPT University to the remote villages and famous temples of Himalayan India. The houses, granaries and temples of this region are described in detail through extensive fieldwork, measure drawings and a comprehensive study of the kath-khuni (wood-and-stone) houses that define the material culture of these mountainous communities. The houses are the core examples of built forms of daily life, while the granaries are the transitional built forms and the temples are the celebration of the intersection of community aesthetics with great connections to the Gods. I would like to share that the Architecture in the Himalayan Indian is sustainable in nature and construction. It is developed over generations incorporating empirical knowledge using local materials. These structures have the capacity to withstand seismic forces as well as maintain its interior environment in the extreme climate.
The exhaustive analysis and portfolio of a wood-and-stone house and a wooden temple represented through two and three dimensional drawings and illustrations are the spirit of matra. The book also gives an insight into the typology of local built forms. The social use of spaces and the study of interior elements are illustrated through the personal interpretations. The specialized craft of wood carving as both folk and classical forms is revealed through direct encounters with contemporary carvers and documentation of ancient examples. The seismic and practical advantages of kath-khuni construction are described to reinforce the fundamental soundness of vernacular built forms in this mountainous region. Matra is an invitation to experience vernacular built forms of Himachal Pradesh from inside the life of local people.
Online Available from
http://www.vedamsbooks.in/no62167.htm
www.dkagencies.com/
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Seen by: and 31 moreMatra: Ways of Measuring Vernacular Built Forms of Himachal Pradesh
by Jay Thakkar
Authors: Jay Thakkar and Skye Morrison, Foreword by: George Michell, Hard Bound, 315 pages, Size: 11 inches by 11 inches, ISBN 819040968-9, Over 400 drawings and 300 photographs
This research has been published by SID Research Cell, School of Interior Design, Faculty of Design, CEPT University,... more
This research has been published by SID Research Cell, School of Interior Design, Faculty of Design, CEPT University, Ahmedabad, India. The book was launched during the seminar Interior Design Traditions in India on the 2nd September 2008, the foundation day of School of Interior Design.
Matra is an intensive research generated from the two study trips conducted by faculty members and students of the School of Interior Design (SID), CEPT University to the remote villages and famous temples of Himalayan India. The houses, granaries and temples of this region are described in detail through extensive fieldwork, measure drawings and a comprehensive study of the kath-khuni (wood-and-stone) houses that define the material culture of these mountainous communities. The houses are the core examples of built forms of daily life, while the granaries are the transitional built forms and the temples are the celebration of the intersection of community aesthetics with great connections to the Gods. I would like to share that the Architecture in the Himalayan Indian is sustainable in nature and construction. It is developed over generations incorporating empirical knowledge using local materials. These structures have the capacity to withstand seismic forces as well as maintain its interior environment in the extreme climate.
The exhaustive analysis and portfolio of a wood-and-stone house and a wooden temple represented through two and three dimensional drawings and illustrations are the spirit of matra. The book also gives an insight into the typology of local built forms. The social use of spaces and the study of interior elements are illustrated through the personal interpretations. The specialized craft of wood carving as both folk and classical forms is revealed through direct encounters with contemporary carvers and documentation of ancient examples. The seismic and practical advantages of kath-khuni construction are described to reinforce the fundamental soundness of vernacular built forms in this mountainous region. Matra is an invitation to experience vernacular built forms of Himachal Pradesh from inside the life of local people.
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